Data di nascita: 24 marzo 1993
Luogo di nascita: Nocera Inferiore
Nazionalità: italiana
Altezza: 180 cm
Peso forma: 75 kg
Ruolo: attaccante (Ala Sinistra)
Squadra di appartenenza: Roma
Convocazioni Nazionali: Under 19
Campionato primavera: 15 partite 8 goal
E' cosa nota e antica che la stragrande maggioranza delle donne dello stivale si chiedano ogni maledetta domenica, da dove proviene quel virus che costringe i loro compagni a passare tutta la giornata davanti la tv, limitandosi a guardare ventidue uomini in calzoncini che rincorrono un pallone.
Virus con cui dovranno convivere per tutta la vita chiamato amore per il pallone.
Questo amore può sbocciare o a causa di una squadra che di lì in seguito si amerà e tiferà oppure tramite un calciatore che ci lascia di stucco con le sue imprese e i suoi gesti tecnici. Personalmente sono sempre rimasto colpito dai quei calciatori molto dotati tecnicamente ma soprattutto estrosi che solitamente occupano le fasce e il vero amore è sbocciato quando a sei anni, sotto i miei occhi scivolavano rapidamente le immagini di repertorio di un certo Mané Garrincha, ala destra del Brasile degli anni 60 che scartava tutto ciò che poteva essere dribblato. Un autentico genio del calcio, uno degli interpreti migliori in assoluto di questo sport, dotato di un dribbling per l'appunto eccezionale e di un passo e un'andatura molto particolare, claudicante, dinoccolata quasi, dovuta a delle malformazioni fisiche. Una miscela tanto bizzarra di qualità incredibili e difetti fisici racchiusi in un uomo che amava ciò che faceva e che faceva innamorare coloro che lo guardavano. Le ali nello scacchiere tattico di una squadra con il passare degli anni sono diventate sempre più fondamentali, possono determinare il risultato con i loro cross, con i loro dribbling e con la loro velocità di gambe e di pensiero.
Il Mago Herrera a tal proposito diceva: “Il calcio moderno è velocità. Gioca veloce, corri velocemente, pensa velocemente, marca e smarcati velocemente.”
Quest'oggi senza scomodare altri grandi interpreti del ruolo, dopo la citazione del fantastico Garrincha, vi presento un'ala molto giovane anagraficamente parlando che può ricoprire con ugual bravura entrambi gli estremi del campo e che milita nella formazione di mister Alberto De Rossi in quel di Roma.
Ebbene si, la formazione capitolina non annovera solo i già noti Caprari, Verre e Viviani ma molto di più e se si è presa il lusso di surclassare e schiaffeggiare i loro pari età del Milan in Coppa Italia la settimana scorsa, il merito va suddiviso a tutto il collettivo davvero impressionante, a un mister molto esperto e bravo e a tutti gli addetti ai lavori che hanno saputo creare un gruppo del genere.
Giammario Piscitella questo è il nome e il cognome dell'esterno d'attacco, classe 93 che generalmente occupa il front sinistro di cui si dovranno segnare le generalità.
Cresciuto calcisticamente nel fiorente vivaio dell'Empoli, la Roma lo strappa dalle grinfie degli inglesi, più precisamente da quelle degli emissari di un certo Alex Ferguson che intravedono nel ragazzo un ottimo prospetto nel suo ruolo e scopriremo che di torto non ne hanno affatto.
Sono sempre più frequenti questi “scippi” da parte delle inglesi segno che da qualche anno a questa parte nei vivai si comincia nuovamente a lavorare bene, checché qualcuno ne dica.
Piscitella è un'ala d'attacco il cui punto di forza è sicuramente la progressione palla al piede che lo fa divenire a dir poco irresistibile e devastante ai propri avversari costretti a marcarlo e rincorrerlo, tra l'altro abbinata a una tecnica individuale eccellente, oserei dire di caratura superiore rispetto ai suoi pari età. Tagli verso il centro, doppio passo, finte e contro finte, uso sapiente del proprio corpo, corsa elegante, pallone incollato letteralmente ai piedi, tutte caratteristiche scritte nel suo fiorente vocabolario tecnico e personale che lo rendono un sicuro talento degli anni avvenire. E' un piacere vederlo giocare quando è in palla proprio grazie a questa sua progressione palla al piede che lo rende letale sia in chiave realizzativa che da uomo assist. Difficilmente lo si vede scomparire durante i novanta minuti, è sempre nel vivo del gioco della squadra che si affida sapientemente e nei giusti tempi alle due ali che godono del supporto continuo dei due terzini di spinta, Nego e Sabelli e dell'assistenza del centrocampista avanzato Ciciretti. La formazione capitolina la si può definire un'isola felice, dove tutti i suoi undici interpreti sanno cosa devono fare e come devono farlo. Esprimono un calcio bello, veloce, divertente e di collettivo soprattutto, un'arma a doppio taglio, perché i migliori interpreti a questo punto dopo due anni di militanza in primavera necessitano di altre esperienze. Non hanno la possibilità di misurarsi in un campionato più competitivo, dove potersi confrontare con gente con un bagaglio di esperienza maggiore, così come accade ai ragazzi della cantera del Barcellona che vengono spediti subito nella formazione B, militante nella seconda serie Spagnola. Un motivo in più per non abbandonare il progetto delle formazioni secondarie o quanto meno di sviluppare un regolamento meno rigido nei confronti dei giovani talenti italiani, che ad esempio potrebbero essere mandati in prestito in formazioni di cadetteria per periodi più brevi di un'intera stagione come avviene in Inghilterra e soprattutto anche al di fuori delle due grandi sessioni di mercato ma per tutta la stagione.
Il potenziale di Giammario si esprime al massimo in uno schema tattico che prevede le due ali larghe sulle fasce, quindi in un 4 – 3 – 3, sarebbe un peccato collocarlo come esterno di centrocampo perché non stiamo parlando di un maratoneta, dotato di un buon cross ma proprio di un'ala vecchio stile capace di cambiare le sorti di una gara in un qualsiasi momento. Nel suo ruolo la squadra maggiore ha tanti buoni interpreti che in questo momento stanno facendo benissimo ed è per questo che Luis Enrique non lo ha ancora fatto esordire, a differenza di Viviani e Caprari ma siamo sicuri che le qualità di questo ragazzo non siano sfuggite al tecnico andaluso. La Roma ha bloccato la sua cessione nella sessione scorsa di mercato estivo, dove di già diverse formazioni di Lega Pro lo cercavano dopo averlo visto nell'edizione dell'anno precedente del campionato Primavera, dove il ragazzo non era un titolare fisso della formazione che in seguito si è aggiudicata il campionato ma veniva utilizzato con frequenza in partita in corso da mister De Rossi, quando si affidava alla sua tecnica e alla sua capacità di tener palla per addormentare la partita a risultato acquisito. Difficilmente dopo la cessione di Caprari la Roma se ne priverà anche se a nostro giudizio se lo potrebbe anche permettere visto il tanto materiale umano a loro disposizione ma siamo sicuri che l'anno prossimo Giammario farà parlare di sé nel campionato cadetto con le sue scorribande irresistibili.
Gianluca Castagna
Gianluca Castagna

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