sabato 31 dicembre 2011

GAZZETTA DELLO SPORT, Le trattative dei giovani talenti del 31/12/2011


Prendendo spunto da La Gazzetta dello Sport di oggi ecco un pò di rassegna stampa sulle trattative riguardanti i "giovani" calciatori che il noto quotidiano rosa riporta sull'edizione cartacea:
(Marti Rivarola obiettivo di mercato della Lazio e Chievo)

PARMA - (...) Intanto gli emiliani guardano anche al centrocampo, dove la prima scelta è l’ex Chievo Fernandes (Leicester). In attacco piace sempre Castaignos (Inter): è derby con il Cesena, che ci però lavora da tempo.

CESENA - (...) Anche perché come centravanti il Cesena punta deciso su Kozak: sul ceco, però, aspetta segnali da Roma anche il Lecce. In stand by il discorso con il Napoli per Santana (agli azzurri Candreva interesserebbe a titolo definitivo, ma è ancora dell’Udinese), si aspetta oggi una risposta dal Victoria Plzen sull’offerta per l’esterno Pilar, su cui però ha sprintato il Wolfsburg.

NOVARA - (...) Quest’ultimo è un nome buono pure per il Lecce, che dietro non molla Acerbi (Chievo) e Grillo (Varese). Intanto a breve il Novara tessererà il danese Jensen, svincolato, che in prova ha convinto.

ALTRE TRATTATIVE - Con tre club russi (Cska, Lokomotiv e Zenit) su Veloso, il Genoa a centrocampo non molla le piste Amorim (Benfica) e soprattutto Lodi (Catania); in difesa continua a piacere Zaccardo (Parma). Centrocampo Lazio: oltre a Kuzmanovic e Kranjcar, spunta anche la suggestiva idea di un ritorno di Mudingayi. I biancocelesti seguivano anche Martì Rivarola, 20 anni, regista del Barcellona B: può liberarsi con mezzo milione a gennaio, ora c’è sotto il Chievo. La Fiorentina in attacco segue Floro Flores (Udinese) e, per giugno, Teofilo Gutierrez (Racing). Il Cagliari punta il centrocampista Cazzola: la Juve Stabia spara alto, Cellino potrebbe inserire Burrai, c’è l’interesse anche del Catania. Ferma la trattativa per Rios (Tijuana), è sempre calda per il Palermo la trattativa per Luca Rigoni, con uno scambio che porterebbe Bacinovic al Chievo. (...) Parma: la prossima settimana si tornerà a parlare per Palombo (Samp) e Ninis (Panathinaikos). L’Udinese ha sempre Pazienza (Juve) come prima opzione in mezzo e non molla la punta Alfaro, che il Liverpool Montevideo valuta 4 milioni.

Leggi l'articolo intero originale sull'edizione odierna della Gazzetta dello Sport

Primavera 2011: Roma torna capitale!


Il 2011 in Primavera è stato l'anno della Roma. Irresistibile la marcia dei ragazzi di Alberto De Rossi alla conquista del titolo. Una cavalcata impreziosita nei playoff con successi come quello sul Milan o la finale al cardiopalma con il Varese di Devis Mangia.
E pazienza se non è arrivato il bis in coppa Italia. Di mezzo ci si è messa una grande Fiorentina e forse i giallorossi sono arrivati scarichi all'appuntamento con la finale di ritorno all'Olimpico. Per i double e via dicendo c'è però sempre il 2012. E visto come la Roma si sta comportando in questa nuova stagione è lecito sognare. In coppa siamo già alle semifinali, con i giallorossi che si troveranno di fronte il Milan e Juve-Fiorentina dall'altro lato del tabellone.

Ma la Primavera non è solo campionato e coppa. C'è il prestigio del Torneo di Viareggio. E qui a gioire è stata l'Inter, vittoriosa in finale sulla Fiorentina. I giovani nerazzurri hanno così riportato il trofeo ad Appiano Gentile che mancava dal 2008.

Non resta che scegliere un giocatore simbolo del 2011. Difficile scegliere. Ce ne sono tanti, da Caprari a Faraoni, passando per Viviani, Montini e via dicendo. Noi scegliamo Giuseppe De Luca, perché cresciuto in provincia, a Varese e confermatosi già nel calcio professionistico in serie B. Se Mangia si è giocato fino all'ultimo la possibilità di diventare campione d'Italia buona parte del merito va alla vena realizzativa della Zanzara. Sedici reti in regular season, altre sette al Viareggio (capocannoniere con l'interista Dell'Agnello) e gol pure nei playoff di serie B. Niente male per uno classe '91...

Calciomercato.com

venerdì 30 dicembre 2011

41A EDIZIONE DEL TROFEO CITTA' DI ARCO-BEPPE VIOLA


Sono state annunciate le squadre partecipanti e le date della 41a Edizione del Torneo Città di Arco - Beppe, categoria Allievi.
La prestigiosa kermesse giovanile vedrà scendere in campo l'Inter (campione in carica della manifestazione), Torino, Napoli, Milan, Hellas Verona, Juventus, Chievo Verona, Lazio, Nordsjælland, Fiorentina, Roma, Atalanta, Parma, Reggina, Rappresentativa Trentino Alto Adige ed Arco.
IDi seguito la composizione dei quattro gironi da quattro squadre ciascuno e le date della manifestazione:


Girone A
Torino FC
SS Napoli
AC Milan
Hellas Verona FC

Girone B
SS Lazio
FC Nordsjælland
Juventus FC
AC Chievo Verona

Girone C
AS Roma
Atalanta Bergamasca Calcio
ACF Fiorentina
Rappresentativa Trentino Alto Adige

Girone D
FC Internazionale Milano
Parma FC
Reggina Calcio
US Arco

1a Giornata (1° Marzo 2011)

Girone A
AC Milan vs Hellas Verona FC
Torino FC vs SS Napoli

Girone B
Juventus FC vs AC Chievo Verona
SS Lazio vs FC Nordsjælland

Girone C
ACF Fiorentina vs Rappresentativa Trentino Alto Adige
AS Roma vs Atalanta Bergamasca Calcio

Girone D
FC Internazionale Milano vs Parma FC
Reggina Calcio vs US Arco

2a Giornata (2 Marzo 2011)

Girone A
AC Milan vs Torino FC
Hellas Verona FC vs SS Napoli

Girone B
SS Lazio vs AC Chievo Verona
FC Nordsjælland vs Juventus FC

Girone C
Atalanta Bergamasca Calcio vs ACF Fiorentina
AS Roma vs Rappresentativa Trentino Alto Adige

Girone D
US Arco vs FC Internazionale Milano
Reggina Calcio vs Parma FC


3a Giornata (3 Marzo 2011)

Girone A
SS Napoli vs AC Milan
Hellas Verona FC vs Torino FC

Girone B
AC Chievo Verona vs FC Nordsjælland
SS Lazio vs Juventus FC

Girone C
Rappresentativa Trentino Alto Adige vs Atalanta Bergmasca Calcio
AS Roma vs ACF Fiorentina

Girone D
FC Internazionale Milano vs Reggina Calcio
Parma Fc vs US Arco


Semifinali (4 Marzo 2011)

Vincente Girone A vs Vincente Girone C
Vincente Girone B vs Vincente Girone D

Finale (6 Marzo 2011)

Vincente Semifinale 1 vs Vincente Semifinale 2

Zonacalcio.org

GAZZETTA DELLO SPORT, Le trattative dei giovani talenti del 30/12/2011


Prendendo spunto da La Gazzetta dello Sport di oggi ecco un pò di rassegna stampa sulle trattative riguardanti i "giovani" calciatori che il noto quotidiano rosa riporta sull'edizione cartacea:
(Milan Badelj obiettivo di mercato del Palermo)

PALERMO - Il Palermo a caccia di centrocampisti, ma con un problema: il posto da extracomunitario da liberare. Ecco perché non è ancora fatta per Arevalo Rios, nazionale uruguaiano del Tijuana, primo nome sulla lista (costo: circa 3,5 milioni). Il modo per sbloccare l’impasse sarebbe cedere Budan all’estero, nel frattempo restano in stand by anche le piste che portano a Badelj (Dinamo Zagabria) e al centravanti colombiano Teofilo Gutierrez (Racing). A centrocampo, oltre a Donati (Bari), è in ballo anche Luca Rigoni (Chievo), in una trattativa che potrebbe portare in veneto Bacinovic.

GENOA - (...) In uscita, infatti, suonano sirene russe per Miguel Veloso: sul centrocampista infatti c’è forte l’interesse di Cska Mosca, Lokomotiv e Zenit. In caso di partenza del portoghese, Preziosi cercherebbe un nuovo centrocampista: piace sempre Amorim (Benfica), mail nome nuovo sarebbe quello di Lodi, regista del Catania, che Marino ha già avuto a Udine.

LAZIO - (...) A centrocampo, intanto, la Lazio segue anche Kranjcar (Tottenham) e Kuzmanovic (Stoccarda).

LECCE - (...) Su Kozak però non molla il Lecce, che ci lavora da tempo; e in Salento non dovrebbero esserci problemi per l’arrivo di Curci, dalla Roma in cambio di Julio Sergio (che poi sarà girato in Brasile).

ROMA - A centrocampo, oltre a Guarin (Porto), la Roma torna forte anche su Casemiro (San Paolo): anche qui, però, ci sarebbe da trovare la formula giusta.

BOLOGNA - Con la trattativa Mantovani ancora ferma, il Bologna in difesa cercherà di stringere per Rubin (Parma, proprietà Torino) e Sorensen (Juve); a centrocampo vive le piste Gelson Fernandes (Leicester) e Munari (Fiorentina).


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CALCIOMERCATO, Speciale Francia (Centrocampo e Attacco)


La Francia è sempre stato un ottimo mercato per le società di Serie A. Oggi annalizzeremo i giocatori che hanno confermato nel campionato di Ligue 1, ma anche le rivelazioni e i colpi da fare, a centrocampo e in attacco.
Centrocampista Difensivo :
Tra i migliori e dunque i destinati ai big europei troviamo in cima Yann M'Vila ('90) del Rennes, Etienne Capoue ('88) del Tolosa e Maxime Gonalons ('89) del Lione. Rapresentano la forza delle loro società e il futuro del centrocampo francese : almeno due di loro andranno in Europa con la Nazionale. Per chi cerca il mediano possente T.Doumbia del Rennes e Anin del Sochaux rappresentano delle opportunità: il primo però dovrebbe prendere il controllo davanti la difesa dopo la partenza di M'Vila dunque sara difficilmente sul mercato. Il secondo sembra più disponibile perché il giocatore è svogliato e il Sochaux non lo terrà a tutti i costi: o il giocatore è sveglio a fare scendere il suo prezzo o la sua futura società (si parla dell'Udinese) rischia di aver speso per un giocatore che ha perso la sua passione per il lavoro. La rivelazione di questa stagione per il ruolo si chiama Younes Belhanda del Montpellier ('90, internazionale del Marocco con passaporto Francese), che fa sia centrocampista centrale sia esterno destro, è un giocatore completo che già ha segnato 5 gol. Balmont e Mavuba del Lilla sono fra i migliori è dunque incedibili, il primo avendo 31 anni interessa poco mentre il secondo è lo "Xavi" del Lilla. Da sottolineare il buon campionato di Mvuemba del Lorient e Sanchez del Valenciennes, che arriva in scadenza di contratto a giugno e sembra destinato al Lione o al Bordeaux.


Centrocampista Centrale Offensivo (o trequartista/seconda punta):
Il Numero Uno è Eden Hazard : il giocatore è il fenomeno della Ligue 1 (classe '91, 23 gol in 128 partite di Ligue 1, migliore giocatore e campione della Ligue 1 l'anno scorso, già 25 presenze in Nazionale, 7 gol e 5 assist in campionato questa stagione) : insieme a Neymar è il fantasista più promettente del mondo. Sicuramente la sua ultima stagione al Lilla. L'anno scorso ha fatto benissimo Marvin Martin (17 assist la scorsa stagione, 4 questa) con il Sochaux, quest'anno è più difficile per lui ma riesce a tenersi il suo posto in Nazionale: è un giocatore tecnico con ottima visione di gioco nello stile spagnolo, assomiglia molto a Montolivo. Il suo valore rischia di esplodere dopo l'Europeo, comprarlo a gennaio sembra l'ottimo momento. Tra le rivelazione Benjamin Corgnet (valutato 7 milioni, prenotato dal Lione) del Digione sta facendo un grande campionato, da seguire anche Alain Traoré dell'Auxerre (mancino, classe '88, 7 gol come Corgnet questa stagione), tutti i due sono ottimi giocatori che si possono comprare per meno di 10 milioni. Tra i giocatori più giovani si possono raccomandare anche Clément Grenier ('91 del Lione) e Benjamin André ('90 del Ajaccio), loro rappresentano il futuro della Ligue 1 e sicuramente se animeranno i calciomercati futuri.

Esterno di Attaco (piede destro) :
A livello di cifra il migliore in assoluto è Mathieu Valbuena del Marsiglia (9 assist e 4 gol per 1024 minuti, cioe in 10 solo partite intere), non è considerato come un titolare indiscutibile da Deschamps ma ha sempre dichiarato e dimostrato amore e fedeltà per il Marsiglia, il Marsiglia non sembra chiuso a venderlo ma il giocatore difficilmente si muoverà. Al Rennes le "ali" Pitroipa e Jirès Ekoko sono al Top : il primo viene dall'Amburgo in Germania e sta dimostrando grande qualità, il secondo è cresciuto nel Rennes, è un destro naturale ma fa l'ala sinistra, per lui già 7 gol in campionato : in un 4-3-3 sarebbe l'ideale sulla fascia sinistra per una squadra di medio livello di Serie A. Nel Bordeaux Gouffran torna sui suoi migliori livelli (6 gol) e nell'Ajaccio Sammaritano, un giocatore che assomiglia a Giaccherini con origini italiane con il vizio del gol, restano dei giocatori molto interessanti. I colpi potrebbero essere Ederson del Lione (in scadenza a giugno ma sembra ancora di mancare di ritmo per il livello della Champions) e Ryad Boudebouz (classe '90 del Sochaux, 5 gol e 3 assist, scadenza di contratto nel giugno 2013 dunque vendibile quest'estate se non vuole rinnovare o se il Sochaux retroccede in Ligue 2). In Ligue 2 infine Ryan Mendes (classe'90 del Le Havre, 9 gol) e Alessandrini ('89 con origini italiane del Clermont, 5 gol) sono due colpi destinati a società di Ligue 1 francese, ma che converebbe anche a qualsiasi italiana di basso livello.

Esterno di Attaco (piede mancino) :
Il più conosciuto a livello internazionale è Michel Bastos (28 anni, brasiliano del Lione, 5 gol e 5 assist) che gioca come esterno di attaco in club e terzino sinistro con la Seleçao. E un giocatore di valore assoluto però in molti sanno che dopo 28 anni un esterno ha difficoltà per alzare il suo livello : per il ruolo ci vuole velocità e grande fantasia nei dribbling. Sicuramente non è il caso del suo connazionale Néné del Paris SG (Brasiliano con passaporto spagnolo, 30 anni, 7 gol e 4 assist questa stagione) che nel caso in cui venissero i vari Malouda, Pato, Kaka o Tevez, trovera meno spazio e allora sarebbe un'ottimo acquisto per qualsiasi squadra. Il più appettibile per il mercato è Franck Tabanou del Tolosa (classe '89, 2 gol e 4 assist in Ligue 1) che porta sulle spalle un Tolosa di alta classifica, considerato per molti come uno dei migliori giocatori di Ligue 1 e uno vicino alla Nazionale per il dopo Malouda. Insieme a Bastos puo ricoprire anche il ruolo di terzino sinistro e sarebbe un giocatore ideale per una squadra che gioca in 3-5-2. Viene valutato 12M ma come al solito il suo prezzo vero dipenderà dalle offerte concrete. Altri mancini che stanno esplodando in Francia, pero molto più concentrati sulla fase offensiva ma anche meno costoso: Anthony Mounier del Nizza (classe '87, 4 gol, scadenza contratto 2013), Bauthéac del Digione ('87, 3 gol) e Frédéric Bulot del Caen (classe '90, per lui 3 gol e 5 assist).

Prima Punta :
Olivier Giroud (classe '86, 1m92, mancino, 13 gol e 5 assist) del Montpellier il suo percorso e la sua altezza fanno ricordare Toni, da 4 stagioni ormai è il capocannoniere delle sue squadre e ora Leader della Ligue 1. Già due presenze in Nazionale, se continua cosi senza dubbio farà il salto di categoria per giocare in una big! Il suo presidente Nicollin (molto conosciuto in Francia per dire quello che pensa) vuole venderlo per 60M¤! Una cifra esagerata ma come detto prima dipendera prima di tutto dalle offerte, nel mercato vince sempre quello più concreto. Il giocatore si merita comunque una piazza importante e ha spesso ribadito di voler giocare un giorno in Inghilterra. Nelle conferme Kevin Gameiro ('87 del Paris SG, 9 gol, assomiglia a Di Natale), Loïc Rémy (Marsiglia, classe '87, 7 gol) e Moussa Sow del Lilla (6 gol, classe '86) sono anche loro pronti per un grande salto all'estero, per Gameiro invece si tratta del primo anno a Parigi e prima di tutto lui vuole dimostrare di esser il bomber titolare legitimo della capitale francese, pero il suo talento è ovvio. Gomis (7 gol in campionato, 6 in champions) è tornato il capocannoniere del Lione ma dimostra un certo limite tecnico per andare in un campionato più tosto di quello francese. Maiga del Sochaux e Gignac del Marsiglia sono sul mercato : per il primo 4 gol questa stagione contro 15 l'anno scorso, poteva chiudere il transfert per 7M¤ a Newcastle nelle ultime settimane ma la visita medica ha deciso di no, mentre per Gignac non è mai riuscito a giustificare il suo trasferimento dal Tolosa per 16M due anni fa (solo 8 gol in due stagioni per lui), su di lui il Marsiglia farà degli sconti. Nelle buone sorprese in Ligue 1 si possono registrare i nomi di Cheick Diabaté (classe '88, 1m94, 4 gol) del Bordeaux e Yannick Sagbo (classe '88, 6 gol) dell'Evian. Un colpo da fare sarebbe Nolan Roux (classe '88 del Brest, 4 gol) : si aspettava di più visto il suo potenziale, l'anno scorso lo Schalke proponeva 6.5M¤ per comprarlo e il Brest ne chiedeva 8. Il giocatore ha scadenza di contratto a giugno 2013 e difficilmente rinnoverà, sicuramente se ne andrà quest'estate, pero chi ci provera a gennaio potra brucciare tutta la concorrenza. I giovani da seguire per il futuro sono senza dubbio Yaya Sanogo dell'Auxerre (classe '93) e M'Baye Niang del Caen (classe '94, già 4 gol in 22 presenze in Ligue 1). In Ligue 2 c'è da pescare all'Angers il possente attacante Gaëtan Charbonnier (classe '88, 1m88, 9 gol in Ligue 2) : se poi va in Ligue 1 il suo valore potrebbe esplodere.

Calciomercato.com

FOCUS NAPOLI, Maiello, è braccio di ferro tra Napoli e Crotone


La priorità per Bigon è il mercato in uscita. Non si tratta dei soliti noti in lista di sbarco: Rinaudo, Santana, Mascara, Lucarelli, ma ci sono anche i casi spinosi di giovani in prestito a compagini di B o Lega Pro, dove non hanno trovato spazio.
Due prodotti del vivaio partenopeo, come il portiere Sepe ed il centrocampista Maiello, sono incappati in valutazioni sbagliate da parte di dirigenti e procuratori e rispettivamente a Pisa e Crotone hanno giocato molto poco. L'entourage di babyMarek ha chiesto al Napoli di instaurare un vero e proprio braccio di ferro con il club calabrese per riportare in maglia azzurra Raffaele Maiello, per poi decidere con calma durante il mercato di Gennaio la soluzione migliore per permettergli di crescere e mostrare le sue qualità. Il tecnico del club calabrese Menichini non lo considera adatto al suo sistema di gioco, infatti, ha collezionato solo 7 presenze, collezionando un minutaggio molto basso, nonostante le continue convocazioni nell'Italia di B e il significativo background acquisito durante la formazione all'ombra del Vesuvio.
Nella giornata di oggi dovrebbero essere previsti i primi contatti telefonici tra i direttori sportivi delle due società: Bigon ed Ursino.
"BabyMarek" spera in una svolta importante che eluda anche gli accordi siglati in estate che prevedevano un prestito per l'intera stagione da parte del Napoli.
Riguardo alle altre operazioni in uscita, c'è da registrare l'impossibilità di cedere Chavez e Fideleff. L'unica soluzione percorribile, secondo i regolamenti Fifa, sarebbe il prestito dei due giocatori rispettivamente all'Atletico Tucuman e al Newell's Old Boys, in modo che le maglie indossate in partite ufficiali nel corso della stagione in corso rimangano solo due.
Il regolamento prevede anche la possibilità dell'abilitazione per un calciatore a vestire i colori di una terza società in partite ufficiali in caso di trasferimenti tra due club appartenenti a Federazioni con stagioni sovrapposte; deve essere, però, rispettata la clausola della durata minima del contratto, che sarebbe il termine della stagione in cui esso è stato firmato. Non può essere il caso di Chavez e Fideleff, arrivati in maglia azzurra appena quattro mesi fa.

Si ringrazia il nostro sito amico iamnaples.it per averci fornito questo prezioso speciale, a questo link trovate l'articolo originale.

giovedì 29 dicembre 2011

IL DIRITTO DEL CALCIO - L’ordinamento giuridico del calcio


In questo articolo si analizzano le caratteristiche dell'ordinamento giuridico sportivo e sopratutto una defenizione di ordinamento giuridico del giocodel calcio, il quale è plurisoggettivo, ha delle norme ed infine è organizzato in maniera capillare. Il variegato mondo del calcio che ha al suo interno milionari e amatori, professionisti e dilettanti è un ordinamento giuridico.
Che cos’è l’ordinamento giuridico del calcio? Certamente per poterlo descrivere dobbiamo fare riferimento all’ordinamento giuridico sportivo italiano. Questo nasce politicamente con la creazione del Comitato Interministeraiel Giochi Olimpici voluta da Coubertin. Il CIGO poi divenuto CIO, non è altro che l’insieme delle Federazioni. In quanto sono proprio queste ultime le fonti d’ispirazione del fenomeno sportivo.

La nascita giuridica dell’ordinamento sportivo si ha nel 1949 grazie al Prof. M.Giannini, il quale individuò come caratteristiche di questo ordinamento: la plurisoggettività, la normazione e l’organizzazione. Tutto ciò con l’intento di affermare l’autonomia ma soprattutto il concetto che il fenomeno sportivo è un organizzazione giuridica settoriale a formazione spontanea: è un ordinamento giuridico proteso al perseguimento di un fine particolare non istituito dall’ordinamento generale statale ma sorto spontaneamente.

Come asseriva Giannini una delle caratteristiche dell’ordinamento giuridico sportivo è senz’altro la normazione. Questa è l’insieme di regole in grado di prevenire l’insorgere delle liti o dirimerle ovvero di organizzare e disciplinare l’attività sportiva. La norma sportiva è diretta a coloro che scegliendo di entrare a far parte della comunità sportiva, hanno implicitamente accettato le regole che la governano.

In sintesi l’ordinamento del giuoco del calcio è un ordinamento: plurisoggettivo (in quanto all’interno di questo ruotano una serie di soggetti: atleti, dirigenti,arbitri ecc…),ha una serie di norme che lo regola (nazionali e internazionali) e una capillare organizzazione formata da Federazioni, Leghe e Associazioni.

Come abbiamo visto che sia l’Inter o il Sutri ambedue risiedono all’interno dell’ordinamento giuridico del calcio.

Praticante Avvocato e Agente FIFA Francesco Casarola
www.iusport.it
info@francescocasarola.com

Giorgi Chanturia: 1993 - Georgia




Nome: Giorgi Chanturia
Data di nascita: 11 Aprile 1993
Luogo di nascita: Tblisi
Club: Vitesse
Nazionalità: Georgiana
Ruolo: Attaccante Esterno


STORIA: Giorgi Chanturia nasce a Tblisi l'11 Aprile 1993 ed inizia a giocare a calcio nelle giovanili del Saburtalo. Lì si fa notare per le sue qualità dai top club europei, tra cui il Barcellona che nel 2009 riesce ad accaparrarsi il giocatore in prestito per un anno inserendolo nella selezione Juvenil B. In quell'anno Chanturia disputa una grande stagione realizzando 11 gol e contribuendo alla vittoria del campionato. Il Barcellona tentò quindi di rendere il trasferimento definitivo senza però riuscire a portarlo a termine. Tutte le altre pretendenti alle prestazioni di Chanturia non rimasero quindi a guardare e cercarono di ingaggiarlo e solo un mancato accordo con la UE per il suo passaporto gli impedì di accasarsi al Chelsea. Giorgi decise allora di accettare l'offerta del presidente del Vitesse Merab Jordania, suo connazionale, ma anche amico di Roman Abramovich, e di sfruttare l'opportunità di giocare con regolarità mantenendo comunque una buona visibilità dal club di Londra. Inizia così ad allenarsi con la squadra olandese nel settembre 2010 e firma il suo primo contratto da professionista dopo il compimento dei 18 anni, ad Aprile 2011. Le sue prestazioni convincenti nel pre-campionato di questa stagione hanno spinto il suo allenatore a puntare su di lui fin dalla prima partita della stagione e il suo primo gol da professionista lo realizza nella giornata successiva contribuendo al successo per 4 a 0 contro il VVV Venlo. Ad oggi vanta 17 presenze tra campionato e coppa d'Olanda, con 3 gol e 2 assist realizzati.
Chanturia in carriera ha vestito la maglia della nazionale U-17, U-19 e U-21 per un totale di 12 presenze e 5 gol.

CARATTERISTICHE: Soprannominato il " Leo Messi georgiano " , Chanturia è un giocatore fortissimo tecnicamente, con un sinistro delicato che abbina un ottimo controllo di palla ad una rapidità d'esecuzione eccezionale. La sua posizione più congeniale in campo è quella di attaccante esterno, meglio a destra, posizione che esalta la sua straordinaria capacità di saltare l'uomo con facilità anche nello stretto. Ha inoltre un tiro particolarmente efficace, ma forse manca un po' di concretezza in area di rigore. A 18 anni sicuramente ha ancora tanta strada da fare, ma per queste sue qualità Chanturia sembra comunque destinato ad una carriera ad altissimo livello.

Alessandro Borda


Torneo Internazionale blueBBVA Giovanile di Calcio 7 - GUARDA LE FINALI LIVE SU GT!


Il Torneo Internazionale blueBBVA Giovanile di Calcio 7 è organizzato dalla Fondazione El Larguero con la collaborazione del Radio Club Tenerife/Cadena SER, il Comune di Arona, il Governo di Tenerife ed il Governo delle Isole Canarie. Il torneo conta con l'appoggio ed il patrocinio di Blue BBVA. Una selezione delle migliori squadre nazionali ed internazionali che si scontreranno in questa edizione, la numero quattordici, considerata il miglior torneo giovanile di calcio d'Europa.
Oggi potrai seguire le partite live in diretta su GT!

Ecco il calendario delle partite:
(clicca sull'immagine per ingrandire)

Ed ecco i Gironi iniziali:
(clicca sull'immagine per ingrandire)

Guarda Live:


mercoledì 28 dicembre 2011

Michal Vilkovsky : 1993 - Slovacchia


Nome : Michal Vilkovsky
Ruolo : Punta, Seconda Punta
Data di nascita : 13-08-1993
Nazionalità : slovacca
Altezza e peso : 187 cm/82 kg.
Piede preferito : Destro
Club di appartenenza : FK Senica





Michal Vilkovsky inizia la sua giovane carriera nell’FK Spišská Nová Ves, ma nella stagione 2008/2009 si trasferisce nel MFK Ruzomberok, nelle cui giovanili si mette in evidenza, realizzando ben 18 reti in 25 partite nel campionato under 17. Le sue ottime prestazioni con il Ruzomberok spingono l’FK Senica, squadra che milita nella prima divisione slovacca, a puntare su di lui.
Nella stagione 2010/2011 si aggrega al club di Senica e, nella squadra Under 19, non tradisce le attese confermandosi un cecchino infallibile entrando di fatto in orbita prima squadra.
Per quanto riguarda il capitolo nazionale, Vilkovsky ha al suo attivo 3 presenze con l’Under 17 slovacca (due amichevoli e una partita di qualificazione all’Europeo di categoria) e una rete. Dopo la parentesi con l’Under 17 è entrato a far parte direttamente della selezione Under 19, attirando su di sé l’attenzione di alcuni club di Bundesliga.
Con l’Under 19 (di cui continua a far parte anche nella stagione corrente) ha totalizzato 5 presenze (due in amichevole e tre in partite valide per la qualificazione all’Europeo), realizzando, contro la Slovenia, la rete decisiva per la qualificazione slovacca.
Vilkovsky è un giocatore dall’ottimo fisico e dalla grande velocità. Possiede un notevole senso del goal e un buon tiro che gli permettono di trovare la via del goal con discreta facilità. Il suo ruolo naturale è quello di prima punta ma può ricoprire anche il ruolo di seconda punta associando ad un ottimo fisico (187 cm x 82 kg) una discreta velocità.

GAZZETTA DELLO SPORT, “Mai dire Story”, il meglio della Gialappa’s Band in 10 DVD


MAIN DIRE STORY è L’esclusiva raccolta che propone tutto il meglio della Gialappa’s Band. 25 anni di risate attraverso una collezione imperdibile di personaggi leggendari, rubriche irriverenti e dei tormentoni indimenticabili dei migliori comici italiani, selezionati direttamente dal trio Taranto/Santin/Gherarducci Dai primi passi di “Mai dire Banzai” a quelli, più recenti, di “Mai dire GF”, passando per gli episodi più divertenti di “Mai dire Gol” e “Mai dire Tv”.
La collana offre il meglio di 25 anni di divertimento attraverso una collezione di personaggi leggendari, di filmati assurdi e degli sketch dei migliori comici italiani, selezionati direttamente dal trio Taranto/Santin/Gherarducci.

Gollonzi, papere sportive, rubriche entrate a far parte dell’immaginario collettivo, una collezione di personaggi comici e un campionario di follia umana. Dai primi passi di “Mai dire Banzai” a quelli, più recenti, di “Mai dire Grande Fratello”, passando per la leggenda di “Mai dire Gol” e “Mai dire TV”: tutto il peggio dello sport e della televisione raccontati dalle voci sarcastiche e ricche di pungente e cinica
ironia della Gialappa’s Band.

A seguire, il piano completo dell’opera:

DVD01 MAI DIRE GOL – LA LEGGENDA
Dai successi di “Mai dire Gol” i filmati e i comici entrati nella leggenda:le interviste impossibili, gli “ipse dixit”, Cacciamo, Frengo e stop, i sardi…

DVD02 MAI DIRE GOL – I MOSTRI SACRI
Impedibili… tutti i big entrati nella storia di Mai dire: De Luigi, Albanese, Littizzetto, Hendel e molti altri

DVD03 FACCE DA REALITY
Tutto il meglio delle migliori edizioni di “Mai dire Grande Fratello: comprese le perle indimenticabili dell’ultimo GF

DVD04 GREATEST (S)HITS
Nessuna pietà: i filmati più irriverenti e dissacranti

DVD05 FENOMENI DELLA TV
Il peggio più divertente della tv con commento della Gialappa’s

DVD06 GRANDI INVIATI
Da Cacciamo a Pierpiero, tutti gli inviati storici di “Mai dire”

DVD07 MAI DIRE GRANDE FRATELLO & FIGLI
I filmati dei reality passati alla storia

DVD08 DAL GOLLONZO AL PIPPERO
Il calcio di “Vai col liscio”, gollonzi, interviste impossibili…

DVD09 UNO SPORT, UN PERCHE’
Dallo sci alla corsa con il formaggio, tutto il peggio dello sport

DVD10 DAL GIAPPONE CON FURORE
I giochi impossibili di “Mai dire Banzai”

Jean-Alain Fanchone: 1988 - Francia


La penuria di terzini sinistri in Europa e nel Mondo è cosa ormai nota. L’Udinese, sempre attiva nel campo dello scouting, sembra aver messo sotto contratto uno dei più interessanti prospetti.

Nome: Jean-Alain Fanchone
Data di nascita: 2 settembre 1988
Ruolo: terzino e fluidificante sinistro
Squadra: Udinese

Gennaio è vicino, e di conseguenza è ad un passo il suo trasferimento in Italia. In Francia lo rimpiangono, ad Udine si fregano le mani: Jean-Alain Fanchone, ultima scoperta in ordine cronologico dell’efficiente rete di osservatori friulana, sembra davvero poter diventare la sorpresa della seconda parte di questo campionato. Fanchone è un esterno sinistro molto veloce con spiccate capacità offensive. Spinge benissimo, difende un po’ meno bene, ma avrà a disposizione sei mesi di tempo per ambientarsi e capire come funziona realmente il calcio italiano.
Fanchone, giocatore dalla struttura fisica compatta (180 cm x 75 kg), ha esordito con lo Strasburgo collezionando tra Ligue 1 e Ligue 2 ben 91 presenze. Nella scorsa stagione il prestito all’Arles-Avignon, dove è sceso in campo in 21 occasioni nella seconda serie transalpina. Fanchone non è certo uno sprovveduto, eppure è rimasto svincolato a lungo dopo il fallimento dello Strasburgo, club detentore del suo cartellino.
E così l’Udinese – dopo averlo provato per alcuni mesi - ha fatto l’affare, con la speranza di ripetere la scoperta Benatia. Infatti anche il centrale difensivo marocchino, tra i più forti del nostro campionato, era stato scovato nella Ligue 2 e acquistato a parametro zero.
 Il 3-5-2 di Guidolin è l’ideale per Fanchone, che potrà già da subito essere una buona riserva di Armero. Ottima capacità di corsa, precisione negli interventi, intelligenza tattica, buona capacità di cross e di tiri dalla distanza il suo interessantissimo biglietto da visita. Staremo a vedere se a Udine ci hanno visto giusto per l’ennesima volta.

Gianluca Pepe

martedì 27 dicembre 2011

BUNDESLIGA - Preparatori Psicologici per i Giocatori



"Mens Sana, in Corpore Sano", così recitava il famoso detto di Giovenale che dopo quasi 2000 anni, ritorna in voga sotto forma di slogan dell'Assocalciatori Tedesca. E chi l'avrebbe mai detto che i tank tedeschi, uomini da sempre senza macchia e senza paura, abbiano ora bisogno di sentirsi curati ed allenati non solo sul corpo, ma anche nella mente?
I calciatori tedeschi vogliono lo psicologo nello staff tecnico. La richiesta e' stata avanzata dall'Assocalciatori alle societa' che formano i due maggiori campionati. Questo a seguito dell'ennesimo infortunio occorso in Bundesliga. E non il solito infortunio muscolare, bensì mentale. Quattro giorni infatti, il portiere dell'Hannover, Markus Miller, è stato colpito da sindrome depressiva e ricoverato di urgenza in ospedale. E non è il primo caso.
I più si ricorderanno di Sebastian Deisler, storico centrocampista del Bayern Monaco e della Nazionale tedesca. Nel 2004 saltò addirittura un campionato europeo, perchè durante la stagione 2003-2004 fu colpito duramente e continuamente da attacchi di depressione.
Eppure non c'è tanto da stupirsi. Problemi psichici come, ansia da prestazione, depressione, insonnia, difficoltà di adattamento e, addirittura, attacchi di panico, sono comuni e normali nei giocatori professionisti. ''Per noi e' un obiettivo primario'', ha dichiarato il presidente dell'Assocalciatori tedesca, Ulf Baranowsky.

Simon Klun : 1989 - Slovenia


Giovane calciatore Sloveno, nato a Capo D'Istria il 23-12-89. Fa il suo esordio nella massima serie Slovena a soli 18 anni collezionando 12 presenze. Nel mese di Dicembre 2010 Mondonico, che già faceva seguire il ragazzo da alcuni suoi osservatori, decide di portare il giovane nel campionato cadetto italiano. Alto 1,93 con i suoi 85 kg, si dimostra un ottimo difensore con un preciso senso della posizione già con la nazionale Slovena Under 17 e under 21. Mondonico gli da fiducia e viene acquistato dall'Albinoleffe. Comincia la sua esperienza nella Primavera della squadra bergamasca, e varie volte sfiora l'esordio in prima squadra grazie alle varie convocazioni. A seguito di un infortunio il ragazzo rimane lontano dai campi da gioco, probabilmente la mancata preparazione atletica non effettuata durante il ritiro rendono il ragazzo fragile. Ripresosi dall'infortunio ricomincia ad allenarsi con la primavera.
In giugno la brutta notizia di un rinnovo prima promesso e poi non mantenuto, Mondonico che tanto ama questo ragazzo si deve allontanare dalla sua panchina. la società non puó permettersi il suo ingaggio e decide di sfoltire la rosa. Simon non ci sta e comincia ad allenarsi in Slovenia senza tesserarsi, in attesa di una chiamata che forse non tarderà ad arrivare!

Video:

GAZZETTA DELLO SPORT, Le trattative dei giovani talenti


Prendendo spunto da La Gazzetta dello Sport di oggi ecco un pò di rassegna stampa sulle trattative riguardanti i "giovani" calciatori che il noto quotidiano rosa riporta sull'edizione cartacea:
(Vaclav Pilar obiettivo di mercato del Cesena)

Aspettando l’apertura ufficiale delle trattative, fissata per il 3 gennaio (si chiude il 31 alle ore 19), gli affari proseguono sottotraccia…

GENOA -(...) Non ha trovato conferme l’ingaggio del centrocampista Amorim (Benfica) che la stampa portoghese ha dato in arrivo al Genoa.

SIENA-SAMP - (...) Ai blucerchiati andrebbe la punta Larrondo. Il Siena tratta anche un possibile scambio col Varese: Carrozza alla corte di Sannino in cambio di Sestu. In uscita da Siena due difensori: Milanovic tornerà al Palermo, Angella all’Udinese.

CESENA - A gennaio il Cesena si appresta a vivere un’altra rivoluzione, si cambierà tanto, soprattutto in attacco: in questo momentoil presidente Campedelli sembra in vantaggio per avere Castaignos dall’Inter (nell’affare rientrerebbe l’attaccante Livaja che sarebbe sistemato nella Primavera nerazzurra) sul quale ci sono anche Bologna, Catania e Siena.(...) Infine piace Pilar (Viktoria Pilsen).

LECCE - (...) spera di strappare il sì alla Lazio per l’attaccante Kozak, per il quale si sono mossi pure Bologna, Cesena e Novara.

CAGLIARI - Il Cagliari ha bisogno di tre rinforzi: il primo sarà Dessena, è fatta per il ritorno in Sardegna del centrocampista, invece la novità in attacco difficilmente sarà Paloschi che vorrebbe rimanere al Chievo; per il centrocampo si torna su Missiroli seguito anche dall’Udinese

CHIEVO - Il Chievo è tornato su Bacinovic (Palermo), vecchio pallino del d.s. Sartori.

NOVARA - I piemontesi sono vicini a Mehmedi, attaccante dello Zurigo del ’91.

Leggi l'articolo intero originale sull'edizione odierna della Gazzetta dello Sport

Bruno Uvini: 1991 - Brasile


Data di nascita: 3 giugno 1991
Luogo di nascita: Capivari
Nazionalità: Brasiliana/Italiana
Altezza: 187 cm. Peso: 85 Kg.
Ruolo: difensore centrale
Squadra: San Paolo

LA STORIA - Bruno Uvini nasce a Capivari il 3 giugno del 1992 e muove i suoi primi passi calcistici proprio nella società della sua città natale dove resta fino al 2005 quando passa nelle giovanili del Pão de Áçucar Esporte Clube. Dopo due anni di militanza nella formazione gialloblu viene notato dagli osservatori del San Paolo ed entra a far parte del settore giovanile paulista. Uvini in poco tempo grazie alle sue prestazioni ed alle già buone doti individuali diviene un punto fermo delle varie rappresentative giovanili del San Paolo nelle quali nei vari anni ricoprirà sempre il ruolo di capitano. Il suo esordio in prima squadra avviene il 29 settembre del 2010 nel match del Campionato brasiliano perso per 4-2 contro il Gremio, quando a dieci minuti dalla fine sostituisce il compagno Xandao. Entra così stabilmente nel giro della prima squadra dei tricolor paulista guadagnandosi anche altri gettoni di presenza nel corso di questa ultima stagione del Brasileirao, mettendosi davvero in grande luce nel corso del torneo.
Capitano e perno difensivo della rappresentativa Under 20 carioca, nel corso di questa annata 2011 ha vinto con i suoi compagni di squadra prima il Campionato sudamericano Under 20 disputato in Perù e poi il Mondiale di categoria giocato in Colombia la passata estate, attirando grazie alle sue buonissime performance le attenzioni di numerose società italiane ed europee tra cui Roma, Genoa, Inter e Paris Saint-Germain.

CARATTERISTICHE - Difensore centrale dall'imponente stazza fisica, Uvini è senza dubbio uno dei giovani talenti più interessanti e di grande prospettiva di tutto il panorama calcistico brasiliano. Destro naturale, il giovane centrale del San Paolo è molto bravo nel gioco aereo, sfruttando tutti i suoi centimetri e la notevole forza fisica sia in difesa che sulle palle inattive in attacco. Attento e preciso nelle chiusure e nella marcatura degli attaccanti avversari, Uvini possiede anche un buon senso dell'anticipo, che abbinato ad una discreta tecnica di base ne fanno un difensore centrale davvero molto completo, bravo sia in fase di rottura dell'azione che in quella di impostazione. Non è un fulmine dal punto di vista della velocità pura, ma compensa questo difetto con un apprezzabile senso tattico e della posizione. Ha comunque ancora notevoli margini di miglioramento vista l'età e un suo eventuale e magari imminente sbarco in Europa potrà solo che giovargli sotto il profilo tecnico-tattico.



Francesco Tusi

domenica 25 dicembre 2011

GENERAZIONEDITALENTI.COM VI AUGURA BUONE FESTE E UN FELICE NATALE



Dalla redazione di Generazioneditalenti.com tanti auguroni per un Natale di pace e serenità e un Anno nuovo ricco di piacevoli novità.

sabato 24 dicembre 2011

Abdelaziz Barrada - 1989 - Marocco


Nome : Abdelaziz Barrada
Ruolo : Centrocampista offensivo/Trequartista
Data di nascita :19 giugno 1989
Luogo di nascita : Provins (Île de France, Francia)
Nazionalità : Francese/Marocchina
Altezza e peso :185 cm/78 kg.
Piede preferito : Destro
Club di appartenenza : Getafe CF

L'ESPLOSIONE - Nella Coppa d'Africa Under 23 che si è disputata in Marocco dal 26 novembre al 10 dicembre a laurearsi campione è stato sorprendentemente il Gabon, che ha così conquistato il primo alloro continentale della propria storia; ma se si pensa ai ragazzi che più hanno rubato l'occhio degli osservatori uno dei primi nomi che viene in mente è senz'altro quello di Abdelaziz Barrada, trequartista di ventidue anni, scintillante nella talentuosa rappresentativa olimpica marocchina che davanti al proprio pubblico era convinta di vincere e si è dovuta alla fine accontentare della piazza d'onore. Barrada conclude da capocannoniere della manifestazione con tre reti in compagnia del nigeriano Lawal, al termine del torneo entra nell'undici ideale pubblicato sul sito ufficiale della CAF ed è eletto a larga maggioranza miglior giocatore della giovane squadra di Pim Verbeek dei tifosi dei Leoni dell'Atlas. Artefice massimo del 3-2 sull'Egitto che vale al Marocco la finale ed un biglietto per le Olimpiadi di Londra 2012, grazie ad una doppietta e ad una prestazione di altissimo livello, quel giorno Abdelaziz esce dal campo salutato da una standing ovation, e nella testa di tanti sostenitori marocchini resta il dubbio che se il Getafe non l'avesse richiamato in Spagna prima dell'atto conclusivo per giocare la partita di Liga dell'11 dicembre contro il Granada, magari le sorti dell'ultima sfida avrebbero potuto essere diverse. Ad ogni modo, voci di corridoio riferiscono che tra coloro che sono rimasti positivamente colpiti dal rendimento del ragazzo ci sarebbe anche Éric Gerets, il selezionatore della nazionale maggiore attesa il mese prossimo alla fase finale della Coppa d'Africa in Gabon e Guinea Equatoriale, che starebbe valutando l'idea di aggregare uno o due elementi della squadra olimpica ad un gruppo già ricchissimo di qualità. Nel frattempo Barrada non si ferma più e sabato 17 dicembre ha coronato il suo momento magico con un'altra doppietta che vale oro, quella che in occasione della diciassettesima giornata del massimo campionato spagnolo ha consentito al suo Getafe di imporsi per 2-1 in rimonta sul campo del Mallorca, trovando una vittoria esterna che agli Azulones mancava addirittura dal 19 dicembre 2010 e allontanandosi momentaneamente dalla zona più pericolosa della classifica.

FLASHBACK - Non si può dire che sia stato convenzionale il percorso di questo talento che dà l'idea di essere sulla via della definitiva esplosione, e vale la pena di fare qualche passo indietro per conoscerne la storia. La famiglia Barrada ha lasciato da diversi anni il Marocco per trasferirsi alle porte di Parigi quando Abdelaziz nasce il 19 settembre 1989 a Provins, cittadina della Seine-et-Marne dichiarata Patrimonio dell'umanità UNESCO per le sue fortificazioni medievali; il pallone è l'unica cosa che ha in testa fin da bambino e a sei anni inizia dunque a giocare nella squadra locale in cui resta fino ai dodici, per poi passare all'US Sénart-Moissy di Moissy-Cramayel, il club dilettantistico di riferimento del dipartimento. Ma sembra non sia destino che il calcio diventi la sua carriera, visto che tra i tredici e i diciassette anni non si contano i provini senza esito che tenta tenta qua e là: Lille, Rennes, Auxerre, Troyes, Strasbourg, sempre respinto perchè a quanto pare ritenuto non idoneo fisicamente; e, colmo della sfortuna, un infortunio lo mette fuori gioco proprio due giorni prima di partecipare alla selezione per il celebre INF di Clairefontaine, l'istituto di preformazione della Federazione Francese per il quale aveva già superato dei test preliminari. Così il ragazzo continua a Moissy-Cramayel, ad eccezione di un'unica stagione giocata nelle fila di un altro club della periferia parigina, il Brétigny, e milita in tutte le categorie giovanili dell'US Sénart-Moissy.

La prima svolta arriva nel gennaio 2007 grazie a Daniel Zehringer, l'allenatore della squadra senior dell'USSM iscritta al CFA (Championnat de France Amateur, quarta divisione francese, ndr), che decide di aggregarlo appena diciassettenne al suo gruppo in occasione della delicata trasferta sul campo del Concarneau. Abdelaziz entrerà in campo nella ripresa e segnerà il gol che deciderà la sfida, in breve tempo diventerà il beniamino di tifosi e compagni di squadra - quasi tutti ultratrentenni - e soprattutto andrà incontro al suo sogno. Nello stesso girone giocano infatti le riserve del Paris Saint-Germain, che arrivano al piccolo stadio André Trémet di Moissy-Cramayel il 7 aprile 2007: di fronte ad un certo Sakho, Barrada gioca una grande partita e ancora una volta è lui a siglare il gol che vale la vittoria dei suoi (2-1); gli osservatori del PSG rimangono conquistati e poco dopo arriva la proposta di raggiungere Camp des Loges. A quel punto anche Le Mans, Lens, Guingamp ed un paio di squadre inglesi si mostrano interessati ma Abdelaziz sceglie il club della capitale, massima aspirazione per ogni ragazzo cresciuto nell'Île de France, ed il giorno del suo diciottesimo compleanno sigla con i parigini un contratto stagiaire di due anni.

All'inizio tutto procede nel migliore dei modi: Barrada si unisce alla squadra riserve nella quale gioca una stagione piena con venticinque partite all'attivo; la sua progressione è costante e all'inizio di quella successiva comincia ad allenarsi agli ordini di Le Guen con la prima squadra, al fianco di Makelele, Giuly, Rothen tra gli altri. Il 4 marzo 2009 arriva la prima panchina in Rodez-PSG, ottavi di finale di Coupe de France, a cui seguono diverse altre convocazioni tra campionato e coppe, senza che tuttavia il giovane franco-marocchino abbia mai modo di scendere in campo; ed il 7 maggio arriva anche il primo contratto da professionista, che Abdelaziz firma per un anno più due opzionali. Ma quella che ha tutta l'aria di essere la premessa del grande salto finirà per rivelarsi il punto più alto della parabola parigina di Barrada: alla fine del campionato 2008-2009 Le Guen parte e nei piani del nuovo tecnico Kombouaré per lui non sembra esserci posto; nella rosa della prima squadra ci sono undici centrocampisti e a luglio, alla vigilia della partenza per lo stage estivo di preparazione, Barrada apprende di non essere nemmeno stato inserito tra i convocati. Proprio quando pensava di essere in rampa di lancio, si ritrova inaspettatamente a giocare l'ennesima stagione in CFA e capisce che per lui a Parigi non ci sono prospettive. E così, a malincuore, nell'estate del 2010 prende la sua decisione.



LA SPAGNA, UN ALTRO MONDO - La nuova occasione si materializza sotto forma di un provino offertogli dal Getafe, il club della provincia madrilena che vive nell'ombra dei colossi cittadini Real Madrid e Atlético Madrid, ma che ha saputo recentemente ritagliarsi il suo spazio nell'élite del calcio spagnolo ed è ormai giunto al suo ottavo anno consecutivo di permanenza nella Liga; il test ha un esito positivo e a quel punto il ragazzo si trova di fronte ad un dilemma, perchè gli viene proposto di essere aggregato alla squadra riserve e quindi di fare un passo indietro, ovvero di rinunciare al contratto da professionista che aveva conquistato appena un anno prima per tornare ad uno da amatore. Ma Abdelaziz sa di essere in una situazione di stallo, ha già fatto quattro anni in CFA tra US Sénart-Moissy e PSG, veramente troppi per un ragazzo che non ha neanche trascorso gli anni delle giovanili nel centro di formazione di un club professionistico e che rischia di veder frenare irrimediabilmente la sua crescita calcistica; accetta dunque di correre il rischio e parte per la Spagna. Nelle riserve del Getafe guidate da Emilio Ferreras l'impatto è positivo: alla sua prima stagione gioca trentaquattro partite in Segunda B e va a segno quattro volte; proprio in quel periodo rilascia un'intervista ad un inviato francese, che appare su Le Parisien nella rubrica della cronaca locale di Moissy-Cramayel, nella quale racconta di non essersi pentito: "Qui è davvero un altro mondo, la gente vive di calcio e agli allenamenti lavoriamo sempre con il pallone...gioco in terza serie ma è stimolante, affrontiamo le riserve del Real Madrid e dell'Atlético davanti a duemila persone. Mi trovo praticamente a metà strada tra Marrakech e Provins, i miei due punti di riferimento, e mi sono ambientato bene".

La sua scelta porta presto il primo frutto tangibile, quando nel febbraio 2011 Barrada viene incluso nella lista dei convocati per un'amichevole che il Marocco U23 deve giocare contro il Burkina Faso: nella circostanza il ragazzo impressiona favorevolmente Verbeek e poco più tardi, in marzo, ecco l'esordio in una gara ufficiale in Marocco-Mozambico (2-0), valida per la fase eliminatoria della Coppa d'Africa di categoria e dei Giochi Olimpici 2012. Una felice coincidenza vuole che proprio nel giorno in cui riceve la notizia della convocazione per questa partita, la sua prima ufficiale con la nazionale olimpica marocchina, firmi con il Getafe il tanto atteso contratto professionistico che lo lega al club spagnolo per tre anni. Nell'estate 2011 Luis Garcia, il nuovo tecnico della prima squadra con la quale Abdelaziz si era già allenato in diverse occasioni nel 2010-2011, ha modo di osservarlo durante la preparazione precampionato e, soddisfatto da ciò che vede, decide di lanciarlo nella Liga, facendolo debuttare contro il Levante il 28 agosto alla prima giornata e schierandolo finora in tredici occasioni di cui dieci dal primo minuto.

In realtà il Getafe, partito con l'intenzione di fare il salto di qualità certificata da una campagna acquisti di alto profilo, alla prova del campo non ingrana e si trova ben presto impantanato nelle insidiose paludi della bassa classifica; ma Barrada, dopo un inizio piuttosto anonimo, piano piano cresce fino a diventare per gli Azulones la rivelazione di una stagione che rischia di essere molto sofferta, ed un grande motivo di soddisfazione per un club nel quale i ragazzi provenienti dall'equipo filial fanno abitualmente fatica ad emergere in prima squadra, tra chi finisce altrove e chi si perde per strada. Il punto di svolta è rappresentato dal derby vinto per 3-2 sull'Atletico Madrid alla dodicesima giornata (6 novembre) in cui Barrada realizza l'1-1 con una splendida punizione, trovando un gol prezioso che serve a sbloccarlo, il primo nella Liga ed il primo in assoluto da professionista, e poco dopo anche un assist ed il riconoscimento di uomo del match. Inizia cosi il crescendo di fine 2011, con la Coppa d'Africa U23 giocata da protagonista e la prima rete con la maglia della selezione olimpica marocchina in Marocco-Nigeria (1-0) del 26 novembre, un rigore trasformato impeccabilmente, a cui seguono la doppietta in semifinale all'Egitto e quella all'Iberostar Estadi di Palma de Mallorca, gradito regalo natalizio per un Getafe che potrà cosi affacciarsi al nuovo anno con rinnovata serenità; ed infine, puntuali, le prime voci di mercato che lo riguardano: Villareal e Sevilla sarebbero i primi club ad aver manifestato il proprio interesse, ma secondo un'indiscrezione clamorosa tra i suoi ammiratori ci sarebbe addirittura Zinedine Zidane, che avrebbe consigliato al Real Madrid di non perderlo di vista.


GENIALITÀ E TIMIDEZZA - Abdelaziz è un centrocampista offensivo che predilige partire da posizione centrale e giocare tra le linee. Può essere schierato da vertice alto del rombo in un 4-3-1-2, leggermente più avanzato in appoggio ad una punta o al centro del trio dei trequartisti in un 4-2-3-1: è proprio in quest'ultimo ruolo che l'abbiamo visto nella nazionale olimpica marocchina, generalmente in mezzo ad altri due giocatori molto interessanti di cui è immaginabile che si sentirà parlare ancora, Bidaoui e Tighadouini, ed anche nel Getafe nello scorcio iniziale della stagione; tuttavia, nell'ultima partita prima della sosta natalizia, quella della doppietta al Mallorca, Luis Garcia ha cambiato il suo modulo abituale in un 4-4-2, con due punte di ruolo, Guiza e Miku, e Barrada che partiva dalla fascia sinistra, esperimento che ha avuto successo e che quindi è molto probabilmente destinato ad avere un seguito. E' indubbio che una certa polivalenza sia una delle doti del franco-marocchino, che oltre che sulle fasce è in grado di esprimersi con buoni risultati come mezzala, facendo valere le sue buone doti di corsa e di inserimento; nelle riserve del PSG è stato impiegato occasionalmente persino da centrocampista davanti alla difesa, ma non si tratta certamente del ruolo a lui più congeniale. Giocatore dalla struttura fisica normolinea e dalle ottime qualità tecniche, non è velocissimo ma è dotato di velocità di pensiero, fantasia, facilità nel muoversi negli spazi stretti e nel giocare ad un solo tocco. Ama avere il pallone tra i piedi e svariare a piacimento su tutto il fronte offensivo, ed al repertorio classico del trequartista, con l'abilità di servire spesso assist illuminanti ai compagni, abbina la capacità di finalizzare e quella di saper seguire l'azione e farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Molto pericoloso nelle conclusioni dalla media distanza con il destro, sia nel Marocco U23 che nel Getafe calcia i rigori e gestisce tutte le situazioni di palla ferma. E' descritto come un ragazzo umile e volenteroso, che si applica molto per migliorare nei punti deboli quali la velocità o il gioco aereo, e almeno un paio di fattori possono essere presi in considerazione per spiegare la sua esplosione tardiva: il fatto di essere approdato a diciotto anni ad un club professionistico, iniziando solo in quel momento ad allenarsi regolarmente, e secondariamente una certa timidezza e la tendenza a non credere troppo in se stesso. Accentuata dal fatto che inizialmente non conoscesse nemmeno una parola di spagnolo, motivo per il quale il suo punto di riferimento nello spogliatoio è diventato l'algerino Mehdi Lacen, l'unico a parlare francese, la sua timidezza è confermata anche da Luis Garcia: "Mi ricordo il suo match di debutto contro il Levante in cui era nervosissimo: è normale perchè è un ragazzo molto timido. Abbiamo deciso di scommettere su di lui ed ora è un giocatore in grande progresso, con ulteriori margini di miglioramento".

RIMPIANTI PARIGINI - L'esplosione di Barrada porta all'attenzione diversi temi che meriterebbero di essere approfonditi singolarmente, da quello di un calcio marocchino in ascesa costante, con la nazionale dei Leoni dell'Atlas che mai come oggi può attingere ad un serbatoio tanto variegato e ricco di talento, a quello della regione parigina come inesauribile vivaio le cui potenzialità immense non sono ancora state capite fino in fondo, nè tantomeno sfruttate appieno; riporta alla luce anche gli interrogativi sulle concrete possibilità per i ragazzi cresciuti nel Paris Saint-Germain di affermarsi nel proprio club formatore, tema che era stato d'attualità per anni, prima che il recente approdo in prima squadra di giocatori quali Sakho, Chântome o anche Bahebeck facesse pensare che il vento stesse cambiando: ma di fondo la situazione rimane immutata e rischia di accentuarsi con la nuova proprietà, più attenta per una questione di prestigio alle star internazionali che al centro di formazione locale. Fa un certo effetto leggere oggi le frasi pronunciate da Barrada appena due anni fa: "Il mio sogno più grande è quello di diventare titolare al PSG, giocare tutti i sabati al Parc des Princes davanti alla mia famiglia e ai miei amici. Io sono nato nella regione e rappresentare i colori della mia squadra del cuore sarebbe qualcosa di magnifico". Più recentemente, in occasione dell'intervista a Le Parisien menzionata in precedenza il ragazzo confessa: "Il PSG mi ha insegnato molto e sono fiero di averne fatto parte. Sono andato vicino tante volte all'esordio, ma alla fine non ho giocato neanche un minuto con quella maglia. Resterà la mia più grande frustrazione". Adesso che si sussurra che lo sceicco amerebbe vedere a Parigi un grande giocatore di origine araba, con nomi come quelli dei giovani marocchini Belhanda o Taarabt che sarebbero finiti sul taccuino dei dirigenti, chissà che presto anche il Paris Saint-Germain non si trovi a rimpiangere di non aver dato a Barrada la sua chance.

Isabella Rubens - In collaborazione con Foothexagonal.com

COMUNICATO UFFICIALE, L'AGENTE FIFA INNOCENTI SU BRUNO DYBAL


L'Agente FIFA Rachid Innocenti, preso atto del comunicato della collega Cristiane Pernambuco Bellassai riguardo alcuni malintesi creati dalla stampa che lo hanno riportando incorrettamente come Agente titolare del calciatore Bruno Dybal, conferma a sua volta che, l'agente brasiliana è l'unica Agente titolare del calciatore.

Lo stesso Agente tiene a far presente che nelle sue dichiarazioni si è sempre assicurato che venisse indicato il ruolo corretto per cui ha ricevuto regolare mandato: intermediario per l'Europa del ragazzo, come del resto correttamente riportato dal network a cui sono state rilasciate le dichiarazioni (TMW) ma poi mal riportate da altre testate.

Precisando che quanto rilasciato ai media andava a confermare solo quanto riportato dalla stessa Agente del calciatore in precedenza e che continuerà ad impegnarsi nello svolgere il proprio lavoro nel rispetto dei ruoli come ha sempre fatto.

venerdì 23 dicembre 2011

Jong Il Gwan: 1992 - Corea del Nord


Il 19enne coreano Jong Il Gwan è considerato uno dei maggiori talenti del calcio asiatico: John Duerden, esperto di calcio per la BBC e per Sport Illustrated, l’ha inserito nella lista dei 10 giovani più interessanti del continente. L’AFC, Asian Football Confederation, l’ha eletto miglior giovane del 2010, bissando così il titolo di MVP conquistato dopo il Campionato Asiatico Under-19.
Nato a Pyongyang il 30 ottobre 1992, Jong è un attaccante di movimento, che può giocare sia largo sia da punta centrale, molto abile palla al piede, dotato di grande tecnica e velocità.
Dopo aver cominciato a giocare da giovanissimo nella squadra della scuola primaria Pyongyang Hasin e nelle successive selezioni giovanili scolastiche, è entrato nel gruppo sportivo dell’esercito coreano e attualmente milita nella squadra del 25 Aprile, la più forte tra le squadre del campionato della RPDC.
Entra nel giro delle nazionali minori nel 2007 e guida l’Under 16 alla qualificazione per i campionati asiatici di categoria, che si giocano in Uzbekistan, superando il girone contro Australia e Malaysia. L’AFC però, in seguito alla violazione di un regolamento squalifica la RPDC (assieme ad altre 8 nazionali).
Due anni dopo è tra i protagonisti delle qualificazioni al campionato asiatico Under-19 che si giocano in Cina, segnando 7 reti nelle 5 partite del girone, rimanendo a secco solo nella sfida finale inutile contro la Cina, con entrambe le squadre già qualificate.
Sempre in Cina, nell’ottobre dell’anno successivo, si giocano i Campionati Under-19. Jong Il Gwan parte nelle prime partite dalla panchina, ma quando diventa titolare è devastante: segna il gol che chiude la partita contro la Cina nei quarti di finale (2-0), apre le danze nel derby di semifinale contro la Sud Corea (2-0) e mette a segno una fantastica tripletta in finale contro l’Australia (3-2), mettendo in mostra tutte le sue qualità: primo gol supera in dribbling l’intera difesa oceanica con bel tiro di destro, secondo gol anticipa con velocità il difensore avversario prima di calciare a rete di sinistro, terza rete da vero opportunista, approfitta di un errore del portiere e supera i difensori con un leggero pallonetto.
All’unanimità è votato MVP del torneo, in cui brillano anche i talenti del compagno di reparto Pak Song-Chol, un altro “piccoletto tutto pepe”, del difensore Kang Il-Nam e del centrocampist a Ri Hyong-Jin. La RPDC chiude il torneo perdendo solo la partita inaugurale contro l’Uzbekistan e mettendo a segno 12 gol subendone solo 3.
L’exploit dei ragazzi di mister Jo Tong-Sop attira osservatori di tutto il mondo nel paese asiatico. Un osservatore del Monaco, Hedna Mustapha, in un’intervista ad AsiaOne lamenta la difficoltà di contattare la Federcalcio coreana, ma dichiara che la Corea del Nord ha moltissimi giocatori di talento e su tutti svetta Jong il Gwan. Il giornalista di AsiaOne Peter Stebbings si spinge addirittura a chiedersi “Nascerà in Corea il prossimo Messi?”.
Jong, pur essendo un giocatore di grande talento, si mette a servizio della squadra, come dimostrano le prime partite in nazionale maggiore, nella quale gioca spesso come esterno alto di centrocampo. In un’intervista dichiara: «Non mi sento come una stella della squadra, io sono solo uno degli undici giocatori in campo, e se gli undici funzionano come una squadra, vinciamo la partita, altrimenti no».
Con la vittoria nell’under-19 asiatico i coreani si qualificano ai Mondiali colombiani under-20, ma finiscono in un girone “infernale” con Messico, Argentina e Inghilterra: Jong parte titolare in tutte e tre le partite, ma soffre eccessivamente le attese e riesce a mettere in mostra le sue qualità solo nell’ultima sfida contro l’Albiceleste. La RPDC conquista solo un punto, 0-0 contro l’Inghilterra, e patisce due sconfitte contro Messico e Argentina, 3-0, il cui risultato nasconde le buone impressioni messe in campo dai coreani. Tra i talenti messi in vetrina ci sono Jang Song-Hyok, difensore centrale (classe 1991), Mun Hyok, centrocampista tuttofare (1993) e Pak Song-Chol, la spalla di Jong Il Gwan (1991).Da sottolineare il buon mondiale del terzino Kang Il-Nam, addirittura classe 1994.
Prima del Mondiale Jong non esclude un futuro in Europa: «mi piacerebbe giocare all'estero, un giorno, per esempio in Europa, ma ora questa è una seconda priorità nella mia vita, la prima cosa è quella di giocare questo torneo e fare un ottimo lavoro per il soddisfare il Generale (Kim Jong Il, nda)».
Esordisce in nazionale maggiore il 7 aprile 2011, nella sfida di qualificazione per la Challenge Cup contro lo Sri Lanka, subentrando al 23’, e due giorni segna il primo gol, decidendo la partita contro il Nepal, con una rete da opportunista, anticipando il portiere in uscita.
Nelle sfortunate qualificazioni per il Mondiale 2014, Jong è un titolare fisso e prende parte a tutte le partite della nazionale, compresa l’impresa della vittoria sul Giappone a Pyongyang.
Come detto, in nazionale gioca da esterno destro nel 4-2-3-1, ma nelle nazionali minori ha giostrato prevalentemente da seconda punta o da prima punta di movimento “alla Di Natale”, ruolo che predilige.

Video:



Marco Bagozzi


Marco Bagozzi è autore del libro ""Con lo Spirito Chollima", una storia del Calcio della RPD Corea. Clicca qui per scoprire come fare per acquistarlo..

Akinlabi Ayodeji Dejavu: 1992 – Nigeria


La determinazione nell'inseguire i propri sogni ha portato questo ragazzo nigeriano a rivolgersi a noi per chiedere aiuto: sin da quando è bambino (un po' come tutti) desidera diventare un giocatore professionista e per inseguire questa sua ambizione ha fatto chilometri e chilometri spostandosi da un continente all'altro. Adesso è alla ricerca di una squadra che gli dia la possibilità di dimostrare che tutti gli sforzi fatti fino ad ora non sono stati vani e noi di generazioneditalenti.com abbiamo deciso di dargli una mano.
Dejavù è nato il 12 novembre 1992 in Nigeria e fin da bambino ha sempre voluto fare il giocatore di calcio. Si è vero, quasi tutti i ragazzi hanno questo sogno nel cassetto, ma quanti sono disposti ad allontanarsi centinaia di chilometri da casa pur di raggiungere l'obiettivo? Beh questo è proprio ciò che ha fatto il giovane africano ed è stata la sua determinazione e la sua voglia ad averci convinto ad aiutarlo mettendo questo profilo/annuncio che speriamo possa stuzzicare l'interesse di qualche scout. Come detto, Akinlabi ha viaggiato molto pur di inseguire la prospettiva di una carriera da calciatore: prima ha frequentato la Ferihegy Sportakademia a Budapest, Ungheria, poi nel 2007 è tornato in patria e ha giocato per 2 anni con la Shooting Stars FC e nel 2009 si è nuovamente trasferito, questa volta in Cina; qui ha militato in tre differenti team: il Lifei FC fino a metà 2010, lo Shangai Reunited FC per la restante metà stagione e infine il club di cui fa parte tutt'ora, il Beijing Barbarian FC, squadra amatoriale di Pechino.
Dejavù è un centrocampista normolineo (1,80 m per 65 kg) che può fare svolgere tutti i ruoli da centrocampista e può giocare anche come ala su entrambi i lati del campo. La posizione più adatta sembra comunque essere quella di regista basso in quanto la sua migliore caratteristica è quella di far ripartire il gioco e di smistare il pallone con precisione e sicurezza grazie ad un piede niente male, non disdegnando alle volte qualche dribbling che gli permette di liberarsi degli avversari in pressing. Inoltre è un calciatore serio e disciplinato, con un'immensa voglia di giocare e divertirsi e con una grande dedizione al lavoro. Riporto qui anche il link della sua pagina personale in cui chiunque sia interessato a dare una chance a Akinlabi può trovare i contatti necessari e anche i video delle sue giocate. Sperando di essere stati d'aiuto, auguriamo tanta fortuna a questo giovane ragazzo.


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Riccardo Cimboli



CALCIOMERCATO : Leali, la Juve ha preso il nuovo Buffon


Si muove la Juve, nell'ombra. E in attesa di colpi più mediatici, come Borriello e Caceres, Marotta è vicinissimo a chiudere un'importante trattativa di mercato. A giugno arriverà dal Brescia Nicola Leali, portiere classe 1993 di grandissimo talento, etichettato dagli addetti ai lavori come il nuovo Buffon. Costo dell'operazione, circa 5 milioni di euro, un investimento importante che ridà alla Juventus un ruolo primario sul mercato. Leali infatti è considerato una delle più grandi promesse del calcio italiano, non a caso negli ultimi 12 mesi è finito sul taccuino di Milan, Napoli, Barcellona e soprattutto Sporting Lisbona, che avrebbe voluto portare in Portogallo lui e Salamon, ma l'offerta (7,5 milioni per entrambi ndr) è stata bocciata dal presidente Corioni.

Il nuovo Buffon, dunque, vedrà da vicino il Buffon in carne ed ossa, dal quale potrà rubare i segreti del mestiere. Il trasferimento verrà formalizzato a giugno, ma Leali potrebbe rimanere al Brescia anche la prossima stagione, per crescere e maturare. Il direttore sportivo delle Rondinelle Gigi Maifredi recentemente ha parlato con entusiasmo del suo gioeillo: “Si tratta di un portiere che definirei regale. Ha un’educazione straordinaria. Vedrete che farà la storia del calcio italiano". Quella storia che ha fatto e sta facendo Gigi Buffon.

A QUESTO LINK TROVI IL PROFILO COMPLETO DI NICOLA LEALI

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Calciomercato.com

Speciale - Consigli per gli acquisti: da Adryan a Cidinho, da Leandro a Dodo, 10 nomi dal Brasile


Il Brasileirao è appena giunto al termine, con il trionfo del Corinthians di Adriano, e sono tanti i talenti messisi in luce in questi mesi: da Elkeson a Dedè, da Paulinho a Juan, le italiane hanno già riempito le loro agendine e in alcuni casi preparato il carrello della spesa. Diversi giovani invece devono ancora salire sul trampolino, vista l'età verdissima: e i migliori affari si fanno scommettendo con grande anticipo...


ADRYAN
Squadra: Flamengo

Ruolo: Trequartista

Età: 17

Nazionalità: Brasile


E' probabilmente il talento più puro dell'ultima generazione. Fantasista dalla tecnica sopraffina, non ha ancora esordito in prima squadra ma potrebbe essere uno dei 'cracques' del prossimo anno.

CIDINHO
Squadra: Botafogo

Ruolo: Trequartista

Età: 18

Nazionalità: Brasile


Il fisico è il grande limite di questo folletto che ricorda il primo Robinho, pur partendo da una posizione più arretrata. Velocissimo, ha già segnato il suo primo goal nella massima serie

DODO
Squadra: Bahia
Ruolo: Terzino sinistro

Età: 19

Nazionalità: Brasile


Terzino mancino di proprietà del Corinthians, lo scorso anno è stato vicino al Manchester United. Fortissimo nella fase di spinta, è stato incluso nella top 11 del Brasileirao.

FELIPE ANDERSON
Squadra: Santos

Ruolo: Centrocampista

Età: 18

Nazionalità: Brasile


E' l'ultimo gioiello del Santos: centrocampista offensivo dai grandi mezzi tecnici, dotato di un ottimo tiro dalla distanza. Ha rinnovato recentemente fino al 2016, ma con la giusta offerta...

FERNANDO
Squadra: Gremio

Ruolo: Centrocampista
Età: 19

Nazionalità: Brasile


Centrocampista difensivo, un mix tra Ramires e l'omonimo Fernando del Porto. Seguito da Cska Mosca e Borussia Dortmund, è finito sul taccuino anche degli osservatori dell'Inter.

Manuel LANZINI
Squadra: Fluminense

Ruolo: Centrocampista

Età: 18

Nazionalità: Argentina


In prestito dal River Plate, i Tricolores stanno cercando di trattenerlo ma non hanno pagato i 12 milioni del riscatto. Mezzala o mezzapunta, ha classe, visione di gioco e personalità.


LEANDRO
Squadra: Gremio

Ruolo: Attaccante

Età: 18

Nazionalità: Brasile


Attaccante velocissimo, molto agile e dotato nel dribbling, nonostante la giovanissima età ha già 34 presenze col Gremio alle spalle. Vede la porta, ma ha ancora ampi margini di miglioramento.

LUCAS PATINHO
Squadra: Fluminense

Ruolo: Trequartista

Età: 19

Nazionalità: Brasile


Trequartista, un metro e novanta d'altezza, ricorda Rivaldo per fisico e movenze. Come per Adryan la prossima potrebbe essere la stagione dell'esplosione. E' monitorato dal Chelsea.

RAFAEL
Squadra: Santos

Ruolo: Portiere

Età: 21
Nazionalità: Brasile


Portiere di grande affidamento, titolare del Santos, a breve approderà nella Seleçao. E' stato molto vicino al Palermo in estate, chissà che i rosanero non possanno riprovarci...

RODRIGO CAIO
Squadra: Sao Paulo

Ruolo: Centrocampista

Età: 18

Nazionalità: Brasile


Mediano stile Busquets, può giocare anche da difensore centrale all'occorrenza. E' destinato a diventare un titolare nella prossima stagione. Il Chelsea lo ha avvicinato nei mesi scorsi.

Simone Gambino

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NAZIONALE UNDER 18: I CONVOCATI


Sono diciotto i giocatori – convocati oggi dal tecnico federale Evani – che parteciperanno al Memorial Valentin Granatkin riservato alle Nazionali Under 18. La manifestazione si svolgerà a San Pietroburgo dal 4 al 10 gennaio. Gli Azzurrini, che si raduneranno entro le ore 12 di martedì 3 direttamente all’aeroporto di Milano Malpensa, esordiranno mercoledì 4 contro l’Ucraina e sabato 7 affronteranno la Grecia: semifinali e finali sono in programma domenica 8 e martedì 10.
L’Under 18 sarà dunque la prima nazionale giovanile a tornare in campo a cavallo delle festività, dopo l’ultimo impegno amichevole di novembre in casa della Germania.

Questi i giocatori convocati dal tecnico Evani:

Portieri: Cragno (Brescia), Ricci (Empoli);

Difensori: Allegra (Napoli), Lancini (Brescia), Maccarone (Chievo), Murru (Cagliari), Piana (Sampdoria), Rugani (Empoli);

Centrocampisti: Benassi (Inter), Gatto (Torino), Pasa (Inter), Ricci (Roma), Sanseverino (Palermo);

Attaccanti: Boateng (Milan, in foto), Garritano (Inter), Padovan (Juventus), Rozzi (Lazio), Tempesti (Empoli).

Zonacalcio.org

FOCUS PRIMAVERA, LA ‘GIOVINE’ INTER 2011-12 N. 17


Andrea Stramaccioni aveva chiesto un ultimo sforzo prima delle vacanze. I ragazzi hanno risposto con una grande prestazione, preziosa testimonianza di quanto la squadra segua il mister. La posta in palio era alta: la qualificazione ai quarti di finale delle Next Generation Series, l’accesso dunque a un ristretto gruppo di squadre che rappresentano il meglio d’Europa a livello giovanile. 
Alla Primavera interista sarebbe bastato un punto per ottenere l’obiettivo con una giornata d’anticipo, ma i nerazzurri non si sono accontentati, centrando una vittoria di prestigio che fornisce ottime prospettive per la seconda parte della stagione.
Imporsi sul campo del PSV non era facile. L’Inter è partita con il modulo coperto che ha caratterizzato le ultime uscite, un 4-4-1-1 che ha sostituito il più spregiudicato 4-2-3-1 tanto amato da Stramaccioni. Bessa a supporto di Longo: un’accoppiata vincente, il talento cristallino di Daniel e il fiuto del gol del bomber. 2-0 nel primo tempo e tante occasioni non sfruttate per chiudere definitivamente la partita, poi la paura dopo che il PSV ha accorciato le distanze ed è cresciuto con il passare dei minuti, spingendo a più non posso alla ricerca del pareggio. La barca nerazzurra ha retto e ha attraversato la tempesta, centrando una qualificazione che sembrava impossibile dopo l’esordio stagionale – 1-7 contro il Tottenham.
Merito di Stramaccioni, che in questi mesi ha tenuto alta la concentrazione dei ragazzi e in un momento difficile ha saputo fare marcia indietro, predisponendo un modulo più accorto ma che comunque non comporta una rinuncia a creare gioco. Interessante l’esperimento del mister, con Romanò a destra che di fatto è un finto esterno, pronto a cercare l’inserimento centrale, mentre a sinistra Alborno da centrocampista sta mostrando le sue doti migliori ed è più libero da compiti di copertura, anche se c’è da augurarsi che il paraguaiano possa crescere nelle giocate semplici, come i cross che al momento arrivano spesso fuori misura. Sempre sulla corsia di sinistra, bisogna segnalare la crescita esponenziale di Mbaye, autore contro il PSV di un assist pregevole per Bessa. Il senegalese, che nasce centrale difensivo, ha messo il suo zampino anche nell’azione del gol di Longo e ha giocato un’ottima partita in entrambe le fasi di gioco.
Non mancano davvero le note liete nella nostra Primavera, a cominciare dal portiere Di Gennaro, recuperato dopo un lungo infortunio, per proseguire con la coppia centrale Kysela-Bianchetti, davvero affiatata, Pecorini, che nel suo nuovo ruolo di terzino destro sta facendo intravedere enormi margini di crescita, senza dimenticare Lorenzo Crisetig, vero e proprio faro del nostro centrocampo. In attesa di un’analisi più approfondita, anche per stilare una sorta di bilancio della stagione in coincidenza con la sosta invernale, ci riserviamo di dare una nota di merito ai due ragazzi che hanno deciso la partita in terra d’Olanda. Daniel Bessa è stato protagonista di un inizio di stagione che è andato ben oltre le aspettative, tranne quelle di chi conosce bene le qualità del fantasista italo-brasiliano. E’ tornato al gol proprio nella partita più importante, ma più che per reti e giocate sopraffine si sta rivelando fondamentale per la squadra per il suo piglio da leader, da trascinatore.
La sensazione che giunge dal campo è che i compagni si fidino di Bessa, così come sanno di poter fare affidamento su Samuele Longo, il quale dopo essere stato a digiuno di reti per alcuni mesi sta finalmente tornando a segnare con continuità. Il lavoro del centravanti nerazzurro è sempre prezioso anche lontano dalla porta e a volte la sua scarsa lucidità in area è giustificata; ma i gol che realizza, e quello contro il PSV è solo l’esempio più recente, sono spesso perle indimenticabili. Bessa e Longo, due pilastri da cui ripartire dopo la sosta: la Primavera nerazzurra ha ancora tanti obiettivi da raggiungere.

Si ringrazia il nostro sito amico canaleinter.it per averci fornito questo prezioso articolo, a questo link trovate l'articolo originale

Tommaso Ceccarelli: 1992 – Italia


Tommaso Ceccarelli nasce a Roma il 02/06/1992, è alto 1,82 e pesa 76 kg. Il ragazzo del Parioli cresce in quello che era il Centro Calcio Federale, inizia la sua avventura biancoceleste durante la stagione 2004/05, e nel 2007/08 si mette in luce realizzando 16 reti nella categoria allievi. Grazie alle sue giocate attira le attenzioni del calcio inglese, Tottenham e Chelsea lo tentano con proposte a cui la compagine capitolina, anche a causa della norma riguardante i contratti professionistici per calciatori minorenni, non può tenere testa; Tommaso è però un vero laziale, non vuole lasciare gli amati colori e decide di restare, decisione premiata con la prima convocazione in nazionale under 17 contro il Portogallo con il quale mette in mostra il suo mancino e si guadagna la stima di mister Salerno che lo riconfermerà anche nei successivi test e per le qualificazioni all'europeo.
Nella stagione 2009/2010 si impone a suon di gol con la primavera, nel girone C realizza 11 gol in 20 partite, diventa un punto fermo del proprio undici mettendo definitivamente in luce le sue caratteristiche. Fenomenale nel tirare i calci di punizione, più concreto sotto porta e più maturo tatticamente, nella stagione 2010/2011 il suo score dice 16 gol in 12 partite.
Il prospetto laziale è dotato di ottima tecnica individuale, ha tutte le caratteristiche per fare il definitivo salto di qualità, per esordire e confermarsi in prima squadra, è un calciatore completo con grande capacità realizzativa nonostante non sia una prima punta, ha comunque ampi margini di miglioramento. Ritengo doveroso dunque, da parte di una società ambiziosa e che punta sui giovani, far crescere il talentino romano in un'ambiente il più sano possibile, che non lo faccia sentire sotto pressione affinchè possa sviluppare tutte quelle caratteristiche che lo possono far diventare un ottimo giocatore.
Filippo Masci

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