MANCHESTER CITY - EVERTON 2-0 - "
Fuoriclasse è colui che in qualunque momento è capace di risolvere una partita con una sua giocata". Se entri al 60° minuto, tu 21enne criticato da tutto il mondo e con una sola gara (con gol, in coppa) sulle gambe, ti carichi sulle spalle una squadra in difficoltà, segni e risolvi la partita e per tutto il match fai divertire i tuoi tifosi...allora rientri perfettamente nella definizione: sei un fuoriclasse. L'Everton si conferma la bestia nera di questo City, che cade per un'ra di gioco nella tela difensiva costruita sapientemente da coach-
Moyes. Osservato speciale David Silva, su cui l'allenatore ospite piazza Jack Rodwell, con il compito di seguirlo in ogni suo passo anche al bar. La principale arma del City è un Aguero impotente da solo contro la
muraglia eretta dagli avversari, mentre l' unica occasione raccolta dalla compagine di Liverpool è un colpo di testa di Tim Cahill alto sopra la traversa al minuto 53, quanto basta per interrompere la partita a briscola tra Hart ed i raccattapalle.
A mischiare le carte è l'uscita dal campo di Edin Dzeko, che
lascia il posto a Mario Balotelli allo scoccare dell'ora. Da questo momento in poi è
un'altra partita: al 66' sponda di SuperMario verso Samir Nasri, che prova il suo primo tiro e mette alla prova i riflessi di Howard, che mette in angolo. Arrivano i primi applausi. Al 68' è rimessa laterale in posizione avanzata a favore del City (secondo Moyes la palla era rimbalzata su Nasri, e quindi sarebbe dovuta essere rimessa per l'Everton), con Aguero che riceve il pallone e lo serve al limite dell'area sui piedi di Balotelli, che prende la mira, trafigge Howard e
corre ad abbracciare Roberto Mancini.
Dopo due minuti è ancora SuperMario ad impensierire a difesa con una sgroppata sulla fascia; cross al centro e stop perfetto di
Silva, che con tre difensori davanti si vede murare il primo tentativo e subito dopo riprova verso l'altro palo, colpendolo in pieno. Minuto 86, si riprova:
Balotelli in dribbling al centro supera il proprio marcatore e serve il pallone per il tap-in facile di David Silva. Palla in rete, lo stadio esulta...annullato per fuorigioco. Mi dispiace Silva, ma non è la tua giornata.
Il risultato si completa nel finale, quando è proprio l'ex-Valencia ad intercettare un passaggio-pazzia di Drenthe ed a lanciare in contropiede l'accorrente Milner, abile a segnare il 2-0 un gol di impeto più che di tecnica e precisione. I
Citizens sono di nuovo in vetta.
STOKE CITY - MANCHESTER UNITED 1-1 - La chiusura del primo resoconto ("I
Citizens sono di nuovo in vetta") richiama inevitabilmente un'altra partita e di conseguenza un risultato diverso.
Quando
Rooney non c'è, i
Potters ballano e fermano la striscia di vittorie del Manchester United. Infortunio al polpaccio "poco grave, ma che lo obbligherà a saltare alcune partite" per il numero 10, ma non è l'unico assente tra i ragazzi di Ferguson: pochi minuti prima dell'inizio del match arriva la notizia della defezione di Jonny Evans, per cui Valencia si ritrova a giocare da esterno basso. Chi pensa che la giornata sia maledetta ne ha la conferma dopo 5 minuti, quando Javier "Chicharito" Hernandez, lanciato a rete, viene travolto da un intervento doppio di Begovic e Woodgate -da probabile rigore- e pochi minuti più tardi è costretto a lasciare il suo posto in campo al sostituto Michael Owen.
Lo Stoke gioca una
partita maschia e solida, impedendo la libera circolazione dei Red Devils, che riescono a produrre la prima occasione da gol soltanto dopo 27 minuti con
Nani, che scambia in velocità con Fletcher e castiga Begovic con un potente tiro a fil di palo.

La rete del portoghese è come una scossa di elettricità per il prosieguo della partita, che diventa un coast-to-coast incandescente: di colpo si ammutoliscono le voci riguardanti la "pippagine" di
De Gea, che spegne le critiche mostrando riflessi degni del migliore Yashin su una bordata di Wilkinson e dopo pochi giri d'orologio replicanto il miracolo per spedire in angolo un diagonale perfetto di Walters.
Ma lo Stoke merita e raccoglie i frutti del suo forcing in avvio di ripresa grazie ad un colpo di testa di Peter Crouch, che trasforma in gol un corner teso e troppo vicino al portiere di Etherington grazie ad un'elevazione magistrale, il pezzo forte del suo repertorio.
Due minuti più tardi Pennant lancia con un pallonetto chirurgico lo stesso Crouch che, smarcato, ha tutto il tempo per stoppare di petto ma si vede addosso un mostruoso e quantomai sicuro De Gea. Portierino spagnolo costretto agli straordinari al 68' da una punizione potente di Wilson. Dal 70' Ferguson mette in campo Giggs e Welbeck e lo Stoke City, stanco, cala l'intensità di gioco: ciò che ne deriva è un pò di suspance in più nel finale ed un'occasione sprecata da due passi proprio dal veterano Giggs, che spara alle stelle il matchball su un cross di Nani, totalmente libero.
NEWCASTLE - BLACKBURN 3-1 - Da 11 anni il Newcastle non raggiungeva un inizio del genere, con l'imbattibilità mantenuta per le prime 6 giornate. Il volto di copertina di questa giornata è quello del grande assente delle prime 5, il bomber senegalese Demba Ba. Acquistato in estate a
costo zero dal West Ham, il suo inizio di campionato era stato incolore al punto da costringere l'allenatore Alan Pardew a relegarlo in panchina per Ameobi e Leon Best. Contro il Blackburn però a scendere in campo è la coppia d'attacco è formata da Leon Best e Demba Ba, assististi dalla coppia di esterni Gutierrez-Obertan: i
Toons scattano bene ai nastri di partenza e creano fin da subito la prima occasione da rete con un cross di Obertan spedito in curva da una conclusione totalmente fuori misura di Best. Al 27' è Coloccini ad innescare con un lancio sungo Best sulla fascia; l'irlandese vede nell'area piccola
Demba Ba e gli serve un cross potentissimo, addomesticato dal senegalese con uno stop in girata per preparare la fucilata dell'1-0. Passano solo tre minuti e la difesa ospite si impappina su una palla alta e N'Zonzi si trova ad appoggiarla sui piedi proprio di Ba, che ringrazia e batte ancora Robinson per il 2-0.
Il Blackburn riesce a pareggiare al minuto 37, contro l'inerzia della partita, quando Junior
Hoilett si fa trovare pronto a ribadire in rete un cross dalla sinistra di Olsson, segnando una rete stilisticamente molto bella da vedere per controllo di palla e traiettoria del tiro.
Al rientro in campo gli ospiti sfiorano il pareggio quando lo stesso Martin Olsson prova un colpo di testa a scavalcare Krul, ma la traversa nega il gol al classe '88 svedese. E' questa l'occasione della vita per il Blackburn, perchè passa pochissimo tempo e Demba Ba riesce a siglare il 3-1 proprio con un colpo di testa a pallonetto, che non viene toccato nè dal portiere, nè da Leon Best, nè dal difensore Dann.
Hat-trick, tripletta dell'attaccante ex-Hoffenheim, anche se su quest'ultima rete c'è più di qualche dubbio sulla regolarità del contatto tra Best e Dann, con quest'ultimo
travolto dall'irlandese ed impossibilitato a mettere una pezza sulla conclusione vincente del numero 19 in maglia bianconera.
Il resto della partita è in discesa per i padroni di casa a causa dell'espulsione (per doppio giallo) di
Olsson: le uniche ed ultime occasioni sono sui piedi di Best e Cabayè, che falliscono le opportunità di allungare ulteriormente il vantaggio sugli avversari di giornata.
Negli spogliatoi ovviamente l'uomo rincorso dalle telecamere è il bomber Ba:
"Tutti sono sorpresi dal nostro inizio, ma se si guardano i nostri giocatori, non c'è da stupirsi di dove siamo. Sono passati due anni dalla mia ultima doppietta, contro lo Stoccarda: è sempre una bella sensazione. Il gol del 3-1 era un passaggio per Best, ma per fortuna lui non l'ha toccata e ne ho fatti tre...in passato Watford e Barnsley non mi hanno voluto, per fortuna non mi sono arreso ed ho continuato a giocare a calcio"
CHELSEA - SWANSEA 4-1 -
"Il mio ambientamento è stato difficoltoso perchè il Chelsea è la squadra più vecchia e meno inglese della Premier, giocano troppo lenti. Adesso stanno assimilando un calcio più veloce ed in verticale, tutto andrà meglio". Queste le dichiarazioni di Fernando Torres durante la scorsa settimana, bersaglio delle critiche dei tifosi e della stampa inglese a causa del suo scarsissimo rendimento e, nell'immediato, dell'incredibile gol sbagliato a porta vuota contro il Manchetser United. Lo spagnolo aveva annunciato dei miglioramenti e contro lo Swansea gli è stata concessa ancora una possibilità da titolare, ma mentre i suoi compagni
"lenti e vecchi" passeggiano contro i gallesi, Torres dapprima costruisce i presupposti per uscire finalmente dal campo a testa alta e subito dopo distrugge il suo castello di sabbia, rovinando la sua prestazione settimanale.
Il Chelsea inizia fin da subito ad attaccare con azioni personali di Meireles e Ramires, ma la partita si sblocca quando Juan Mata prova a giocare una palla in verticale per
Fernando Torres: assecondata la sua richiesta,
el Nino non perdona e colpisce nell'angolino basso alla destra del portiere Vorm. Passano pochi minuti ed i londinesi riescono a raddoppiare in contropiede, con la difesa scoperta ed Ashley Cole abile a vedere il taglio nello spazio di Ramires, che avanza fino al limite dell'area e fa passare la palla sotto le gambe del portiere.

Il pomeriggio di Fernando Torres si capovolge di botto quando lo spagnolo decide di entrare a piedi uniti su Gower a centrocampo:
espulsione sacrosanta per lo spagnolo, che ancora una volta riesce a buttarsi fango addosso appena fa qualcosa di buono in campo.
Con l'uomo in più e Routledge in campo, i gallesi spingono maggiormente in avvio di ripresa e colpiscono una traversa con Dyer, ma gli uomini del Chelsea fanno la differenza da soli: contropiede 1 contro 4 difensori, l'uno -Anelka- riesce a macinare terreno difendendo il pallone per poi scoccare un velenoso tiro che si stampa sulla traversa. Minuto 76 e
Ramires ripropone uno dei suoi tagli in verticale, Bosigwa lo vede e lancia il suo filtrante per un facile 3-0 per i
Blues. A nulla serve la rete di testa di Ashley Williams, lasciato completamente solo su un calcio di punizione, perchè nel finale è ancora il Chelsea a far sentire la propria
superiorità tecnica e dilaga con la rete del subentrato Drogba. La gara finisce 4-1, "ha vinto la migliore squadra" anche secondo Brendan Rodgers, ma per lo Swansea c'è la consapevolezza di dover fare molto di più in entrambe le fasi per mantenere la categoria.
LE ALTRE - Pronostici pienamente rispettati nelle altre gare di Premier. Torna finalmente a respirare l'Arsenal, che vince in scioltezza (aiutato dalla superiorità numerica) e sfodera un 3-0 casalingo contro il Bolton fanalino di coda, ma gran partita di Robin Van Persie, che si carica sulle spalle la sua squadra e segna una doppietta nel secondo tempo. Vittoria anche per il Tottenham, che regola nei minuti iniziali il Wigan e si presenta in formissima per il
North London Derby, che contrapporrà gli
Spurs ai
Gunners della prossima settimana. Il Liverpool torna alla vittoria contro il Wolverhampton, ma la notizia più lieta della giornata dei Reds è il ritorno in campo di Steven Gerrard, fermato a luglio da un infortunio agli adduttori.
L'Aston Villa si sveglia solo nel secondo tempo contro un QPR che domina e spreca ogni occasione: la gara si sblocca con un calcio si rigore causato da una spinta su Agbonlahor e si chiude al 90' con l'autorete di Dunn che vale l'1-1 finale. Termina a reti bianche lo scontro salvezza tra Fulham e WBA, mentre il posticipo del lunedì sera vede scendere in campo un Sunderland irriconoscibile e sconfitto dal Norwich con il risultato di 2-1.
Chelsea - Swansea City 4 - 1 29 Torres, 36, 75 Ramires, 94 Drogba (C), 86 Williams (S)