Data di nascita: 23 Aprile 1993
Luogo di nascita: Bassano del Grappa (VI)
Nazionalità: italiana
Altezza:. 160 cm
Peso forma: 60 kg
Ruolo: centrocampista centrale
Piede: destro
Squadra di appartenenza: AS Cittadella
Convocazioni Nazionali: Under 19
Serie B: 14 presenze 1 gol
“Il cielo è azzurro sopra Berlino”.
Quest'oggi voglio iniziare con questa indimenticabile frase di Marco Civoli recitata dopo il calcio di rigore realizzato da Fabio Grosso contro la Francia.
Era il nove luglio del 2006 e l'Italia di Marcello Lippi si laurea Campione del Mondo.
Una gioia incredibile che abbiamo potuto assaporare anche noi delle generazioni nate dopo l'82, uno dei pochi momenti in cui tutti gli abitanti dello stivale hanno tirato fuori l'orgoglio di appartenenza a questo Paese che non si può far a meno di amare nonostante tutte le difficoltà che il suo popolo, storicamente parlando, ha dovuto patire dal Medioevo in poi. Vittoria che non è stata possibile bissare nella scorsa edizione dei Mondiali disputati in Sud Africa, dove l'Italia ancora una volta di Marcello Lippi ci ha fatto vivere serate da incubi, uscendo fuori in modo a dir poco brutale al primo turno.
L'intero Stivale inveì contro l'ormai ex commissario tecnico, accusandolo di aver errato completamente tutte le proprie scelte. Accuse in parte veritiere ma che non tenevano conto della situazione calcistica italiana e di un campionato sempre più pieno di stranieri, non sempre di valore e di pochi talenti italiani. Ci sono state della annate non molto buone a livello di ricambio generazionale, questo è un dato di fatto, come lo è la consapevolezza che si è lavorato male per non dire malissimo a livello di settori giovanili e che i risultati degli scorsi mondiali non sono altro che i frutti di un avaro raccolto, dovuto a una semina davvero scadente. C'è anche da dire che il prodotto nostrano non è del tutto valorizzato come lo è in altre nazioni, più avvezze a vedere scippare i propri talenti da squadre più potenti di altri paesi, ma che ogni anno sono in grado di schierare altri giovani ancora più bravi rispetto ai precedenti, proprio perchè puntano molto sui propri vivai. Le grandi formazioni italiane hanno dimenticato il passato quando ad esempio il grande Milan di Arrigo Sacchi non era composto dai soli tre olandesi ma anche dai vari Maldini, Albertini, Evani, Donadoni, Costacurta, Tassotti, Galli, Colombo, Massaro tutta gente che proveniva proprio dai vivai italiani che costituivano l'ossatura di quella storica formazione che tutte le europee temevano e ci invidiavano. Questa introduzione fatta di diversi sapori apparecchiati in tavola ma appena assaggiati, la voglio dedicare a un ragazzo veneto di cui si parla davvero poco ma che farà sicuramente parlare di sé.
E' il 14 Gennaio scorso e scorre il minuto quarantesimo allo Stadio Atleti Azzurri di Italia, in campo ci sono Albinoleffe e Cittadella, i bergamaschi sono in vantaggio grazie alla rete di Laner ma sulla destra in quel preciso istante, si muove il terzino granata Luca Martinelli che dalla trequarti fa partire un cross a mezz'aria, indirizzato al centro dell'aria dove Massimiliano Busellato si fa trovare pronto e ci delizia con un'autentica magia.
Aggancio del pallone al volo con il tacco stando spalle alla porta, palla che accompagna saggiamente in avanti, torsione del corpo che si indirizza dinnanzi alla porta e violenta conclusione a rete di destro che trafigge la porta dell'incolpevole portiere bergamasco che nulla può fare dinnanzi a un gesto tecnico davvero meraviglioso. E' il gol del pari e i pochi presenti allo stadio assistono meravigliati a una prodezza degna di un gran cannoniere di razza. In tutta onestà vi dico che non mi stancherei mai di guardare questa incredibile rete messa a segno da un ragazzo di soli 19 anni che sta disputando la sua prima stagione in serie B. Se la stessa realizzazione l'avesse siglata l'asso argentino del Barcellona Messi, i media ce l'avrebbero riproposta per l'intera settimana ma siccome è stata siglata da un perfetto signor nessuno che gioca in una formazione di serie B, quasi quasi che è passata inosservata ma di certo non ai nostri occhi attenti e vigili.
Massimiliano Busellato è un centrocampista centrale dotato di buona tecnica individuale che ama muoversi fra le linee ma la sua duttilità e generosità tattica gli permette di giocare sia in una posizione avanzata che in una più arretrata. In questo ragazzo di Bassano del Grappa c'è la giusta miscela di qualità e quantità che lo impongono come uno dei migliori centrocampisti della sua età e anche della cadetteria. Nel sentire le sue interviste si vien colpiti dalla sua grande dose di umiltà e dalla sua maturità, ai microfoni sembra rispondere un calciatore navigato e non un adolescente che frequenta ancora il quinto anno delle superiori. Non ha paura di nessuno, reputa giustamente il campionato cadetto omogeneo, equilibrato dove il suo modesto Cittadella può benissimo giocarsela con tutti. Umiltà, coraggio, tecnica e determinazione tutte ottime qualità per giocare “lì nel mezzo”, come cantava Ligabue. Un mediano che potrebbe far gola alle formazioni di serie A, visto che c'è sempre penuria di ottimi calciatori in questo ruolo, soprattutto ben dotati come il nostro Massimiliano. Il Cagliari si sta guardando attorno per cercare un nuovo Nainggolan, noi consigliamo al bravissimo Cellino questo ragazzo che potrebbe fare le fortune dei rossoblu. Busellato si è saputo ritagliare il suo spazio in prima squadra a suon di prestazioni sempre più convincenti, una continua crescita partita dopo partita che il tecnico Foscarini sta gestendo nel migliore dei modi. I margini di miglioramento sono non ampi ma vasti e considerando le sue prestazioni, continuerà a crescere giocando tutto il resto della stagione da titolare indiscusso della formazione veneta. Il Cittadella è una piccola gemma del nostro campionato cadetto, ha una primavera composta per lo più da promettenti ragazzi del 94, sa gestire davvero bene il proprio patrimonio calcistico, tant'è che è una delle formazioni più giovani dell'intero campionato, composta dal 90% da professionisti italiani. Ci vorrebbero sempre più squadre in cadetteria con questa filosofia. Ambienti privi di pressioni, dove si rispettano i bilanci e si spende solo ciò che una società può permettersi di spendere e con l'obbligo di far giocare i propri giovani per autofinanziarsi. Non è sbagliato andarci con calma con un ragazzo di soli 19 anni ma quando in campo si assiste a delle prestazioni a dir poco perfette, dove il ragazzo non perde praticamente mai la concentrazione, dove il suo carattere è tale da saper osare e non limitarsi a ricoprire la propria zona di campo, dove c'è una certa consapevolezza dei propri mezzi, non ci sono scuse che tengono. Se ragazzi del genere non possono militare da titolari del nostro campionato di serie A, vuol dire che il nostro è per davvero un paese per vecchi, è davvero un campionato che ha perso di fascino.
Gianluca Castagna
Ecco il video dove potete ammirare il gol di Busellato
Gianluca Castagna

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