Data di nascita: 24 luglio 1994
Luogo di nascita: Ahome, Sinoloa (Messico)
Nazionalità: messicana
Altezza: 173 cm
Peso forma: 64 kg
Ruolo: attaccante
Squadra di appartenenza: Deportivo Chivas Guadalajara Convocazioni Nazionali: Under 17
Esordio Campionato: 10/08/2011 Chivas – Monterrey 2 - 1
L'industria del calcio non ha risentito assolutamente della recente crisi economica mondiale, permane sempre fra le più fiorenti, in cui circola talmente tanto denaro da far impallidire e mettere quasi in imbarazzo tutti gli addetti ai lavori che si ritrovano a gestire ingenti somme di denaro o per l'acquisizione di un nuovo giocatore o peggio per il pagamento dello stipendio di un singolo tesserato, con la consapevolezza che con quella stessa cifra si riuscirebbero a sostenere almeno una decina di nuclei famigliari ma anche di più. Il successo di questa industria è andato sempre in crescendo con l'avvento dei diritti televisivi che hanno da una parte sì, svuotato gli stadi ma dall'altra hanno riempito le case di decoder e abbonamenti per la trasmissione in chiaro dei maggiori campionati europei. Il calcio è intrattenimento, spettacolo e richiama tantissimi telespettatori affamati di divertimento e ingordi di emozioni che non sempre tutti gli incontri possono garantire ed è per questo che nell'amante del calcio è insita quella voglia, quel particolare desiderio di vedere alla ribalta un nuovo fenomeno che possa eguagliare e superare le gesta dei propri idoli sportivi.
Quante volte si è sentito dai vari giornalisti che è stato scoperto il nuovo Maradona ? Quante volte tale attesa è stata tradita ? Rispondo io per voi, tantissime volte.
Spesso le luci della ribalta si vanno a focalizzare su ragazzi di sedici anni che cominciano ad interfacciarsi al calcio che conta, magari proprio su quei ragazzi del Sud America di estrazione sociale molto bassa che da essere dei perfetti signor nessuno, si ritrovano a dover sopportare il macigno dell'eredità di un grande campione del passato. Aspettative del club di appartenenza, aspettative dei tifosi, aspettative della Nazione e della rispettiva federazione di calcio, aspettative dei media che, francamente signori miei, sono sin troppe per un ragazzino che gioca bene al pallone.
Johan Cruijff a tal proposito ci ricorda che : ” Alla radice di tutto c'è che i ragazzini si devono divertire a giocare a calcio” e quando questi non si divertono più, vuol dire che quel potenziale di campione si trasforma in un amante del denaro e della vita del calciatore, quel genere di atleta che un tifoso non riuscirà mai ad amare sul serio e che sotto, sotto disprezza.
Quest'oggi la nostra lente di ingrandimento si è andata a posizionare in quel del Messico che ci rievoca dolci ricordi, come le grandi gesta di Sandro Mazzola e Gianni Rivera ai mondiali del 70 o al grande centravanti del Real Madrid Hugo Sanchez che tanto bene ha fatto in Europa a differenza di tanti altri suoi connazionali.
Il talentino in questione è un certo Carlos Eduardo Fierro Guerrero, attaccante messicano classe 94, appartenente al club Deportivo Guadalajara e che sulle spalle indossa un numero davvero pesante, la 104 pensate. Il ragazzo è di già conosciuto ai più, soprattutto a tutti coloro che hanno avuto la lungimiranza di ammirare la scorsa edizione dei mondiali under 17, disputati per l'appunto in Messico, una grossa vetrina di gioventù di belle speranze dove la stella di Fierro ha a dir poco abbagliato tutti con 4 reti e 6 assist distribuiti in ben 7 incontri che hanno permesso ai messicani di vincere la rassegna e di aggiudicarsi praticamente tutti i premi della manifestazione ad eccezione della scarpa d'oro che l'ivoriano Coulibaly si è guadagnato a suon di 9 reti. La competizione se l'è aggiudicata la formazione con maggior talento che oltre a Fierro ha la possibilità di schierare il vincitore del pallone d'oro del torneo Julio Gomez Gonzalez e di quello d'argento tale Jorge Espericueta di cui sentiremo molto parlare.
Carlos Fierro si è dovuto accontentare di quello di bronzo invece ma a detta di tutti la sua tecnica e la sua classe è superiore a quella dei suoi compagni di team, affermazioni irrilevanti se poi si va a scoprire che su questo ragazzo, che solo nell'agosto scorso ha esordito nel suo team di appartenenza, si sono accesi i radar di molte squadre europee pronte a farsi guerra per aggiudicarselo. Arsene Wenger gli ha letteralmente messo gli occhi addosso ma ad inseguirlo ci sono anche Tottenham, Hoffenheim, Barcellona e Rayo Vallecano quest'ultima in passato ha avuto fra le sue file proprio quell'Hugo Sanchez a cui il ragazzo in patria è paragonato, non tanto per caratteristiche ma piuttosto per ciò che potrà fare per il calcio nazionale. Carlos è una prima punta brevilinea molto rapida, dinamica che sa puntare la porta e che vive per il gol. Può benissimo essere spostato come seconda punta o come esterno d'attacco sulla destra, tant'è che predilige molto spostarsi su quel lato del campo, per poi accentrarsi o allargarsi per sfruttare gli spazi che le difese avversarie gli lasciano. E' un attaccante molto simile a Pato se vogliamo cercare un paragone, un delantero che si esalta negli spazi, da lanciare in profondità, che sa puntare l'uomo e che soprattutto può bruciarlo in velocità l'80% delle volte. In prospettiva sembra raccogliere tutte quelle caratteristiche degne di un campioncino da trasportare nel calcio che conta, ma vorrei ricordarvi che al momento, dati alla mano, non è ancora protagonista nel suo di campionato, difatti il presidente del Guadalajara sta pensando fortemente di non lasciarsi scappare da subito il proprio talentino e di farlo crescere almeno per un altro anno. Per il momento le sue presenze nella formazione maggiore e quindi nel campionato messicano sono nove e la casella dei gol conta zero reti. Un altro anno in cui le sue buone qualità di partenza possono forgiarsi per bene. Ha ancora la faccia da bambino seppur in campo appare come un diavolo pronto a divorarsi tutto e tutti, ma interrompere la sua carriera messicana, magari per aggregarlo in queste formazioni europee per fargli disputare un campionato primavera, mi sembra davvero una sciocchezza bella e buona. Di sicuro stiamo parlando di un calciatore di primo pelo ma non dimentichiamoci le difficoltà che ancora oggi stanno attraversando i fratelli Dos Santos e Carlos Vela, suoi connazionali di cui si è sempre parlato un gran bene sin dalla tenera età ma che stanno facendo una gran fatica a imporsi.
Il campionato messicano non sarà competitivo come quello europeo ma è divertente e abbastanza tecnico, i giovani talenti del Paese possono misurarsi con calciatori di tutto rispetto, uno scenario perfetto in cui diversi loro connazionali hanno disputato gran parte delle loro carriere per poi stupire nella varie rassegne mondiali. A tal proposito come non citare Luis Hernandez (da non confondere con il Chigarito) lo stravagante attaccante dai lunghi capelli biondi, con la maglia numero 15, oppure lo spregiudicato portiere Campos o ancora la seconda punta Blanco tanto per citarne qualcuno. A Fierro auguriamo un futuro importante e per quanto possa essere possibile gli consigliamo di non farsi abbagliare da tutto ciò che luccica.
Gianluca Castagna
Gianluca Castagna

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