Hanno inventato il football e pretendono di rappresentarne la massima espressione. E' l'ora del tè, il momento di analizzare il lungo weekend del calcio d'Oltremanica, dalla Premier alla Championship: benvenuti nel regno del goal, dell'intensità, del tifo più caloroso e dei templi del calcio antico e moderno.
MANCHESTER UNITED - TOTTENHAM 3-0 - Tira vento di
novità a Manchester: l'11 titolare dello United è composto in gran parte da under, con De Gea tra i pali, Smalling, Evans e Jones a reggere la linea difensiva assieme ad Evra, Cleverley al posto di Carrick in mediana ed in attacco assieme a
Wazza Rooney non c'è Berbatov nè Chicharito Hernandez, ma il giovane Welbeck richiamato dal prestito al Sunderland.
La partita è giocata su ritmi molto alti, con un Tottenham solido a centrocampo ed i
Red Devils molto veloci a giocare in velocità negli spazi. La prima occasione arriva al minuto 8, quando Ashley Young si apre un varco nella difesa e serve a
Tom Cleverley un tiro che solo una gran smanacciata di Friedel salva in angolo. La partita prosegue con occasioni da entrambe le parti finchè il "vento di novità" diventa uragano e travolge gli
Spurs: al 53' Friedel para in rapida successione il tiro al bersaglio di Anderson e Rooney, poi non può nulla quando
l'asse dei giovani sale in cattedra e Cleverley lancia un cross perfetto per il colpo di testa di Welbeck, che si insacca alle spalle del portiere ex-Aston Villa.
Al 75' ancora pericoloso
Welbeck, che con un assist di tacco lancia Anderson, abile a battere in rete di sinistro. Nel finale, dopo un palo colpito da Defoe su un'uscita incerta di De Gea, il Manchester colpisce con la vecchia guardia e Rooney mette in rete di testa su cross del sempiterno Ryan Giggs.
Forse il Tottenham avrebbe meritato uno scarto inferiore del 3-0, ma con la banda di Ferguson così in forma strappare punticini sarà difficile per tutti.
BOLTON - MANCHESTER CITY 2-3 - Contro ogni tabù. Mai dal 1961 il Manchester City era partito così bene, segnando addirittura 7 reti in 2 gare e, guardando le ultime stagioni della gestione-Mancini, mai nessuno avrebbe sperato in un attacco così prolifero per i
Light Blues. Eppure gli uomini di Roberto Mancini sperimentano un
offensivo 4-3-3 con totale libertà di movimento per Silva alle spalle di Dzeko ed Aguero e scendono in campo con la determinazione di chi deve andare a vincere e non più aspettare che la vittoria venga servita su un piatto d'argento.
Il vantaggio è firmato dalla coppia Silva-Jaaskelainen: il primo prova la conclusione di sinistro da fuori area ed il portiere mette la ciliegina sulla torta, perchè si lascia sfuggire il pallone su un rimbalzo velenoso ma centrale. Sull'1-0 il City prende fiducia e
Dzeko si trasforma in assistman per Aguero, ma l'argentino sparacchia il primo tiro alto e sul secondo mette la palla di poco a lato di testa; ma per il raddoppio è solo questione di tempo perchè al 38' Gareth Barry accende la miccia e spara un sinistro potente nell'angolino alto, ma quando il Bolton sembra senza speranze ci pensa Klasnic a riaprire il match prima dell'intervallo.
Al rientro in campo è ancora superiore il Manchester City e sul pronti-via Milner lancia in lob Dzeko, che stoppa in palleggio per evitare la marcatura di Knight e batte Jaaskelainen.
A nulla serve il colpo di testa del capitano Davies, che vale il 2-3 finale e sugella un punteggio -forse per la prima volta nell'era Mancini- troppo stretto per quanto mostrato dalla squadra.
ARSENAL - LIVERPOOL 0-2 - La coperta è troppo corta in quel di Londra e Wenger è costretto a rispolverare dalla vetrina un Nasri con il cartellino del prezzo appeso, a far esordire Jenkinson da terzino adattato sulla fascia sinistra, al posto dello squalificato Song sulla mediana gioca Frimpong, che alla sua prima da titolare vedrà anche sventolare il suo primo cartellino rosso. Dopo soli 15 minuti l'
emergenza si infittisce perchè anche Koscielny lascia il campo per un infortunio alla schiena: al suo posto entra lo spagnolo Ignasi Miquel, che in campo si dimostrerà tra i più indecisi e negativi.
La prima frazione di gioco è intensa, ma procede senza scossoni mostrando un Liverpool compatto ma con la coppia offensiva Kuyt-Carroll troppo lenta ed inoffensiva, mentre l'Arsenal subisce il gioco. Nel secondo tempo
il ritmo scade nel soporifero e la difesa dei Gunners si apre, affidandosi alle parate di Szczesny ed al palo, che nega a Kelly il gol su tiro da fuori. L'unica vera occasione per l'Arsenal capita -quasi casualmente- al 67' sui piedi di Van Persie che da due passi trova l'opposizione di Reina.
Dopo pochi minuti finisce la partita di Frimpong con un intervento ruvido su Lucas Leiva, che vale al mediano il secondo cartellino giallo. Con l'uomo in più, Kenny Dalglish decide di togliere il fisico di Kuyt e Carroll, che ha fallito, e di
puntare sulla fantasia di Suarez e Meireles: la scelta premia, anche se in modo fortunoso.
Al 78' infatti la gara si sblocca con Suarez che serve proprio Meireles e scatta in area, aspettando il tocco di ritorno (da posizione di fuorigioco non rilevata); Miquel prova ad intercettare, ma spazza la palla sul corpo di Ramsey e
batte il proprio portiere.
Al 90' la difesa si scompone di nuovo e Raul Meireles ha lo spazio sufficiente per scattare fino al limite dell'area e servire con un cross basso l'accorrente Suarez, che deve solo toccare il pallone per mettere il suo nome sul tabellino.
Non c'è che dire, Dalglish i cambi li ha azzeccati..ma che senso aveva proporre un attacco pesante ad agosto, quando i giocatori-armadio non sono ancora al 100% della forma? Per quanto riguarda l'Arsenal c'è ancora tanto da lavorare e nessuna possibilità di errore, nè contro l'Udinese in Champions, nè in campionato nelle prossime giornate, altrimenti la sensazione è che trovare il bandolo nella matassa non sarà più compito di Wenger.
CHELSEA - WBA 2-1 - Giocano male, difendono male e l'impronta di Villas-Boas sulla squadra è impalpabile, eppure in qualche modo riescono a tenersi a galla, a differenza dell'Arsenal.
Siamo al 4' quando Alex (indicato come il "mister-X" capace di ridare affidabilità alla difesa della Juventus) su un retropassaggio resta fermo ad aspettare che il pallone gli arrivi sui piedi e si fa anticipare come un pollo da
Shane Long. Il 24enne attaccante del WBA ringrazia e corre per metà campo
indisturbato, bissando la rete contro il Manchester United all'esordio in Premier, solo la scorsa settimana.
La superiorità del West Bromwich è imbarazzante ed i
Baggies passano facilmente per le corsie, ma gli assist serviti da Long sono sempre imprecisi, ed il raddoppio non arriva.
Al 53' il Chelsea approfitta di un'azione fortunosa per pareggiare con Anelka, ma lentamente i londinesi aumentano l'intensità ed all'83'
Bosingwa si carica sulle spalle i Blues superando in velocità due difensori per arrivare al cross teso. Sul secondo palo si getta d'impeto Malouda e riesce ad indirizzare il pallone in rete per il 2-1. Nel finale Odemwingie ha l'occasione per riacciuffare la partita solo davanti al portiere, ma prova un tiro lento, basso e centrale, bloccato con facilità da Hilario.
SUNDERLAND - NEWCASTLE 0-1 - Il
Tyne and Wear derby è la partita più sentita nel nord-est inglese, ma la parita in quel di Sunderland è stata tutto fuorchè spettacolare.
Il pallino del gioco è stato fermamente mantenuto dai padroni di casa, spinti da un ottimo avvio di Colback, Asamoah Gyan e soprattutto di un vivavissimo
Sessegnon, che prova ad impensierire il portiere avversarioin due occasioni senza fortuna nè precisione.
Poco convincente sui 90 minuti il Newcastle, che si affida unicamente ai lanci lunghi per la "boa" Ameobi e non brilla, ma nel primo tempo si vede negato un calcio di rigore solare per un salvataggio pallavolistico di Larsson sulla linea di porta, sugli sviluppi di un corner.
Nel secondo tempo cala anche il Sunderland e sale in cattedra Jonas Gutierrez, che mette in apprensione Bardsley e si procura il
calcio di punizione che Ryan Taylor batte in modo magistrale per lo 0-1 Newcastle.
Nel finale la gara si innervosice e Bardsley ottiene un doppio cartellino giallo ed i
Black Cats, rimasti in 10, non riescono a pungere minimamente negli ultimi minuti.
ASTON VILLA - BLACKBURN 3-1 - Che Michel Salgado non sia più lo stesso dei tempi dei Galacticos a Madrid lo si sapeva già, ma Agbolahor ha fatto del suo meglio per rendere il più possibile disatrosi i primi 45 minuti della gara di Birmingham (al rientro in campo l'attaccante ha lasciato il campo per un infortunio).
Al 12° minuto il classe 1987 -12 anni in meno di Salgado- prodotto della cantera dei Villans batte in dribbling il difensore spagnolo e scocca un tiro spiovente ma preciso che si insacca sul palo più lontano; al 25'
Agbonlahor usa la marcatura di Salgado a suo favore e, come se fosse un blocco cestistico, si fa spazio per l'assist che porta al raddoppio firmato da Heskey. A poco serve la rete di Pedersen al 52', perchè l'esperto Darren Bent chiude la partita definitivamente con un gol da finalizzatore puro, sfruttando un tiro rimbalzato sul suo corpo.
Segnali positivi in questo inizio di stagione per l'Aston Villa, che non si impauperisce con le cessioni -molto ben pagate- di Downing e Young, ma sembra capace di sfornare gioco più limpido contando sulla voglia di mettersi in mostra delle
ottime nuove leve classe '89, dal centrocampista dai piedi buoni e con tanta personalità Fabian Delph, fino a Marc Albrighton ed al difensore irlandese Cieran Clark, oltre allo stesso Agbonlahor, dal quale ci si aspetta finalmente un salto di qualità quando, arrivato al 24° anno, rischia di essere bollato come un eterno incompiuto.
LE ALTRE - Parte con un passo falso l'Everton, che sonnecchia e perde contro il QPR. Non molto incisivi neanche i Rangers, nella vittoria di misura che mette in mostra le qualità del classe '93
Ross Barkley, già dimostratosi il faro dell'under-17 inglese e pronto al grande salto da titolare fisso in massima serie.
Divertente e ricco di colpi di scena il pareggio per 1-1 tra Norwich e Stoke City, mentre la prima gara di Premier League fuori dall'Inghilterra (Swansea-Wigan) finisce a reti bianche.
L'ultimo risultato, ma non per meriti -è al momento primo in classifica- è quello del Wolverhampton. Prestazione aggressiva e convincente dei
lupi, che
travolgono il Fulham in 3 minuti (42' e 45') con un secco 2-0 firmato dal bolide angolato di Doyle sugli sviluppi di un calcio d'angolo e da Jarvis.
2° GIORNATA
Arsenal - Liverpool 0 - 2 78 Ramsey (og), 90 Suarez
Aston Villa - Blackburn 3 - 1 12 Agbonlahor, 35 Heskey, 68 Bent (A), 52 Pedersen (B)
Bolton - Manchester City 2 - 3 39 Klasnic, 63 Davies (B), 26 Silva, 38 Barry, 47 Dzeko (M)
Chelsea - West Bromwich 2 - 1 53 Anelka, 83 Malouda (C), 4 Long
Everton - QPR 0 - 1 31 Smith
Manchester United - Tottenham 3-0 61 Welbeck, 76 Anderson, 87 Rooney
Norwich - Stoke City 1 - 1 37 De Laet (N), 90 Jones (S)
Sunderland - Newcastle 0 - 1 62 Taylor
Swansea City - Wigan 0 - 0
Wolverhampton - Fulham 2 - 0 42 Doyle, 45 Jarvis
CLASSIFICA
1 Man City 6
2 Man United 6
3 Wolves 6
4 Aston Villa 4
5 Liverpool 4
6 Chelsea 4
7 Newcastle 4
8 Bolton 3
9 QPR 3
10 Norwich 2
11 Stoke 2
12 Wigan 2
13 Sunderland 1
14 Arsenal 1
15 Fulham 1
16 Swansea 1
17 Tottenham 0*
18 Everton 0*
19 West Brom 0
20 Blackburn 0
CHAMPIONSHIP 4° GIORNATA
In 107 anni non si era mai riusciti ad iniziare meglio di coì, in quel di Derby. Nemmeno quel Derby County che, guidato da Brian Clough, conquistò la Premier nel 1972 partì bene come i
Rams odierni, allenati da Nigel Clough, il figlio del manager reso immortale dai successi sulla panchina e dalla pellicola
"Il maledetto United".
La differenza nella 4° vittoria in fila, contro il Doncaster, l'ha fatta la testa. In senso letterale, perchè ad aprire le marcature è Kilbane al 6' con un colpo di testa da calcio d'angolo, poi Steve Davies schiaccia il 2-0 al 46' ancora con un "cabezazo", per dirla alla sudamericana. Il gol del 3-0 finale lo mette a segno poco dopo l'ora Ben Davies con un tiro che si adagia con precisione chirurgica nell'angolino.
L'altra capolista a punteggio pieno è il
Southampton, che continua la sua marcia con l'1-0 di Do Prado sul Millwall. Neopromosse senza freni: dietro i Saints, volano anche il Brighton che passa in vantaggio con Mackail-Smith e Barnes e si fa raggiungere, perdendo la vetta della classifica, dalla doppietta di
Kevin Phillips (il gol del 2-2 è una perla di coordinazione); ma soprattutto il Peterborough, che ha seppellito con
7 reti l'Ipswich di Emmanuel-Thomas, Chopra ed Andrews.
A Nottingham sembra una giornata nerissima per i padroni di casa, con il Leicester che passeggia sul velluto ed è in vantaggio con le reti di Nugent (su assist di Gelson Fernandes) e del centrocampista ex-Chievo Fernandes, un Forest spento che gioca un calcio pessimo, coach McClaren muto sulla panchina, i rivali del Derby in testa alla Championship ed anche il telecronista Stefano Borghi che ha già fatto i funerali alla partita del Nottingham. Cosa può invertire la tendenza meglio di un rigore ed una pioggia di cartellini sugli avversari? E' proprio quello che accade al 79', quando Mills atterra Findley in area e viene ammonito prima lui per l'intervento e poi il portiere Schmeichel per proteste. Dal dischetto va McGugan e non sbaglia, ma è ancora
Kasper Schmeichel a rendersi protagonista gettando via la palla: per l'arbitro è rosso, e coach-Ericsson è costretto a sostituire Danns con il secondo portiere Weale. Il Nottingham forest sembra rinato e ci crede fino al 94°, quando in mischia Boateng mette il 2-2 in rete facendo esplodere il City Ground all'ultimo secondo.

Stesso risultato per il West Ham, che con una partenza lampo mette una lunghezza di vantaggio sul Leeds al 5° minuto con Cole, su colpo di testa. Con il passare dei minuti aumenta il ritmo di gioco dei gialloblù, ma per vedere il gol bisogna aspettare il 59' con McCormack. Il pareggio dura poco, perchè tre minuti dopo il West Ham passa di nuovo in vantaggio grazie all'autorete di Kisnorbo, che tenta l'anticipo su Cole e mette la palla nella propria porta. Dopo il 2-1 sono gli Hammers a giocare meglio, ma in extremis il Leeds trova il pareggio: Howson colpisce la traversa e sulla respinta
il più lesto è Clayton, che replica ad Upton Park il finale thrilling offerto il giorno precedente dal Nottingham Forest.
Tra le altre partite Burnley-Cardiff finisce 1-1, mentre Crystal Palace e Barnsley vincono in trasferta rispettivamente contro Hull City e Reading. Il Middlesbrough compie uno straordinario ribaltone e, dallo 0-1, termina 3-1 la gara contro il Birmingham. Finiscono a reti inviolate Bristol-Portsmouth e Coventry-Watford.
4° GIORNATA
Brighton - Blackpool 2 - 2 29 Mackail-Smith, 50 Barnes (BR), 60, 89 Phillips (BL)
Bristol City - Portsmouth 0 - 0
Burnley - Cardiff 1 - 1 2 Austin (B), 40 Eanshaw (C)
Coventry - Watford 0 - 0
Derby County - Doncaster 3 - 0 6 Kilbane, 46, 62 Davies
Hull City - Crystal Palace 0 - 1 15 Chester (og) (C)
Middlesbrough - Birmingham 1 - 1 48 Robson , 69 Haroun, 72 Martin (M), 36 Rooney (pen) (B)
Nottingham Forest - Leicester 2 - 2 78 McGugan (pen), 90 Boateng (N), 18 Nugent, 21 Fernandes (L)
Peterborough - Ipswich 7 - 1 30, 40 Taylor, 38, 41, 90 Tomlin, 48 (pen), 56 McCann (P), 23 Andrews (I)
Reading - Barnsley 1 - 2 74 Robson-Kanu (pen) (R), 27 Foster, 68 Done (B)
Southampton - Millwall 1 - 0 18 Do Prado (S)
West Ham - Leeds 2 - 2 6 Cole, 61 Kisnorbo (og) (W), 59 McCormack, 90 Clayton (L)
CLASSIFICA
1 Southampton 12
2 Derby 12
3 Middlesbrough 10
4 Brighton 10
5 Crystal Palace 9
6 Peterborough 7
7 West Ham 7
8 Cardiff 7
9 Blackpool 7
10 Millwall 5
11 Portsmouth 5
12 Nott'm Forest 5
13 Leeds 4
14 Reading 4
15 Leicester 4
16 Barnsley 4
17 Bristol City 4
18 Birmingham 3*
19 Hull 3
20 Ipswich 3
21 Burnley 2*
22 Watford 2
23 Coventry 1
24 Doncaster 0