La Scandinavia è tornata negli ultimi anni ad essere terra di conquista per le squadre italiane a caccia di affari, possibilmente low-cost. La Premier League resta il canale privilegiato per i calciatori che si affermano nelle terre del Nord, ma basti pensare ad Albin Ekdal, Simon Kjaer o Frederik Sorensen (senza dimenticare il talentuoso Hallenius, parcheggiato dal Genoa al Bellinzona) per capire come il mercato dell’Europa settentrionale sia una fonte importante per i club nostrani, soprattutto quando il bilancio non permette di avventurarsi in scommesse brasiliane o argentine, magari più affascinanti ma sicuramente più costose. La Juventus è una delle società che monitora con maggiore attenzione i campionati scandinavi e dopo Sorensen starebbe valutando un nuovo colpo in Danimarca: Mauro Sandreani, coordinatore degli osservatori bianconeri, sta visionando da diverse settimane Kenneth Zohore, colosso del Copenaghen di appena 17 anni.
Nato nella capitale danese ma da una famiglia di origini ivoriane, questo centravanti classe 1994 può vantare nel suo biglietto da visita una parentela molto significativa. Suo padre è infatti il cugino del fuoriclasse del Chelsea Didier Drogba, che rappresenta inevitabilmente uno dei modelli di Kenneth. Le caratteristiche del ragazzo si discostano da quelle del campione ivoriano, avvicinandosi più a due attaccanti a quali John Carew, termine di paragone spesso utilizzato in Scandinavia, e il primo Adriano. Zohore è infatti una prima punta dal fisico imponente (supera il metro e novanta d’altezza) ma stupisce anche e soprattutto per l’ottima sensibilità del suo piede sinistro. E’ una sorta di carrarmato col fioretto al posto del cannone: insuperabile nel gioco aereo, difficile da anticipare o da buttare a terra per via della sua mole, Kenneth è irresistibile in progressione, abile nello stretto e dispone di un calcio estremamente potente e preciso. A soli 17 anni ha ancora ampi margini di miglioramento e molto su cui lavorare e il tecnico del Copenaghen Solbakken sta centellinando il suo minutaggio, preferendogli N’Doye e Santin, proprio per non correre il rischio di bruciare uno dei talenti più fulgidi che il calcio danese ha espresso negli ultimi anni.
Il suo nome non è certamente nuovo per gli osservatori delle squadre europee. Basti pensare che nel 2008 era stato in prova all’Inter (su richiesta di Beppe Baresi) e al Chelsea, che continuano a monitorare la crescita di questo ragazzo cresciuto nello Skjold e passato al Copenaghen nel 2006. Col il club della capitale ha debuttato in prima squadra il 7 Marzo 2010, disputando gli ultimi 17 minuti del match contro l’AGF Aarhus, diventando a 16 anni e 35 giorni il più giovane esordiente della Superliga danese. La prima rete è arrivata invece nell’Ottobre del 2010, con un pregevole destro a giro (lui che è un mancino autentico) contro il Lyngby. Nello stesso mese per Kenneth è arrivata anche la soddisfazione di esordire in Champions League: un debutto da sogno, al Camp Nou contro i marziani del Barcellona, che gli ha permesso di diventare il terzo giocatore più giovane della storia a giocare nella massima competizione continentale per club. Dopo aver segnato a raffica con la maglia dell’Under 17 danese è stato precettato nell’Under 19, ma sono in tanti ad ipotizzare per lui una chiamata nell’Under 21 a stretto giro di posta, nonostante abbia da poco compiuto (lo scorso 31 gennaio) 17 anni.
Simone Gambino
Simone Gambino

Posted in: 





