Da pochi giorni si è concluso il consueto torneo di Viareggio che vede gareggiare tra loro le squadre “Primavera”di alcuni tra i più importanti club italiani ( con alcune interessantissime outsider).
Il torneo di quest'anno ha visto la Juventus imporsi sulla Roma, in una finale ad dir poco spettacolare tra due squadre ricche di elementi che sicuramente sarebbero quantomeno pronti per importanti esperienze in Lega Pro o serie Bwin.
LE FACCE NUOVE
La Primavera bianconera è ormai da tradizione una compagine tra le più competitive a livello giovanile. Come se non bastasse la dirigenza ha di recente messo a segno alcuni acquisti veramente molto interessanti, assicurandosi le prestazioni di giovani ambiti da tutto il panorama calcistico europeo. Su tutti, non si possono non segnalare tre classe '93 di sicuro avvenire: Gouano, possente difensore francese prelevato dal Le Havre (squadra francese militante in Ligue 2), sempre attento e sicuro nelle chiusure (mi ricorda molto Thuram!), Gabriel Appelt Pires, giocatore brasiliano dagli ottimi fondamentali e molto ordinato, prelevato dal Resende (serie B brasiliana) e ,ultimo in ordine di arrivo, Bouy, trequartista olandese prelevato dall'Ajax a parametro zero, grande bagaglio tecnico e sinistro chirurgico. Merita di essere menzionato anche il giovanissimo portiere rumeno Branescu (classe '95!) che non ha per niente sfigurato e si è dimostr ato all'altezza per tutta la durata del torneo. Quando si dice, futuro assicurato!
LA SQUADRA
Detto dei nuovi arrivi, analizzerei in questa sede l'intera rosa di mister Baroni, solito schierare i suoi con il modulo 4-2-3-1. Detto di Branuescu (una sicurezza), la linea difensiva era solitamente composta da due terzini come Untersee e Liviero sempre molto attenti, diligenti, più concentrati sulla fase difensiva ma disposti anche a proporsi in zona offensiva per sostenere l'attacco. La coppia centrale è a mio avviso uno dei punti di forza della squadra: Gouano e Rubin hanno dato tranquillità e solidità al reparto e alla squadra non calando mai di concentrazione ( ne sono una dimostrazione i pochi gol subiti nell'intero torneo). Il centrocampo è composto da due mediani, Chibsah e Appelt. Se di quest'ultimo ho già parlato, vorrei anche spendere qualche parola per il talento ghanese, che mi ha letteralmente impressionato. Classe '93, prelevato dal Sassuolo, Chibsah è il classico centrocampista muscolare, schermo onnipresente a protezione della retroguardia e sempre pronto, con dei fondamentali tecnici ed una corsa del tutto invidiabili per un ragazzo della sua età, a far ripartire le azioni dei bianconeri. In lui ho rivisto un po' l'Emerson dei bei tempi: grande capacità di recuperare e calamitare palloni pericolosi, ma anche di ripartire con grande qualità. Centrocampista completo direi, che con Appelt Pires, classico playmaker che inizia le azioni dando ordine e geometria alla squadra (azzarderei: il Pirlo del futuro! Sto solo azzardando ci mancherebbe.....) forma una coppia di mediani di tutto rispetto. A completare il centrocampo, oltre a Bouy il quale, nonostante le buone prestazioni sfoggiate, ha comunque l'alibi di essersi inserito da poco nel gruppo e quindi di non aver ancora assimilato a pieno l'idea di gioco di Baroni (le premesse sono in ogni caso molto confortanti), ritroviamo i due esterni Spinazzola e De Silvestro. Segnatevi questi nomi, parliamo di due giocatori formidabili, la vera forza dei questa Juventus e perché no ,considerando anche l'importanza che Antonio Conte da agli esterni nei suoi schemi di gioco, della Juventus del domani. Cerco in sintesi di spiegare l'importanza di questi due esterni: ho notato come ogni ripartenza bianconera e in generale ogni azione pericolosa dei ragazzi di Baroni passasse sistematicamente dai piedi di questi due atleti. La Juve era solita cominciare ordinatamente l'azione nella propria metà campo per andare in seconda battuta, tramite i mediani o gli appoggi della prima punta, a cercare i due esterni offensivi. Ma che giocatori sono Spinazzola e De Silvestro? Bé, è anche facile immaginarselo: esterni rapidissimi e molto tecnici, letali nell'uno contro uno, abbastanza concreti quando arrivano negli ultimi metri e anche molto disposti a tornare e sacrificarsi per la squadra (particolare quest'ultimo fondamentale in quanto indice di grande umiltà e impegno, attributi necessari per poter ambire ai più nobili palcoscenici). E chi manca adesso? Manca il capitano, la punta centrale che aveva il non semplice compito di finalizzare l'importante mole di gioco che la Juve sistematicamente costruiva. Su Libertazzi (classe '92, quindi non più giovanissimo) vorrei però fare una breve premessa: il mio pensiero è infatti molto in linea con le dichiarazioni di Ciro Ferrara, che ha assistito a molti match del Viareggio, secondo cui è un peccato vedere giocatori del '92, di qualità, come appunto Libertazzi ( penso anche a Viviani o Nego della Roma ), gareggiare in certe competizioni e non magari essere già in categorie superiori a fare esperienza o perché no in prima squadra. Dopotutto stiamo in questa sede discutendo del grosso problema e della “malattia” che il calcio italiano si sta da anni portando addietro, le cui conseguenze, poi, sono ben visibili se si guarda ai risultati delle italiane contro rappresentative straniere negli ultimi anni ( penso all'eccezione dell'Inter del “Triplete”, un' Inter che comunque aveva pochissimi italiani in rosa e che era allenata dal miglior allenatore al mondo, Jose Mourinho; la realtà dice infatti che quest'anno abbiamo perso un posto in Champions League). Tornando a noi, si parlava del capitano Libertazzi. La classica prima punta, forte fisicamente, abile nel gioco di sponda, nel far salire la squadra e in primis ottimo finalizzatore. Il giocatore ideale per una squadra del genere, con esterni molto rapidi che mettono invitanti palloni in area e centrocampisti come Appelt e Bouy che sanno di sovente pescarti con giocate e lanci al millimetro. Libertazzi è il leader, un giocatore molto carismatico, uno che da anni milita nella seconda squadra bianconera e che adesso tutti gli juventini vorrebbero ammirare in contesti diversi da quelli della Primavera (ricordo che è un classe '92). Dico questo perché il giocatore a mio avviso ha le qualità, e l'età, per sfondare e soprattutto ritengo che sarebbe Lui stesso il primo a meritarsi, per l'impegno e l'abnegazione sempre mostrati nelle trafile giovanili, palcoscenici più importanti. Insomma tutti noi juventini gli auguriamo una carriera splendida (così come ad esempio se la sta lentamente costruendo Ciro Immobile, altro attaccante prodotto del vivaio bianconero che si sta affermando nel Pescara in B e che la società tiene molto in considerazione). Noi tutti aspettiamo che il capitano raggiunga traguardi importanti, ma lo aspetteremo pazientemente, considerando che ci sarà sempre tempo poi per tappezzare l'Olimpico o il Meazza con striscioni ( come quello visto nella finale del Viareggio tra Juventus e Roma) con scritto “Tutti pazzi per Libertazzi”.
LA FINALE
Doveroso concludere con la presentazione di quella che è stata una delle finali più emozionanti e spettacolari che si siano mai viste al torneo di Viareggio. Premessa: lunedì 20 Febbraio alle 15:00 a Viareggio il clima era piovoso e la temperatura abbastanza rigida; tutto ciò non ha fatto altro che appesantire un terreno di gioco già non in perfette condizioni (si è giocato nel fango per intenderci). La suddetta situazione del terreno di gioco ha fatto imprecare soprattutto mister De Rossi, e si è potuto infatti notare come nel corso della partita sia stata più penalizzata la sua Roma, più tecnica a dispetto di una Juve meglio preparata fisicamente e più muscolare. Detto questo passiamo alle scelte di mister Baroni: solito 4-2-3-1 con in difesa il sempre attento Belfasti a sostituire l'influenzato Liviero, con Padovan preferito a Bouy (non è ancora entrato a pieno negli schemi di Baroni, nonostante il buon torneo svolto) e l'ottimo Beltrame preferito davanti a Libertazzi il quale, dopo aver svolto tutte le altra partite da titolare, necessitava di un po' di riposo. La Juventus ha cominciato la partita con una marcia in più: lasciava il pallino del gioco ad una Roma più tecnica, abile nel palleggio ma inconcludente, per ripartire, sfruttando la velocità dei suoi esterni e la qualità dei suoi centrocampisti, con contropiedi letali. Dopo pochi minuti infatti si sblocca la partita: angolo per la Roma, la Juve esce bene dalla sua area e sorprende una difesa giallorossa veramente mal schierata (non sarà la prima volta dopo un'azione d'angolo), Spinazzola, che alla fine risulterà uno dei migliori, si invola in contropiede saltando un paio di avversari e poi servendo a Beltrame un pallone da appoggiare in rete. Contropiede micidiale e Roma che subisce il colpo. La situazione non cambia: dopo pochi minuti altra ripartenza bianconera con il solito Spinazzola il quale dopo un ottimo spunto centrale allarga per Padovan che con un diagonale batte l'incolpevole portiere giallorosso. 2 a 0, e la Roma? Non pervenuta, almeno nella prima frazione di gara. La partita dopo la seconda segnatura dei bianconeri non cambia volto, in quanto gli uomini di Baroni adesso lasciano ancor più volentieri il pallino del gioco alla Roma (che dalla sua manca di concretezza e non riesce mai a pungere), sempre molto attenti, pronti poi ad accelerare con le consuete ripartenze. Al 42' la Juve si divora il terzo gol che avrebbe chiuso virtualmente la gara: cross basso di Untersee e Padovan a porta sguarnita e da pochi passi manda incredibilmente alto (ha inciso però un rimbalzo anomalo del pallone prima dell'impatto; l'occasione rimane in ogni caso clamorosa). Finisce così la prima frazione che ha visto una Juve in grado di dominare gli avversari attraverso un'ottima organizzazione di gioco e contropiedi micidiali. Nella seconda parte la musica inevitabilmente cambia. La Roma entra in campo con un piglio diverso decisa a recuperare il risultato. La Juventus però dimostra subito di avere un'eccellente organizzazione difensiva: la coppia Gouano-Rubin è molto affiatata e attenta mentre i due terzini badano adesso molto più alla fase difensiva. Nonostante tutto la Roma prova a riaprire la partita e i suoi sforzi vengono premiati al '13 : Piscitella ( forte esterno del '93 che ha già esordito in seria A, fino ad ora comunque inconcludente) riceve a sinistra, si accentra e fa partire un bel destro che beffa Branescu. Gara riaperta, le squadre,molto stanche, si allungano e la Roma ci crede sempre più. Al 15' Baroni effettua il primo cambio: Schiavone (centrocampista muscolare e di copertura) sostituisce uno stremato Appelt (buona gara la sua,ordinata e ricca di spunti interessanti). La Roma va più volte vicina al pari con Piscitella e Politano nel momento in cui la difesa bianconera comincia a palesare qualche lacuna. Mister Baroni effettua il secondo cambio al '25: un esausto De Silvestro lascia il posto a Bouy. Nonostante i cambi da ambo le parti affiora in campo una grande stanchezza: il risultato però obbliga la Roma a crederci fino in fondo e non è un caso che in questa fase della partita salga in cattedra Branescu; il portierino rumeno salva la Juve in un paio di occasioni. La Juventus inizia ad effettuare raddoppi sistematici su Piscitella, il più pericoloso dei suoi ( quando si accendeva lui si riaccendevano le speranze giallorosse). Ci tengo a sottolineare la prova della punta bianconera Beltrame: in una fase di gioco in cui la squadra cerca di difendersi con le “unghie e con i denti”, questo attaccante del '93 nato a Biella (come Gilardino, col quale condivide anche aspetto fisico e qualit&agrav e;) diventa essenziale. La sua è infatti una presenza molto ingombrante per la difesa giallorossa: ottimi fondamentali, grande fisicità, buon fisico abbinato ad un notevole cambio di passo e soprattutto encomiabile spirito di sacrificio; è stato peraltro fondamentale in tutte quelle occasioni in cui, tenendo palla o subendo falli “tattici”, ha permesso ai suoi di rifiatare e di guadagnare metri preziosi. Scocca il 42' e Baroni effettua il terzo cambio: Pol Garcia (terzino spagnolo classe '95) entra al posto di Padovan (buona prova impreziosita dal secondo gol). La compagine di Alberto De Rossi continua a crederci ma il tempo scorre inesorabile e il risultato da qui alla fine non cambierà più: la Juventus si aggiudica il Torneo di Viareggio. Abbiamo assistito ad una bellissima finale (peccato per il “campaccio” che ha sicuramente influenzato in negativo lo spettacolo) tra due squadre che si sono sempre affrontate a viso aperto dimostrando in alcuni singoli qualità veramente importanti. La Juve ha dominato nel primo tempo segnando due gol e poi ha retto in modo encomiabile le offensive della Roma per tutta la seconda frazione di gioco. E alla fine ha fatto suo il risultato ed il torneo, meritando.
LEDRI NICOLA
Tanzillo Massimo

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