mercoledì 30 giugno 2010

Kevin Prince Boateng: 1987 - Ghana



In quello che doveva essere il Mondiale africano, l'unica nazionale del continente nero a non aver deluso (e aver sorpreso) è stata il Ghana. Tra l'altro, la selezione più "imbottita" di giovani. In poche parole la più interessante per noi aspiranti talent scout. Per quanto riguarda il centrocampo (privo di una colonna come Essien) il calciatore ad aver impressionato più di tutti è sicuramente Kevin Prince Boateng. Il calciatore gode già di una carriera abbastanza lunga, nonostante la sua anagrafe indichi come data di nascita il 6 marzo del 1987. A Berlino però, e non in Ghana. Il fratellastro Jerome (stesso padre, madre diversa) a differenza sua ha scelto la nazionale tedesca. Anche lui ci aveva pensato, lascia pensare il fatto di aver giocato in tutte le nazionali giovanili tedesce, dalla U15 sino all'U21 collezionando 41 presenze. Ma alla fine ha scelto le 'Black Stars'.Ma torniamo alla sua carriera di club: è esploso in tenera età con la maglia dell'Herta, tantochè nel 2006 è stato votato come 'miglior Under 19 tedesco dell'anno". Due anni a grandi livelli (dal 2005 al 2007) e si trasferisce oltremanica, destinazione Tottenham: costo 5, 4 milioni milioni di sterline.Non l'avesse mai fatto: dopo qualche apparizione, riesce a mettersi contro tutto lo spogliatoio. Dopo solo un anno e mezzo (per giunta poco e mal giocato), nel gennaio 2009 torna in Germania in prestito al Dortmund. La tappa Borussia è breve: tornato a Londra viene subito ceduto al Portsmouth, che crede in lui è lo paga 4 milioni di sterline. L'anno della squadra è sfortunato, il club viene addirittura messo in amministrazione controllata, retrocede come ultima ma arriva clamorosamente in finale di FA Cup contro il Chelsea. In quella partita nè combina di tutti i colori: sbaglia il rigore per i suoi e infortunia Ballack, che sarà costretto a saltare il successivo Mondiale. Apparte quella partita però, è stato il migliore dei suoi in quest'ultimo anno, vincendo spesso il premio come miglior giocatore della settimana.

RIVALDO, PELE'... - Una cosa certa su Prince è che ama il calcio spettacolo: in tenera età dichiaro più volte di "voler a tutti i costi divertire il pubblico, ispirandomi a cultori come Rivaldo e Pelé". Uno strano episodio però gli capitò diversi anni fa: il commissario tecnico dell'U19 tedesca Uli Stielike dichiarò fermamente su Boateng: "Deve smetterla di pensare continuamente a queste stupidaggini, deve discostarsi da questo modello di 'calcio fantasioso' che non esiste". Dal giorno di quelle dichiarazioni, Prince ha 'tagliato i ponti' con questo genere di pensiero.A vederlo in effetti sembrerebbe davvero: iniziamo col dire che può giocare in tutti i ruoli del centrocampo, e persino da ala di attacco. Dà il meglio giocando da centrale di centrocampo, dove le sue caratteristiche tecniche e fisiche si esaltano maggiormente. Imponente fisicamente (184 centimetri), è dotato atleticamente ed in grado di dare un gran ritmo alla sua partita. Oltre alle sua fisicità molto importante, c'è da aggiungere una grande potenza e una buona base tecnica. Negli ultimi anni ha sviluppato un grande spirito di sacrificio, oltre ad esser migliorato tatticamente.Enrico Preziosi nè è rimasto estasiato, tanto da avviare diverse trattative con i Pompy per lui. Nelle ultime ore sembra essersi inserito il Napoli. Che dire? Speriamo approdi in Italia..

Salvatore Affronti

FIFA WORLD CUP SOUTHAFRICA2010 - DEFINITI I QUARTI DI FINALE!


Con la vittoria della Spagna sul Portogallo per 1-0 si sono conclusi gli ottavi di finale di Sudafrica2010 e sono stati ufficializzati i quarti di finale del Mondiale: tra tutte le partite spiccano quelle di Brazil-Netherlands e Argentina-Germany ma gare interessanti saranno anche Uruguay-Ghana e Spain-Paraguay, quattro delle squadre che vorranno fare la storia di questo sport...Saranno quattro match da non perdere assolutamente, li seguiremo tutti anche su GT!!!












QUARTI DI FINALE

PARTE ALTA
URUGUAY vs GHANA (ven 02.07 - 20.30)
NETHERLANDS vs BRAZIL (ven 02.07 - 16.00)

PARTE BASSA
ARGENTINA vs GERMANY (sab 03.07 - 16.00)
PARAGUAY vs SPAIN (sab 03.07 - 20.30)


NUMERO NAZIONALI AI QUARTI PER CONFEDERAZIONI: CONMEBOL (4) - CAF (1) - UEFA (3)

IL MONDIALE NEL FORUM DI GENERAZIONE DI TALENTI (SEZIONE TATTICA)

SALUTIAMO.....L'ITALIA



ITALIA ( 4-2-3-1; 4-4-2; 4-3-3).
Non penso di parlare da tifoso deluso nel descrivere come tragica la spedizione azzurra in Sudafrica. Da campioni del mondo in carica, non siamo riusciti a difendere il nostro titolo uscendo nel girone, a detta di tutti, più agevole del mondiale. In difficoltà contro squadre chiuse come Paraguay e Nuova Zelanda, a sorpresa la prestazione peggiore l’abbiamo offerta contro la Slovacchia che ha tenuto il pallino del gioco. Incomprensibili alcune scelte tattiche, il livello del calcio italiano evidentemente è calato significativamente. Urge ripartire da Prandelli, ma quali giocatori sono da salvare?

Federico Marchetti ( portiere, 1983, 3 presenze). Il suo Mondiale comincia a sorpresa durante l’intervallo del debutto contro il Paraguay causa i problemi di Buffon. Funge da spettatore non pagante contro Paraguay e Nuova Zelanda (pur subendo una rete), appare timoroso e insicuro contro la Slovacchia. Al Cagliari, con cui si è messo in mostra negli ultimi due campionati, aveva concluso male il suo campionato, ma Lippi non ha avuto dubbi scegliendolo come vice-Buffon. Ha mercato, anche fuori dall’Italia, ma la rassegna mondiale non aiuterà certo Cellino a chiedere cifre esagerate per il suo cartellino. VOTO 5.
Gianluigi Buffon ( portiere, 1978, 1 presenza). La maledetta schiena ci porta via il portiere della Juventus campione del mondo nel 2006 con 102 presenze tra i pali della nostra nazionale. Giusto un tempo contro il Paraguay e una rete su cui non può nulla al passivo. Resta fondamentale per Juve e Italia. In casa bianconera si è pensato di cederlo per fare cassa, ma l’ipotesi al momento sembra scongiurata. VOTO s.v.
Gianluca Zambrotta (terzino destro, 1977, 3 presenze). La sua convocazione al Mondiale ha destato qualche perplessità semplicemente in virtù della pessima stagione al Milan. Ma il terzino destro ex Juventus e Barcellona tra le altre, è risultato tra i più positivi della spedizione. Contro Paraguay e Nuova Zelanda si è occupato benissimo di entrambe le fasi fino a che le gambe lo hanno retto, calando nel finale. Stanco e impresentabile invece contro la Slovacchia. VOTO 6-.
Domenico Criscito ( terzino sinistro, 1986, 3 presenze). L’ingombrante ricordo del Grosso- versione Germania 2006 pesa sulle spalle del soldatino del Genoa giunto alla sua decima presenza in azzurro. Attento in copertura ( ci mancherebbe visto la pochezza degli avversari diretti), spinge pochissimo e male offrendo cross impresentabili. Non c’è traccia dell’esterno a tutto campo dello scacchiere di Gasperini. Resterà al Genoa, ma purtroppo in Italia ci manca un esterno mancino moderno. Nuovi Fabio Coentrao cercasi. VOTO 4,5.
Giorgio Chiellini (difensore centrale, 1984, 3 presenze). Arriva in Sudafrica in condizioni non ottimali, per un attimo Lippi ha pensato di impiegarlo nel suo vecchio ruolo di esterno sinistro basso. A posteriori avrebbe fatto bene a rischiare la mossa date le prestazioni traballanti fornite dal centrale della Juventus, lusingato dalle sirene inglesi, contro Nuova Zelanda e Slovacchia. Anticipato e colpevole in un paio di reti subite, naufraga con tutta la squadra. VOTO 4,5.
Fabio Cannavaro ( difensore centrale, 1973, 3 presenze). 37 anni e sentirli. Eroe di Germania 2006, da quando è passato al Real Madrid prima e alla Juventus (atto secondo) poi ha iniziato un triste e lungo declino che lo ha condotto fino alla firma per l’Al- Ahli con cui giocherà la prossima stagione. La grinta e l’orgoglio, soprattutto contro il Paraguay sembrano quelli di un tempo, ma ha almeno un paio di reti subite sulla coscienza. Troppo per un ex Pallone d’Oro, come il nostro ormai ex capitano. VOTO 5.
Christian Maggio ( terzino destro, 1982, 1 presenza). Quando ti porti tra i 23 un fluidificante completo come il terzino del Napoli di Mazzarri, capace di cambiare tatticamente una partita senza dover gioco forza cambiare il modulo è assolutamente uno spreco vederlo in campo soltanto per un tempo, nella disperata rimonta alla Slovacchia. Maggio, da cui Prandelli, dovrebbe a mio parere ripartire per l’immediato, gioca una partita vigorosa, a volte confusa ma perlomeno presentabile. Farebbe comodo per il gioco di Del Neri alla Juventus ma De Laurentiis non ha intenzione di privarsene. VOTO 5,5.
Daniele De Rossi ( centrocampista centrale, 1983, 3 presenze). Capitan futuro ci salva regalando un punto positivo con la sua rete al Paraguay, poi contro la Nuova Zelanda si procura il rigore del pareggio, trasformato da Iaquinta. Nelle prime due partite gioca da incontrista puro, recuperando palloni e mettendoci la solita grinta. Contro la Slovacchia va in campo il gemello scarso, senza idee, senza voglia, quasi impaurito. Insostituibile per la nostra nazionale, ha fallito la partita decisiva. VOTO 5,5.
Riccardo Montolivo ( regista, 1985, 3 presenze). L’infortunio di Pirlo lancia il neo capitano della Fiorentina come titolare in nazionale, con compiti di regia nel 4-2-3-1 scelto da Lippi. E Riccardo risponde offrendo finalmente due prove di personalità in mezzo al campo con tanti palloni giocati e alcune splendide e sfortunate conclusioni verso la porta avversaria. Dico due partite, perché la terza, al pari di De Rossi, la gioca il gemello che milita nei dilettanti. Prandelli ripartirà da lui. VOTO 5,5.
Andrea Pirlo ( regista, 1979, 1 presenza). 267 presenze, 31 reti nel Milan; 67 presenze, 8 reti nell’Italia per un giocatore senza simili e sostituti. A volte lezioso, resta un fuoriclasse nell’organizzare la manovra e il suo infortunio pesa tantissimo sulle spalle di Lippi. Rischiato nella ripresa contro la Slovacchia apporta personalità, lanci precisi e accende la luce della nazionale di cui resterà leader indiscusso a patto che si trovi una soluzione per impiegare assieme lui e Montolivo. VOTO 6 +.
Claudio Marchisio ( mezzala, 1986, 2 presenze). Novità dell’era Lippi-bis, la mezzala della Juventus che tanto spesso è stata paragonata a Tardelli gioca un mondiale pessimo. Colpa sua o colpa di Lippi che lo impiega in due ruoli differenti ed entrambi a lui semi- sconosciuti? Trequartista senza rifiniture contro il Paraguay, ala sinistra e destra senza gamba ed uno contro uno contro la Nuova Zelanda; viene fatto fuori nel match decisivo quando nel centrocampo a 3 avrebbe potuto interpretare benissimo il ruolo di mezzala, il ruolo in cui ha giocato con profitto con Empoli e Juventus. Da rivedere. VOTO 5.
Gennaro Gattuso ( mediano, 1978, 1 presenza). Dopo 73 presenze con la maglia azzurra “Rino” dice addio alla nazionale in concomitanza di un mondiale giocato soltanto nella partita contro la Slovacchia. Indispensabile in Germania 4 anni fa, è desolante vederlo sempre in panchina ma l’età si fa sentire anche per lui. Non ha ritmo e “audite audite” perde parecchi contrasti. Al capolinea anche la sua storia d’amore con il Milan dopo 298 battaglie. VOTO 5.
Mauro German Camoranesi ( mezzala, 1976, 2 presenze). La sua stagione alla Juventus, tra l’altro costellata da tanti guai fisici, non giustifica affatto la presenza in Sudafrica del nostro oriundo, campione in Germania 4 anni fa. Esterno di fascia destra con piedi capaci di esprimere qualità, Lippi lo manda in campo nei secondi tempi delle partite contro Paraguay e Nuova Zelanda in un ruolo da semi-trequartista. Il giocatore, in uscita dalla Juventus ( interessa alla Samp), semina palloni persi e caos anche se prova perlomeno a effettuare giocate di qualità, merce rara in questa nazionale. VOTO 5,5.
Simone Pepe ( ala destra/ sinistra, 1983, 3 presenze). Pedina fondamentale nel pensiero di Lippi, il neo acquisto della Juventus targata Del Neri agisce da esterno d’attacco sia nel 4-2-3-1 che nel 4-4-2 e infine nel 4-3-3. In tutte e 3 le situazioni offre partite di commovente generosità, condite da un dinamismo che farà felice il suo nuovo allenatore, ma la qualità è troppo scadente per un esterno d’attacco della nazionale 4 volte campione del mondo. VOTO 5,5.
Alberto Gilardino ( centravanti, 1982, 2 presenze). Il centravanti della Fiorentina parte da titolare come unico punto di riferimento offensivo nel 4-2-3-1 “lippiano” sia contro il Paraguay che contro la Nuova Zelanda ( per l’occasione in compagnia di Iaquinta). Conto i sudamericani svolge una partita tutta cuore e muscoli ma viene criticato ferocemente per non essere risultato mai pericoloso in una squadra che non sapeva come servirlo. Davvero male invece contro la Nuova Zelanda finisce il suo mondiale con una prova opaca come poche ne ha disputate in carriera. La Fiorentina non vuole privarsene ma Lione, Napoli e Juventus sperano ancora di averlo. VOTO 4,5.
Vincenzo Iaquinta ( attaccante, 1979, 3 presenze). Gioca da attaccante esterno, da seconda punta e infine da riferimento centrale nell’ultima uscita del suo sfortunato mondiale. Sempre poco pericoloso, più “piantato” del solito e poco lucido nei pressi dell’area avversaria, ha il merito di aver realizzato il rigore dell’ 1-1 salva faccia contro i neozelandesi e di avere dato il là alla rete illusoria di Di Natale contro gli slovacchi. Attenzione perché potrebbe essere il grande sacrificato della Juve di Marotta/ Paratici. VOTO 5.
Antonio Di Natale ( attaccante, 1977, 3 presenze). Arriva in Sudafrica da capocannoniere della serie A, grazie al ruolo cucito per lui da Marino nell’Udinese nel cuore dell’area avversaria. Lippi lo utilizza part time nelle prime due partite in cui Totò, relegato sugli esterni sbaglia tutto e di più intestardendosi a cambiare sempre gioco senza cercare l’uno contro uno e il tiro da fuori, vere specialità della casa. Contro la Slovacchia da titolare, ha solo il merito di segnare la rete del provvisorio 1-2, rete che peraltro non si poteva sbagliare. Giocatore di qualità cristallina, evidentemente soffre davvero il palcoscenico della nazionale lui che ha sempre giocato nelle cosiddette provinciali. VOTO 5.
Fabio Quagliarella ( attaccante, 1983, 1 presenza). Fino al 46° della partita contro la Slovacchia, tutti ci eravamo scordati della presenza dell’attaccante partenopeo, lusingato e tentato dalle offerte che provengono dalla ricchissima Russia. Mandato in campo nello sbilanciato 4-2-4 della ripresa contro Hamsik e compagnia, si preoccupa perlomeno di tentare con successo di saltare l’uomo, disciplina calcistica quasi dimenticata dagli attaccanti italiani. Impreziosisce la sua partita con uno splendido “cucchiaio” da fuori area che fissa il punteggio sul 2-3 finale e non fa altro che aumentare i rimpianti dei tifosi . VOTO 7.
Giampaolo Pazzini ( centravanti, 1984, 1 presenza). Il “Pazzo” vince il ballottaggio con Borriello come vice-Gila e strappa un ambito posto per il Mondiale. L’attaccante che in 56 partite con la Samp ha segnato ben 30 gol, molti ispirati dal rimpianto Cassano ha soltanto una mezzora contro la Nuova Zelanda per mettersi in luce ma non sfiora la palla esattamente contro Gilardino, mettendo in luce tutti i limiti dell’azione offensiva della nazionale italiana. Rimane un attaccante tra i più interessanti in Europa, lo sa bene la Juventus che si è vista chiudere la porta in faccia da Garrone: la Samp ripartirà dal suo centravanti. VOTO 5.

Mai utilizzati: Morgan De Sanctis (portiere), Leonardo Bonucci (difensore), Salvatore Bocchetti (difensore), Angelo Palombo (regista).

Michele Celli

FIFA WORLD CUP SOUTHAFRICA2010 - Ottavi di finale: Spagna-Portogallo 1-0 - Ancora Villa protagonista, furie rosse ai quarti


Grazie alla rete (in leggero off-side) del solito David Villa la Spagna approda ai quarti di finale eliminando dal Mondiale il Portogallo di un opaco e nervoso Cristiano Ronaldo. Partita in cui il Portogallo ha retto per i primi quarantacinque minuti di gioco, ma che nella ripresa ha visto prevalere la miglior tecnica e forza delle furie rosse, che ora dovranno affrontare nel prossimo turno il Paraguay.

PRIMO TEMPO. E' la Spagna a creare la prima occasione già dopo due minuti di gioco con un bel destro a giro dal vertice sinistro dell'area di Fernando Torres, sventato con un gran volo da Eduardo. Un minuto dopo ingresso in area dalla sinistra e tiro di Villa, ma ancora Eduardo è attento e para. La Spagna nei pr
imi minuti domina il campo e al 12° crea un'altra buona chance con uno schema da calcio d'angolo, ma il destro di Torres finisce alto. Al 21° si fa vivo per la prima volta il Portogallo con un destro da fuori di Tiago, Casillas respinge male, ma poi rimedia impedendo ad Almeida di mettere dentro da buona posizione. Al 27° si vede anche Cristiano Ronaldo con un punizione da fuori, Casillas respinge come può, poi Piquè spazza l'area. Due minuti dopo bella azione di Villa, ma il suo tiro termina di poco alto sopra la traversa. La Spagna fatica a trovare spazi per cercare di scardinare la gabbia portoghese e al 38° sono proprio i lusitani a sfiorare il clamoroso vantaggio, ma Hugo Almeida manda a lato di testa su cross di Raul Meireles. Si arriva così alla fine della prima frazione sul punteggio di 0-0.

SECONDO TEMPO.
La ripresa si apre con un altro brivido per la Spagna al 51°: sul cross di Almeida Puyol nel tentativo di deviare rischia l'autogoal, ma per sua fortuna la sfera termina in corner. Così al 58° Del Bosque decide di cambiare: fuori un ancora opaco e spento Fernando Torres e dentro Llorente, che tre minuti dopo il suo ingresso in campo sfiora la rete del vantaggio con un colpo di testa su cross di Sergio Ramos, ma Eduardo è fantastico nel respingere e sventare la minaccia. Al 62° ancora Spagna pericolosa con Villa che si accentra e calcia, ma il suo tiro sfiora di un nulla il palo. Ma un minuto dopo le furie rosse trovano la rete del vantaggio:classica azione tutta palla a terra della Spagna, tacco al limite dell'area di Xavi che libera David Villa (in leggero fuorigioco), primo tiro respinto da Eduardo, che però poi non può nulla sulla ribattuta in porta del neo bomber del Barcellona. Prima rete subita dal Portogallo in questo Mondiale e 1-0 meritato della Spagna. Quarto centro al Mondiale (come Higuain e Vittek) per il "guaje", che arriva anche a 42 reti con la Nazionale spagnola. Il Portogallo accusa il colpo e non reagisce, la Spagna fa il solito possesso palla e al 70° sfiora la seconda rete, ma Eduardo è ancora super nel respingere il tiro di Sergio Ramos. Al 77° nuovo duello Villa-Eduardo, con il portiere lusitano ancora bravo nel deviare la conclusione del numero 7 spagnolo. All'87° Spagna ancora vicina al raddoppio, ma il colpo di testa di Llorente termina fuori sfiorando il palo. Un minuto dopo espulso Ricardo Costa per una presunta gomitata ai danni di Capdevila. Dopo tre minuti di recuepero termina il match. La Spagna vince per 1-0 e si qualifica meritatamente per i quarti di finale del Mondiale dove ad attenderla troverà la sorpresa Paraguay. Per il Portogallo (giunto quarto nel 2006) mesto ritorno a casa con all'attivo una vittoria, due pareggi ed una sconfitta, ma soprattutto con un Cristiano Ronaldo notevolmente sottotono.


IL TABELLINO DEL MATCH


Francesco Tusi


SALUTIAMO LA....DANIMARCA



DANIMARCA ( 4-4-1-1; 4-4-2).
La squadra di Olsen è partita prudente contro la favoritissima del girone, l’ Olanda, salvo poi giocarsi le due gare decisive in maniera spavalda con il doppio centravanti Tomasson-Bendtner. Pochi rimpianti dunque dal punto di vista tattico per una nazionale su cui i fari erano accesi e puntati soprattutto sul reparto difensivo, giovane e di livello. Eppure contro il Giappone la Danimarca ha fallito clamorosamente l’appuntamento, tornando a casa delusa. Inspiegabile il calo nella prestazione durante la partita decisiva di molti degli uomini decisivi della squadra, Rommedhal su tutti.

Thomas Sorensen ( portiere, 1976, 3 presenze). L’esperto e navigato portiere dello Stoke City è titolare indiscusso della sua nazionale con cui ha giocato più di 85 volte. Sicuro e decisivo nelle prime due partite contro Olanda e Camerun, compie parate di pregevole livello. Contro il Giappone pur non avendo colpe macroscopiche sui gol subiti, appare invece stranamente insicuro soprattutto sui calci piazzati, in occasione dei quali legge male le traiettorie. Una carriera passata in Premier League, il suo posto allo Stoke City non è in pericolo. VOTO 6+.
Lars Jacobsen ( terzino destro, 1979, 3 presenze). Non un fenomeno questo esperto fluidificante della fascia destra in forza al Blackburn ( soltanto 13 presenze quest’anno), appare spesso in difficoltà quando si trova a difendere su giocatori più veloci e tecnici di lui come Elia o come i nipponici stessi. Tanta buona volontà, non rinuncia mai ad accompagnare la fase offensiva lasciando però un po’ scoperta la propria zona di competenza. Non avrà certo tanto mercato dopo un mondiale semi- anonimo. VOTO 5,5.
Simon Busk Poulsen ( terzino sinistro, 1984, 3 presenze). Titolare in difesa sulla fascia mancina, paradossalmente gioca la sua migliore partita contro l’Olanda al debutto quando però compromette tutto con uno sciagurato colpo di testa che provoca l’autorete di Agger. Vede i sorci verdi nella ripresa della partita contro il Camerun quando si trova di fronte Eto’ò, prova a scuotere la sua squadra nei primi minuti contro il Giappone senza riuscire a concludere nulla. In vista con l’AZ Alkmaar, con cui gioca anche sulla linea dei centrocampisti, mezza Premier League lo ha seguito con interesse. Fulham ,Wigan e Wolves sembrano favorite. VOTO 5,5.
Daniel Agger ( difensore centrale, 1984, 3 presenze). Leader assoluto della difesa danese, con i suoi 191 cm garantisce potenza e presenza fisica in marcatura, ma ha anche una tecnica di base sopraffina che gli permette di far partire l’azione con qualità e un tiro dalla distanza assolutamente letale. Tutte qualità viste (ad intermittenza causa tanti infortuni) nel Liverpool di Benitez, tenute colpevolmente nascoste in Sudafrica quando scosso dalla sfortuna autorete contro l’Olanda poi ha colpe sulla rete di Elia e soffre tantissimo anche le accelerazioni di Eto’ò ed Emana. Si riprende solo contro il Giappone. Interessa al Milan, e sarebbe un gran colpo. VOTO 5,5.
Simon Kjaer ( difensore centrale, 1989, 2 presenze). Non un grande Mondiale, a dirla tutta, per l’interessantissimo difensore del Palermo, tra i più seguiti di questo mondiale dai grandi club. Giovanissimo, alla sua prima manifestazione importante, forse soffre l’emozione quando si perde Kuyt in occasione del raddoppio dei tulipani. Non brilla nemmeno contro il Camerun, cede il passo contro il Giappone. Interessa da tempo la Juventus ma l’affondo decisivo sembra averlo fatto il Totthenam che ha offerto a Zamparini 35 milioni di euro per Kjaer e Cavani. VOTO 5,5.
Per Kroldrup ( difensore centrale, 1979, 1 presenza). L’esplosione del talento di Kjaer costa il posto da titolare nella sua Danimarca al centralone di 194 cm in forza alla Fiorentina e fresco di rinnovo con il club toscano. Titolare solo contro il Giappone, non ha il passo per apparire sicuro contro i rapidissimi attaccanti asiatici. La lentezza è sempre stata il suo tallone d’Achille mentre con il passare degli anni sta acquisendo sempre più pericolosità di testa sui calci piazzati offensivi. VOTO 5,5.
Christian Poulsen ( centrocampista centrale, 1980, 3 presenze). Non gioca da regista ma non gioca nemmeno da mediano o mezzala. Resta a presidiare la zona e disputa una buona partita in marcatura su Sneijder, poi pasticcia contro il Camerun sbagliando un disimpegno che costa la rete africana e fatica a trovare la propria posizione contro il Giappone. Appare un buon giocatore incompiuto, senza una propria filosofia di gioco. La Juventus l’ha messo sul mercato e spera perlomeno di coinvolgerlo in qualche scambio di giocatori, la Sampdoria ci fa un pensierino. VOTO 5,5.
Martin Jorgensen ( mezzala, 1975, 3 presenze). 93 presenze e 12 reti in nazionale, si è a malincuore allontanato dalla Fiorentina con cui ha disputato più di 150 partite per tornare in patria con l’Aahrus e conquistarsi un posto in Sudafrica. E il piano ha funzionato alla perfezione tanto è che Martin ha giocato tutte e 3 le partite del girone da titolare risultando un jolly assoluto della mediana. Impiegato prima come ala, poi come mezzala e infine come regista contro il Giappone, quando viene sostituito dopo mezzora nonostante non avesse sbagliato troppo. Imbarazzato in mezzo al campo in contrasto alla fisicità degli africani, forse proprio durante quella partita ha pensato di abbandonare la sua nazionale, notizia resa nota ufficialmente qualche giorno fa. VOTO 5,5.
Thomas Khalenberg ( mezzala, 1983, 3 presenze). Interno di centrocampo, ala o trequartista all’occorrenza, il suo trasferimento dall’Auxerre ( di cui era simbolo) al Wolsfburg non ha portato i frutti sperati e il centrocampista danese ha giocato soltanto 9 volte con la maglia degli ex campioni di Germania. In Sudafrica si è destreggiato molto meglio come esterno nel 4-4-1-1 contro l’Olanda che come interno di centrocampo, ruolo in cui ha giocato nella ripresa contro il Camerun entrando al posto di Jorgensen. Sicuramente più pronto fisicamente rispetto all’ex Udinese e Fiorentina, non ha i tempi del centrocampista centrale. Interessa al Monaco, club in cui il talentuoso giocatore del Wolsfburg potrebbe rilanciarsi. VOTO 6-.
Dennis Rommedahl ( centrocampista offensivo/ esterno, 1978, 3 presenze). 93 partite e 17 reti in nazionale dal 2000 ad oggi; altalenante nelle ultime stagioni in Olanda passate a cavallo tra Nec ed Ajax che ne detiene il cartellino, è un punto fermo dello scacchiere di Olsen. Trequartista di movimento, anche ala all’occorrenza, disputa due partite eccellenti contro Olanda e Camerun. Contro gli africani arriva anche la rete a impreziosire una partita in cui partecipa ad ogni azione offensiva della sua squadra. Inspiegabilmente fallisce completamente la partita decisiva in cui risulta assolutamente invisibile. All’Ajax, il giocatore visto contro il Camerun risulterebbe indispensabile comunque. VOTO 6+.
Jesper Gronkjaer ( ala sinistra, 1977, 2 presenze). Schierato da titolare soltanto contro il Camerun, in concomitanza con il passaggio al 4-4-2, gioca una partita di sacrificio con buoni spunti tecnici. Esce dal campo stremato, sentendo il peso dell’età che dopo un’ottima carriera passata in grandi club come Ajax, Chelsea ed Atletico Madrid lo ha costretto a ripiegare in patria al Copenaghen ormai già da 4 anni. Anche lui, come Jorgensen , ha ufficializzato il suo addio alla nazionale con cui ha giocato ben 74 volte segnando reti importanti. VOTO 6.
Christian Eriksen ( centrocampista offensivo, 1992, 2 presenze). Ecco a voi il giocatore più giovane del mondiale, già baby stellina dell’Ajax con cui conta 15 presenze in Eredivisie; dopo aver brillato ed entusiasmato con tutte le nazionali giovanili, sin dallo scorso marzo è entrato nel giro della nazionale maggiore collezionando 5 presenze. Il coraggio di Olsen è stato premiato da due buoni spezzoni di gara in Sudafrica, entrambi disputati da sostituto, in cui è riuscito a farsi notare per la disinvoltura con cui ha saltato il proprio diretto marcatore creando la superiorità numerica di cui la squadra aveva bisogno. Brevilineo, rapido, cattivo agonisticamente parlando, è corteggiato dai migliori club della Premier League ma blindato dall’Ajax nella speranza di non perderlo così giovane. Ha più volte dimostrato maturità chiedendo di restare ancora in Olanda per migliorarsi. Urge portarlo in Italia, sarà il nuovo Jorgensen, ancora più talentuoso. VOTO 6,5.
Jakob Poulsen ( esterno destro, 1983, 2 presenze). Dopo i pochi minuti contro il Camerun ha l’occasione di mettersi in mostra sostituendo Jorgensen alla mezzora del primo tempo della sfida decisiva contro il Giappone. Gioca una partita dignitosa sulla corsia destra, costringendo Khalenberg ad accentrarsi. Attualmente compagno di Jorgensen all’Aahrus, è stato a lungo corteggiato da Lotito durante il mercato invernale, ma la richiesta di 3 milioni di euro è stata giudicata forse eccessiva dal presidente laziale. VOTO 6.
Mikkel Beckmann ( mezzala, 1983, 1 presenza). Spiccioli di gara contro l’Olanda per questo centrocampista sconosciuto del Randers, novellino della sua nazionale con cui ha giocato soltanto in due occasioni. Non lo conosco e non mi esprimo. VOTO s.v.
Thomas Enevoldsen ( mediano, 1987, 1 presenza). Il centrocampista di contenimento del Groningen ( con cui ha sorprendentemente segnato 5 volte in 15 presenze) viene lanciato da titolare contro l’Olanda nella gabbia progettata da Olsen ai tre trequartisti degli orange. Gioca una partita di sostanza, senza troppi squilli ne patemi, ma da allora non rimette più piede in campo. Interessa al Benfica, potrebbe essere un idea interessante per chi cerca un incontrista giovane e ben piazzato fisicamente. VOTO 6.
Nicklas Bendtner ( centravanti, 1988, 3 presenze). Ha 22 anni ma sembra ormai un veterano come dimostrano le 12 reti in 34 presenze già collezionate in nazionale dal 2006 ad oggi. Già stabilmente protagonista con la maglia dell’Arsenal dal 2007, è una minaccia costante per le difese avversarie con i suoi 194 cm e il suo fiuto per il gol. Tecnicamente non eccelso, da lui ci si poteva attendere un salto di qualità più importante. In nazionale resta comunque un leader e un riferimento importante per la manovra offensiva, contro il Camerun trova la rete seguendo alla perfezione al centro dell’area lo spunto di Rommedahl, contro il Giappone invece gioca da fermo e non sfiora la palla. Wenger potrebbe anche pensare di cederlo, il mercato di certo non manca ma non credo possa diventare un fattore decisivo per squadre di prima fascia come il Milan che ha più volte sondato il terreno. VOTO 6.
Jon Dahl Tomasson ( centravanti, 1976, 2 presenze). Paga con la panchina lo schieramento più accorto scelto da Olsen per la partita contro l’Olanda, poi si riprende un posto da titolare che sembrava garantito alla vigilia se non altro in nome delle 108 presenze bagnate da 52 reti con la maglia della rappresentativa danese. Rapace d’area ancora in auge con la maglia del Feyenord dopo i fasti degli anni al Milan, in carriera ha sempre segnato camionate di gol. Non manca il suo nome tra i marcatori del mondiale grazie alla correzione sottomisura effettuata dopo il rigore da lui stesso sbagliato contro il Giappone. Le sue due partite restano però macchiate da troppi errori sottomisura che potevano benissimo essere reti pesanti. VOTO 5,5.
Soren Larsen ( attaccante, 1981, 2 presenze). Contro Camerun e Giappone è la carta giocata da Olsen nella ripresa per portare maggiore peso in attacco. Curiosamente però questo attaccante di peso alto ben 193 cm viene schierato largo sulla destra dove appare spaesato riuscendo comunque ad arginare le avanzate di Mbia, motivo principale per cui ,evidentemente, è stato mandato in campo. Buonissimo il suo score in nazionale, con 11 reti siglate in 20 presenze, impressionante anche il suo rullino di marcia al Duisburg con 5 reti in 7 partite durante la sua recente esperienza in Germania in prestito dal Tolosa dove non si è imposto. VOTO 5,5.

Mai utilizzati: Jesper Christiansen (portiere), Stephan Andersen (portiere), Patrick Mtiliga (difensore), William Kvist (difensore), Daniel Jensen (centrocampista).

Michele Celli

martedì 29 giugno 2010

FIFA WORLD CUP SOUTHAFRICA2010 - OTTAVI DI FINALE - PARAGUAY 5-3 (dcr) JAPAN - RIGORI STORICI PER GLI ALBIROSSI


...raggiunti quarti storici per la prima volta nella storia del Paraguay, Keisuke Honda & Company escono a testa altissima.... -

Sono serviti i calci di rigore, nel penultimo ottavo di finale, per promuovere ai quarti di finale il Paraguay contro un Giappone in campo messo bene ma sfortunato dall'errore di Komano che al momento del tiro decisivo colpisce la traversa. La partita, tuttavia, + stata molta tattica e poco divertente.

PRIMO TEMPO - Al Loftus Verfeld di Pretoria che ha chiuso la rassegna iridata nel primo tempo è successo ben poco. Da ricordare sono soltanto due conclusioni: il tiro di Barros al 20' con il miracolo di Kawashima e al 21' il palo di Matsui che colpisce la traversa con la più nitida palla gol di un primo tempo abbastanza noiso anche perchè entrambe le squadre sentono l'importanza del match e del raggiungimento di un risultato storico ed importante per entrambe le nazionali.

SECONDO TEMPO - Si aspetta un secondo tempo più vivace ma in realtà non succederà nulla e le squadre andranno ai tempi supplementari

TEMPI SUPPLEMENTARI - Durante i tempi supplementari succede anche ben poco, i più pericolosi sono stati i nipponici che nei primi minuti del primo tempo extra impegnano con Keisuke Honda su punizione il portiere paraguagio Villar. Dopo di ciò, non succederà più niente fino ai rigori.

RIGORI - I Paraguaiani non sbagliano mai, mentre l'errore decisivo che costa il quarto ai nipponici è di Komano che colpisce in pieno la traversa. PARAGUAY AI QUARTI e JAPAN che ESCE A TESTA ALTISSIMA DAL MONDIALE. Finale a Pretoria: PARAGUAY batte AI RIGORI JAPAN per 5-3, PARAGUAY AI QUARTI




IL MONDIALE NEL FORUM DI GENERAZIONE DI TALENTI (SEZIONE TATTICA)

FIFA WORLD CUP SOUTHAFRICA2010 - Ottavi di finale: Brasile-Cile 3-0 - Seleçao ai quarti con pieno merito


Gli uomini di Dunga spazzano via il Cile di Bielsa con un perentorio e quanto mai convincente 3-0. In rete Juan, Luis Fabiano e Robinho, ma ciò che sorprende di questo Brasile sono senza dubbio la forza e la solidità del gruppo costruito dall'ex giocatore capitano dei verdeoro. Per il Cile nulla da fare contro un Brasile così cinico e spietato. I verdeoro fanno davvero paura...

PRIMO TEMPO. E' il Brasile (che si presenta con due novità rispetto alla formazione tipo, vale a dire Ramires e Daniel Alves per gli acciaccati Melo ed Elano) a partire meglio ed a conquistare il pallino del gioco fin
dai primi minuti di gara creando al 5° la prima occasione con un diagonale di Luis Fabiano che termina ampiamente a lato. Al 9° altra buona chance per i verdeoro con un gran destro di Gilberto Silva sugli sviluppi di un corner, ma Bravo mette ancora in angolo. Al 15° sono ancora i verdeoro a provarci con un tiro da fuori di Ramires, ma Bravo para facile. Nella fase centrale è sempre il Brasile a controllare le redini del gioco, nonostante non forzi tantissimo il ritmo, ed anzi giochi quasi in surplace. Ma quando i ragazzi di Dunga decidono di accelerare non v'è difesa che tenga. Minuto 34: Maicon pennella un delizioso cross dalla bandierina, Juan stacca più in alto di tutti ed insacca per l'1-0. Il Cile rimane tramortito dal morso dei verdeoro e si scioglie come neve al sole favorendo al 38° il raddoppio brasiliano: azione molto bella che parte da Robinho, che cede a Kakà che al limite libera con un bel passaggio Luis Fabiano, che dribbla il portiere in uscita e deposita nella porta sguarnita per il 2-0. Micidiale uno-due dei ragazzi di Dunga che praticamente condannano il Cile ad un secondo tempo di pura agonia.

SECONDO TEMPO
. Alla ripresa dei giochi Bielsa decide di cambiare qualcosa inserendo Valdivia e Tello per Gonzalez e Contreras. Ma la musica non cambia, con il Brasile sempre padrone assoluto del gioco. Al 48° ci prova Daniel Alves direttamente su punizione, ma il suo tiro termina abbondantemente alto. E così al 59° la seleçao trova anche il tris: Ramires recupera palla a centrocampo, si invola verso la porta, arrivato al limite cede a Robinho che con un destro angolato batte Bravo per il 3-0. Partita e qualificazione più che in cassaforte per il Brasile che un minuto dopo sfiora addirittura il poker con un bolide dalla distanza di Daniel Alves che sorvola davvero di un nulla l'incrocio dei pali. Al 69° sempre il Brasile pericoloso con una discesa sulla sinistra di Bastos, palla dentro per Kakà che controlla bene ma poi sbaglia tutto da buona posizione. Al 75° si vede per la prima volta il Cile con Suazo che si gira bene in area e batte a rete, ma trova sulla sua strada un attento e pronto Julio Cesar che devia in corner. All'82° altra chance per i verdeoro con ancora Bastos protagonista sulla fascia, cross per il neo entrato Nilmar che di testa però spedisce alto. Due minuti dopo buona occasione per il Cile, ma il diagonale di Beausejour finisce fuori di poco. Al 90° errore di Lucio, ma Valdivia non ne approfitta calciando fuori. L'ultima occasione è del Brasile al 92° con Bastos che fa un gran numero sulla sinistra, ma il suo diagonale finisce a lato di poco. La partita si conclude così con il meritato e giusto 3-0 per il Brasile, che nei quarti affronterà in un match (che speriamo sia bello ed affascinante) l'Olanda di Sneijder e Robben. Il Cile torna a casa e viene eliminato agli ottavi dal Brasile proprio come nel 1998 nel Mondiale di Francia (allora finì 4-1 per la seleçao).


SALUTIAMO IL.....CAMERUN



CAMERUN (4-3-3)
Male, malissimo, davvero deludente la spedizione in Sudafrica degli ex leoni indomabili. A 20 anni esatti da Italia 90 quando Roger Milla e compagni impressionarono il mondo il Camerun non ha fatto nessun passo in avanti. Tatticamente preparati, i giocatori camerunensi sembrano aver perso molta brillantezza e molta voglia di stupire con i loro mezzi atletici. Poca freschezza, poca propensione al gioco d’attacco, anche i contropiedi non sono più quelli delle notti magiche. Nemmeno il suo condottiero numero 1 Eto’ò ha lasciato troppo il segno pur apparendo tra i marcatori, forse a causa di una posizione considerata dal calciatore stesso troppo distante dalla porta. La rosa però è composta da giocatori molto giovani e chissà che in Brasile Milla e compagni non tornino ad essere soltanto un lontano ricordo lasciando spazio a nuovi eroi.

Hamidou Souleymanou
( portiere, 1973, 3 presenze). Un veterano, gioca da una vita nel campionato turco , attualmente difende la porta del modesto Kayserispor. Prende il posto in squadra che doveva essere del più celebre Kameni e non lo molla per tutto il mondiale. Fa una figuraccia soltanto all’esordio quando appare quantomeno insicuro su quasi tutte le uscite alte, poi si difende bene e blocca sicuro molti tiri insidiosi. VOTO 6-.
Benoit Assou Ekotto ( terzino sinistro, 1984, 3 presenze). Cresciuto in Francia con la maglia del Lens, dal 2006 gioca con il Totthenam oscurando il talento di Bale, spesso relegato a fargli da riserva. Grande dinamismo e facilità di corsa, appare molto distratto e pressappochista quando si tratta di difendere, soffendo sia Matsui che gli altri avversari diretti. Un Mondiale di certo al di sotto delle aspettative, con il Totthenam ha rinnovato il contratto di recente. VOTO 5.
Sebastien Bassong ( difensore centrale, 1986, 2 presenze). Destino simile a quello di Assou Ekotto, suo compagno di club al Totthenam e di origini francesi come lui; Bassong in Premier League ha imposto i suoi 188 cm di esplosività molto meglio rispetto a quanto fatto al Mondiale quando nella partita contro la Danimarca perde Bentner nell’azione della rete scandinava. Tale errore compromette la sua partita e gli costa un posto da titolare nell’ultima inutile partita contro l’Olanda. In Inghilterra può sicuramente confermarsi su livelli molto alti. VOTO 5,5.
Gaetan Bong ( difensore centrale, 1988, 1 presenza). La sua presenza da titolare nel match ininfluente ai fini della classifica contro l’Olanda appare come un premio per questo interessante e giovane difensore centrale in forza al Valenciennes di cui è stato assoluto perno difensivo. Bong, praticamente all’esordio con la sua nazionale ha giocato una gara energica senza mollare un solo centimetro, non ha la personalità per guidare la difesa di Bassong ma è un ragazzo di prospettiva. Da seguire con attenzione. VOTO 6.
Aurelien Chedjou ( centrocampista centrale, 1985, 1 presenza). Convocato come difensore, nel Lille gioca quasi sempre come mediano davanti alla difesa e nella stessa posizione è stato impiegato nel turn over massiccio programmato per la sfida contro l’Olanda. Chedjou non ha affatto demeritato, lasciando nel c.t e negli spettatori più di una perplessità a riguardo del suo mancato utilizzo nei match precedenti. VOTO 6 +.
Geremi Njitap ( terzino destro / mediano, 1978, 3 presenze). Il mondiale dell’esperto jolly ex Real Madrid, Chelsea e Newcastle comincia in sordina con la panchina contro il Giappone. Promosso a titolare mostra la sua nota duttilità tattica giocando bene sia come mediano davanti alla difesa con licenza di allargarsi sulla fascia destra che come esterno difensivo destro durante l’ultimo match contro l’Olanda. Il Mondiale dimostra quanto questo soldatino con 112 presenze in nazionale sia ancora integro fisicamente e utile alla causa della squadra turca dell’Ankaragucu in cui è approdato a inizio 2010. VOTO 6,5.
Stephane Mbia ( terzino destro/ mediano, 1986, 3 presenze). Altro jolly eclettico che si destreggia bene in tutti i ruoli difensivi e anche come mediano di copertura, in nazionale si mette alla prova in tutto il repertorio. La corsa è quella sicuramente tipica dell’esterno di difesa, ma è troppo timido e si occupa troppo di presidiare la zona di competenza senza spingere abbastanza. L’unica volta che attacca colpisce l’incrocio dei pali dimostrando di poter essere pericoloso. Il Marsiglia fissa il prezzo del suo centrocampista (ruolo che ricopre in Ligue 1) attorno ai 16 milioni di euro. Cifra esosa per quanto visto in Sudafrica ma che non spaventa Milan, Arsenal e Bayern Monaco fortemente interessate ad assicurarsene le prestazioni. VOTO 5,5.
Nicolas Nkolou ( difensore centrale, 1990, 3 presenze). Autentica rivelazione del Camerun di questo mondiale è questo giovanissimo difensore centrale del Monaco con 54 presenze già all’attivo in Ligue 1 e 14 gettoni con la propria nazionale nonostante abbia appena compiuto 20 anni. Eppure ha giocato un campionato del mondo da assoluto titolare nel cuore della difesa dei leoni d’Africa, giocando tra l’altro un’eccellente partita contro la Danimarca. Dimostra grandi limiti di velocità, si perde Honda in occasione della rete che porta in vantaggio il Giappone ma conquista tanti osservatori che difficilmente riusciranno però a strapparlo all’ambizioso Monaco con cui ha appena rinnovato il contratto. VOTO 6.
Achille Emana ( centrocampista offensivo, 1982, 2 presenze). In 2 anni al Betis dopo aver collezionato 226 presenze con il Tolosa ha lasciato il segno già 21 volte in 63 apparizioni, dimostrandosi pericolosissimo in zona-gol. Mezzala, regista o trequartista non rinuncia mai alla giocata senza palla o a seguire ogni azione offensiva. A volte egoista, mette comunque molta vivacità alla trequarti dei leoni indomabili facendo sentire Etò’ò meno solo durante l’unica gara giocata in coppia contro la Danimarca. Piace al Palermo e al Porto, può essere utile a qualsiasi club. VOTO 6+.
Eyong Enoh ( centrocampista centrale, 1986, 2 presenze). Il centrocampista dell’Ajax gioca da titolare le prime due sfide del mondiale e gioca due partite insufficienti, ordinate e senza squilli. Lascia il posto contro l’Olanda proprio lui che è stato il primo camerunense a vestire la maglia dei lancieri d’Olanda. Solo muscoli, al Camerun serviva un regista e non poteva essere lui. VOTO 5,5.
Jean Makoun ( regista, 1983, 3 presenze). Un Mondiale da incubo quello del più navigato dei centrocampisti camerunensi. Sbiadita copia del giocatore ammirato al Lione nelle ultime due stagioni, sbaglia passaggi elementari offrendo una regia troppo pericolosa per la retroguardia della sua squadra. Contro la Danimarca entra e perde subito la marcatura di Rommedhal, provocando poi soltanto danni. Si riprende contro l’Olanda quando ormai non conta più. Piace a Juventus, Manchester United e alle grandi spagnole, il mondiale non avrà certo alzato alle stelle il suo prezzo. VOTO 5.
Joel Matip ( mediano, 1991, 1 presenza). Quando si dice bruciare un giovane, si ricorderà l’esperienza del difensore/centrocampista tedesco, naturalizzato camerunense ai mondiali di Sudafrica. Già 20 presenze e 3 reti con il club dello Schalke 04, è partito titolare all’esordio contro il Giappone nel peggior Camerun degli ultimi anni pagando un pizzico di emozione e la pessima prova della propria squadra. Da allora perde il posto e non lo ritrova più nemmeno nell’ultima passerella contro l’Olanda; molti osservatori non apprezzano e storcono il naso dato che avrebbero volentieri rivisto all’opera uno dei giocatori più giovani di questa rassegna. La squadra del Ruhr gli ha rinnovato il contratto e lo blinda tenendolo lontano da qualsiasi tentazione. VOTO 5,5.
Landry Nguemo ( mezzala, 1985, 1 presenza). Arrivato al Celtic la scorsa estate dal Nancy si è subito imposto a titolare collezionando 30 presenze. Brevilineo, rapido e grintoso, per lui al Mondiale c’è stato spazio soltanto nell’ultima partita contro l’Olanda. Ha giocato una partita incolore, nascondendosi nella mediana camerunense. Al Celtic in prestito con diritto di riscatto è probabile che Mowbrey lo tenga nel suo club. VOTO 5,5.
Alexandre Song ( regista, 1987, 2 presenze). Curioso che un ragazzo classe 87 con più di 60 presenze nell’Arsenal di Wenger non trovi posto da protagonista nel Camerun sbiadito visto in Sudafrica. Regista e metronomo dotato di tecnica ed esplosività, all’occorrenza può occupare e bene anche un posto al centro della difesa. Ha giocato da titolare la partita contro la Danimarca destando l’impressione che con lui a cominciare l’azione tutta la squadra giri a dovere, evidentemente però non ha convinto il c.t che gli ha successivamente regalato solo spiccioli di ripresa contro l’Olanda. Sarà difficile strapparlo all’Arsenal con cui ha rinnovato in inverno. VOTO 6.
Vincent Aboubakar ( attaccante, 1992, 2 presenze). Eccoci qui, di fronte a un classe 92 protagonista di un campionato del mondo. Ha esordito con la sua nazionale a fine maggio in un amichevole con la Slovacchia ed ha convinto tutti, vincendo un biglietto per il Sudafrica. Lanciato titolare nella passerella contro l’Olanda dimostra di avere nel proprio bagaglio tecnico spunti molto interessanti. Centravanti atipico, si è messo in mostra nel Cotonsport attirando l’attenzione di diversi club. Il Valenciennes sembra aver agito d’anticipo, ma l’annuncio ufficiale tarda ad arrivare per cui c’è ancora spazio per sperare di vederlo in serie A. VOTO 6,5.
Eric Choupo-Moting ( attaccante, 1989, 2 presenze). Titolare contro Giappone e Olanda, parte come attaccante esterno sinistro nel tridente disegnato dal c.t. Spesso confusionario e spaesato in un ruolo non suo, arriva poco lucido alle conclusioni sotto porta sbagliando tanto. Meglio contro l’Olanda quando agendo più da centravanti offre buone sponde ai suoi compagni sfruttando i suoi 190 cm d’altezza. Quest’anno ha segnato 5 volte in 25 presenze con il Norimberga, segnando anche nel decisivo spareggio salvezza contro l’Augsburg. Dovrebbe tornare all’Amburgo, club che ne detiene il cartellino. VOTO 5,5.
Samuel Eto’ò ( attaccante, 1981, 3 presenze). Leader del Camerun ormai da anni, con la sua nazionale ha segnato 46 volte in 99 presenze. Goleador nato, può svariare in tutti i ruoli dell’attacco così come ha dimostrato durante l’ultima stagione all’Inter. In nazionale però si aspettava di giocare da centravanti finalizzatore, mentre al debutto viene schierato come attaccante esterno. Riportato al centro contro la Danimarca segna, colpisce un palo e disputa una partita eccelsa. Stanco e demotivato contro l’Olanda rimpingua comunque la sua classifica cannonieri realizzando un calcio di rigore. VOTO 6 +.
Mohamadou Idrissou ( attaccante, 1980, 3 presenze). Tre presenze ma tutte da s.v, nei minuti finali delle varie partite. Idolo del Friburgo, con cui ha segnato 25 volte dal 2008 ad oggi, ha passato una discreta carriera in Germania senza però mai mantenere le promesse fatte nel 1999 al FIFA World Youth Championship, in cui fece grandi cose. L’opportunità della vita potrebbe arrivare dal prossimo anno con lo Stoccarda che sembra interessatissima alla sua stazza fisica (190 cm). VOTO s.v.
Pierre Webo ( attaccante, 1982, 2 presenze). Parte da titolare al centro dell’attacco camerunense contro la Danimarca, salvo poi scambiarsi il ruolo con Eto’ò nella sfida alla Danimarca. I risultati sono comunque pessimi per un giocatore che dovunque è andato (Nacional, Osasuna, Maiorca) ha sempre segnato partendo da lontano. Vicino alla porta si è trovato in imbarazzo andando spesso a cercarsi palloni sulla trequarti, zona di campo a lui più familiare. Fino a questo Mondiale Webo si era sempre distinto in nazionale come l’uomo delle reti importanti, come quella segnata al Marocco che ha permesso al Camerun di essere presente in Sudafrica. VOTO 5.

Mai utilizzati: Carlos Kameni (portiere), Guy Roland Ndy Assembe (portiere), Rigobert Song (difensore), Georges Mandjeck (centrocampista).

Michele Celli

CALCIOMERCATO, Tutti i nuovi (per gli altri) talenti in vetrina al mondiale (SECONDA PARTE)


In periodo di calciomercato è normale che gli addetti ai lavori puntino la loro attenzione sulla grande vetrina qual'è il mondiale in Sud Africa. Certo è che i giocatori che manifestano le loro potenzialità per le prime volte sotto quei riflettori vedono aumentare in modo esponenziale il loro valore e allora siamo qui a portare alla vostra attenzione i nomi "caldi" di questo torneo ponendo l'accendo su quelli che , se ci avessero ascoltato, sarebbero costati molto meno :

 
Michael Bradley (1987 - Usa) : Figlio del ct della nazionale a stelle e strisce fin ora era sempre stato considerato da quasi tutti un "raccomandato". Almeno secondo gli altri. Ai tempi dell'Herenveen, infatti, si era meritato giàun breve profilo sul nostro forum. Ora milita nel Borussia M'gladbach.

Samuel Inkoom (1989 - Ghana): Purtroppo il ct del Ghana continua a puntare sui modesti Paintsil e Sarpei ma sappiate che il Ghana si ritrova in casa un potenziale fenomeno. Inkoom gioca già in Europa nel Basilea ma ai tempi del Asante Kotoko di Kumasi veniva così definito da noi : " Rapidissimo, copre l’intera fascia destra oltre ad adattarsi come centrale di centrocampo. Bravo in fase offensiva, dove non manca mai di proporsi sia sulla fascia, da cui lascia partire traversoni a ripetizione, sia per via centrali, dove, sfruttando le triangolazioni con i compagni gli capita di trovarsi in area di rigore. Non solo fase offensiva per lui: bravo nel tackle, dice la sua anche in fase difensiva."

Quincy Owusu-Abeyie (1986 - Ghana) : Agli inizi della carriera nell'Arsenal vero e proprio fenomeno e ora completo sconosciuto del Al Sadd in Qatar . Quincy Owusu sembra essere l'emblema del giovane talentuoso che non riesce a sfondare. Ha doppio passaporto ( per lui anche tre gol con la maglia dell'under21 olandese) e noi quindi continuiamo a proporlo come scommessa su cui puntare.

Kevin Prince Boateng (1987 - Ghana): Al pari di Owusu ha doppio passaporto e ha militato dall'under 15 fino all'under 21 tedesca facendo parte di ogni rappresentativa giovanile. Vero e proprio prototipo di "centrocampista moderno" a cui non manca nulla milita in Inghilterra nel Portsmouth. Associa un'ottima tecnica ad un fisico eccezionale e va ad aumentare il livello del centrocampo ghanese che vanta già Essien (purtroppo infortunato), Muntari, Asamoah e gli altri ottimi giovani Annan e Badu.

Hassan Yebda (1984 - Algeria) : Centrocampista centrale di contenimento, con la sua nazionale ha cercato anche di supportare la manovra, dialogando con Ziani e inserendosi più volte palla al piede. Non un fulmine di guerra, ha il merito di avere fatto vedere il top del proprio repertorio proprio contro l’Inghilterra, giocando una partita di altissimo livello. Rientrerà al Benfica che potrebbe anche prestarlo nuovamente in Francia o Inghilterra.

Itumeleng Khune (1987 - Sud Africa): Secondo noi molto sottovalutato, come parecchi suoi compagni di nazionale. Khune è un portiere molto efficace e spettacolare da vedere. Merita un campionato di livello superiore a quello sudafricano.

Siboniso Gaxa (1984 - Sud Africa) : Al pari di Khune crediamo che questo terzino destro meriti palcoscenici di maggiore livello. Buona tecnica e ottima corsa per un giocatore che difficilmente si vede demeritare in partita. Notato già alla Confederation Cup sta confermando ciò di buono fatto vedere.

Tsepo Masilela (1985 - Sud Africa) : Con la carenza di buoni giocatori nel ruolo di terzino sinistro ci meravigliamo come Masilela ancora non abbia ricevuto offerte dal vecchio continente. E' dotato di personalità da vendere, di fisico e di un ottimo mancino.

Sotiris Ninis (1990 - Grecia) : Mandato in campo con il contagocce da Rehhagel, incredibilmente lasciato a sedere contro la Corea quando avrebbe potuto interpretare sicuramente meglio di Charisteas il ruolo di esterno offensivo di centrocampo. Qualche minuto nella ripresa contro Nigeria e Argentina sono pochi per giudicare il talento del Panathinaikos che ha fatto impazzire in Europa League la Roma di Ranieri. Il giocatore che vanta già 5 reti in 66 presenze nel suo campionato, interessa a Roma e Genoa ma è tenuto sotto stretta osservazione anche dai collaboratori di Ferguson. Per averlo “bastano” 10 milioni, la pazzia sarebbe che nessuno li pagasse

Toni Kroos (1990 - Germania) : Stesso discorso fatto per Ninis, meriterebbe più spazio. Certo è che la partecipazione ad un mondiale non può che giovargli e portare un bagaglio notevole di esperienza al di là delle presenze in campo.

LEGGI QUI LA PRIMA PARTE DI QUESTO SPECIALE

Si ringrazia per la collaborazione Michele Celli

lunedì 28 giugno 2010

CALCIOMERCATO - Il punto della situazione


Prosegue la nostra rubrica sul calciomercato estivo. Con Luglio alle porte il mercato sta per entrare nella sua fase più calda. I maggiori club d’Europa si muovono nell’ombra per mettere a segno acquisti importanti. Il Manchester City è ad un passo dal giovane difensore tedesco Jerome Boateng, fratello del talento della nazionale ghanese Kevin Prince Boateng.

Quest’ultimo è seguito attentamente dalla Lazio di Claudio Lotito, ma la trattativa molto probabilmente si svilupperà una volta terminato il mondiale. Sul fronte cessioni invece, il Wisla Cracovia sembra essere interessato a Makinwa e Meghni.
Sull’altra sponda del Tevere, la Roma è vicinissima all’acquisto di Knezevic aspettando che la situazione legata a Burdisso si sblocchi. L’Inter, padrona del cartellino, chiede 10 milioni di euro. Cifra alta che può essere colmata con qualche cessione, Baptista su tutti.
Le altre trattative giunte alla conclusione, hanno visto passare Michael Ballack dal Chelsea al Bayer Leverkusen a parametro zero. Barreto dal Bari all’Udinese in comproprietà e Davide Lanzafame dal Palermo alla Juventus con la formula del prestito.

Valerio Spadoni

FIFA WORLD CUP SOUTHAFRICA2010 - OTTAVI DI FINALE - NETHERLANDS 2-1 SLOVAKIA - Netherlands ai quarti di finale con il minimo sforzo, ma che rischio!!!


....esce a testa alta una Slovakia che va male in difesa, decidono Robben e Snejider su distazioni difensive ed una rete su rigore di Vittek -

PRIMO TEMPO - Al "Moses Mabhida" di Durban parte bene la Slovakia che con un'azione solitaria del giovane Weiss libera al tiro Jendrisek che spara alto sopra la traversa.
La risposta olandese è un tiro di Snejider al 4ì che si spegne alto sopra la traversa. Serve una giocata per aprire il match e ci pensa al 17' Arjen Robben che porta a se tre difensori che ingenuamente lo inseguono e si fanno superare, il fuoriclasse del Bayern realizza così l'1-0 battendo un imperfetto Mucha.
Lo stesso Robben al 31' si fa ammonire per fallo di mano netto. Mentre nel finale di primo tempo una conclusione di Van Persie sarà facile preda di Mucha. Attendiamo un secondo tempo vivo dove Hamsik e Compagni ci proveranno per riaprire questo match c hiuso, un primo tempo davvero noioso in cui gli olandesi, tranne nell'azione del gol, non hanno dimostrato un buon gioco da primi della classe.

SECONDO TEMPO - Il secondo tempo è ancora più emozionante rispetto al primo tempo. Al 50' Robben sfiora il gol del 2-0, pallone deviato in angolo da Mucha che un minuto dopo deve rifarsi sul tiro ravvicinato di de Jong.
Al 59' è Van Persie ad impegnare su punizione ma il gioco viene fermato per fallo di Kuyt sull'estremo difensore slovacco. Al 66' dopo una buona azione individuale è Stoch ad impegnare in angolo Stekelenburg, mentre al 67' è Vittek ad avere l'occasionissima del pareggio ma Stekelenburg ancora una vola fa il miracolo.
Quando sbagli nel calcio la paghi: è quanto succede alla Slovakia. all'83' ennesimo svarione della difesa slovacca ed il raddoppio è di Snejider sull'assist di Kuyt. Il match praticamente termina qui, ma ci sarà ancora il tempo del gol della bandiera di Vittek (momentaneamente capocannoniere a 4 reti insieme all'argentino Gonzalo Higuain) su rigore per fallo di Stekelenburg su Jakubko in area di rigore. La partita termina 2-1, la nazionale dei tulipani passa ai quarti di finale con il minimo sforzo mentre la Slovakia esce dal torneo a testa non alta ma altissima nel primo vero torneo calcistico per questa nazione ad una competizione come il Mondiale di Calcio, complimentissimi alla SLOVAKIA!. Finale di un tutto esaurito Moses Mabhida: NETHERLANDS 2-1 SLOVAKIA, NETHERLANDS AI QUARTI DI FINALE!!!




IL MONDIALE NEL FORUM DI GENERAZIONE DI TALENTI (SEZIONE TATTICA)

FIFA WORLD CUP SOUTHAFRICA2010 - Ottavi di finale: Argentina-Messico 3-1 - Doppio Tevez e Higuain lanciano l'Argentina, Rosetti che errore!


L'Argentina di Diego Armando Maradona liquida con un netto e perentorio 3-1 il Messico di Aguirre ed approda così ai quarti di finale (dove ad attenderla c'è la Germania) grazie alle reti di Tevez (una in fuorigioco nel primo tempo, una invece fantastica nella ripresa) ed Higuain (solo al comando della classifica marcatori con il suo quarto centro personale). Per il Messico (eliminato ancora una volta come quattro anni fa dall'albiceleste) ennesima bocciatura in un Mondiale agli ottavi di finale, superati solo nelle edizioni casalinghe del '70 e dell'86.

PRIMO TEMPO. A sorpresa è il Messico a partire forte, dimostrando di non avere alcun timore reverenziale nei confronti della più blasonata Argentina. E così all'8° è Salsido con un gran destro dai trenta metri a scuotere la partita centrando in pieno la
traversa della porta di un quanto mai sorpreso Romero. Un minuto dopo sempre Messico in avanti con Guardado che sfiora la rete con un bel tiro di sinistro che termina di poco a lato. Avvio dunque favorevole ai centroamericani, ma al 12° si fa viva l'Argentina con un pallonetto dal limite di Messi ben controllato da Perez. Due minuti più tardi altra chance per il Messico con Dos Santos che lancia Hernandez, ma il tiro del futuro attaccante del Manchester United termina fuori. L'Argentina sembra poter capitolare da un momento all'altro, ma al 25° alla prima limpida occasione passa in vantaggio, con l'aiuto del duo Rosetti-Ayroldi: Perez in uscita ferma l'iniziativa di Tevez, la sfera arriva a Messi che colpisce di piatto sinistro verso la porta, dove Tevez in evidente off-side corregge di testa per l'1-0. Ayroldi non ha dubbi e corre subito verso la metà campo, Rosetti si fida del suo assistente e convalida. Topica clamorosa del duo di giudici nostrano, che conferma la giornataccia nera degli arbitri (goal nettamente buono non dato a Lampard nel pomeriggio in Germania-Inghilterra). Prima rete di Tevez in questo Mondiale, goal che risulterà fondamentale e peserà come un macigno sul proseguio della gara. Il Messico dopo la rete subita si squaglia come neve al sole, denotando tutti i propri limiti strutturali e caratteriali e l'Argentina al 33° ne approfitta per siglare la rete del raddoppio: Osorio appoggia male all'indietro, Higuain è bravissimo nell'intercettare palla, saltare Perez in uscita e depositare nella porta ormai sguarnita. Quarta rete in questo Mondiale per il Pipita, ora solo in testa alla classifica dei marcatori del torneo. Al 37° l'albiceleste ha addirittura la palla del tris, ma prima Perez è bravissimo nel respingere il diagonale di Di Maria, e poi Tevez si fa ribattere la conclusione a porta ormai sguarnita. Al 42° nuova chance di triplicare per i ragazzi di Maradona, ma Higuain dapochi passi la sciupa spedendo a lato di testa un cross proveniente dalla destra. Al 44° si rivede il Messico con un destro da fuori di Marquez blocato facile da Romero. Si va al riposo sul punteggio di 2-0 per l'albiceleste e con una mezza rissa dietro le panchine all'uscita dal campo, con Rosetti che naturalmente non prende provvedimenti denotando poca personalità.

SECONDO TEMPO. La ripresa si apre con subito un cambio nelle file messicane: fuori uno spento Bautista e dentro il giovane Barrera. Il Messico si butta subito in avanti a caccia della rete che riaprirebbe il match, ma l'Argentina è di un cinisimo imbarazzante e al 52° chiude definitivamente i giochi: azione personale di Carlitos Tevez che dopo un contrasto vinto lascia partire da fuori area un fantastico e scintillante destro di rara potenza e bellezza che si insacca quasi all'incrocio dei pali della porta di Perez. 3-0 e gioia sfrenata (con pr
olungato e bellissimo abbracccio con Maradona) per l'attaccante del Manchester City del nostro Roberto Mancini. Il Messico inizialmente accusa il colpo del ko inflitto dal missile di Tevez, ma poi con la forza dell'orgoglio cerca la rete della bandiera. Al 60° numero sulla fascia di Barrera, che però poi calcia fuori da posizione defilata. Tre minuti dopo è Hernandez a sfiorare il goal con un colpo di testa di poco fuori su cross di Barrera. Mentre al 70° Heinze salva proprio sulla linea di porta un colpo di testa ravvicinato del solito Barrera. Così un minuto dopo arriva la rete del 3-1: gran giocata di Hernandez che appena dentro l'area scarica un gran sinistro sotto la traversa che fulmina Romero. Gli ultimi venti minuti di gara vedono il Messico rovesciarsi in avanti a caccia di una insperata rimonta, ma l'Argentina tiene alla grande sfiorando addirittura al 92° la quarta rete con un sinistro da fuori di Messi, respinto in corner da Perez. Dopo tre minuti di recupero termina il match. Finisce 3-1 per l'Argentina di Maradona che vola ai quarti di finale dove affronterà di nuovo come quattro anni fa la favolosa Germania di Joachim Loew. Vittoria meritata da parte dei ragazzi del "Dies", nonostante l'evidente e palese errore commesso da Rosetti ed Ayroldi in occasione della prima rete siglata da Tevez. Rosetti che con questa svista potrebbe essersi giocato le chance di arbitrare la finale... Per il Messico ennesima sconfitta contro l'Argentina ed altro ritorno a casa dopo gli ottavi di finale.


SALUTIAMO.....L'AUSTRALIA



AUSTRALIA (4-3-2-1).
Dopo la partita tra Germania ed Australia si diceva che il test non fosse valido per i tedeschi data la assoluta mediocrità dei canguri. Ora, al netto dei 4 punti conquistati con orgoglio dagli oceanici nelle due successive partite ci siamo tutti accorti che i tedeschi sono una squadra da titolo. L’ Australia ha infatti digerito la goleada subita dalla banda di Loew e si è rimessa subito in campo a mostrare il proprio calcio operaio fatto di tanto movimento senza palla e di tanto dinamismo, a dispetto dell’età media della nazionale. A mettersi in mostra è stato soprattutto Holman, goleador non titolare della formazione di Veerbek. L’avventura dei Wallabees si ferma però a causa della differenza reti al terzo posto del girone D di Sudafrica 2010.

Mark Schwarzer
( portiere, 1972, 3 presenze). Assoluto veterano della squadra, più di 70 partite in nazionale, nel Fulham ha trovato nuova linfa dopo le 367 presenze collezionate in un decennio passato ai massimi livelli con il Middlesbrough. Portiere valido, alterna da sempre interventi risolutori come quello su Krasic a momenti di black-out. Al Mondiale ne esce illeso, pur non risultando uno dei portieri migliori della rassegna. Incredibilmente può vivere il suo momento magico a 38 anni con la maglia dell’Arsenal, seriamente interessata ad assicurarsi le prestazioni del portiere dei canguri. VOTO 6+.
Luke Wilkshire ( terzino destro, 1981, 3 presenze). Altro giocatore reduce da Germania 2006, l’eclettico jolly difensivo della Dinamo Mosca gioca un mondiale sottotono. Distratto e sempre falloso contro Germania e Ghana, ha anche la “colpa” di divorarsi un gol contro gli africani che avrebbe potuto voler dire qualificazione agli ottavi. Attento e rigenerato contro la Serbia, non ha nulla del prototipo dell’esterno difensivo moderno. VOTO 5.
Craig Moore ( difensore centrale, 1975, 2 presenze). Esperienza al comando anche nel cuore della difesa oceanica con l’ex Rangers e Newcastle Craig Moore, attualmente senza squadra dopo aver giocato qualche mese al Kavala, in Grecia. Naufraga assieme alla sua ciurma contro la Germania, si riprende contro il Ghana e fa da spettatore nella bella vittoria contro la Serbia. Ormai al tramonto. VOTO 5.
Lucas Neill ( difensore centrale, 1978, 3 presenze). Anche lui come il 99% della difesa australiana convocata a Sudafrica 2010 c’era da protagonista anche 4 anni fa in Germania. La differenza sta nel fatto che nel 2006 Neill giocava con profitto al Blackburn e veniva acquistato per più di due milioni di sterline dal West Ham mentre ad oggi, appone il suo contributo e nulla più nel Galatasaray, nel più modesto campionato turco. Capitano coraggioso, di fatto si riprende soltanto all’ultima contro la Serbia, il resto ( Asamoah Gyan soprattutto) è da dimenticare. VOTO 5,5.
Scott Chipperfield ( terzino sinistro, 1975, 3 presenze). 66 presenze e 12 reti in nazionale per questo esterno sinistro, adattabile anche come centrocampista di fascia mancina, dal 2001 colonna portante del Basilea con cui ha vinto ogni titolo possibile in Svizzera. Uno dei migliori giocatori australiani nel 2006 in Germania, anche per lui vale lo stesso discorso fatto per Neill. E’ al tramonto e si vede nella gara contro i tedeschi che lo saltano in continuazione. Perso il posto da titolare, entra come sostituto nelle altre due partite giocando discretamente da centrocampista di contenimento, ruolo più adatto alla seconda età di questo calciatore. VOTO 5.
Michael Beauchamp ( difensore centrale, 1981, 1 presenza). Prende il posto di Moore nel cuore della difesa nella partita vinta contro la Serbia, e gioca una partita sicura, senza fronzoli, tipica di questo centralone di 191 cm. Dopo aver tentato la fortuna con il Norimberga e l’Aalborg è fuggito dall’Europa finendo all’Al-Jazira. Anche lui presente a Germania 2006, in Australia urge rinnovamento del pacchetto difensivo. VOTO 6.
David Carney ( terzino sinistro, 1983, 2 presenze). Dalla partita contro il Ghana viene preferito a Chipperfield sull’out sinistro e ripaga la fiducia del c.t giocando due partite ordinate e propositive. Finito al Twente dallo Shieffild United, non ha avuto molto spazio in Eredivisie ma l’Australia può contare su di lui per la rincorsa a Brasile 2014. VOTO 6+.
Jason Culina ( centrocampista centrale, 1980, 3 presenze). Porta in mezzo al campo dei Wallabes tutta l’esperienza di chi ha giocato una discreta carriera in Europa (soprattutto in Olanda, con gli anni migliori passati al PSV). Lo conosciamo soprattutto come ala destra potente, lo ritroviamo schierato da Veerbek come interno di centrocampo: il risultato è sufficiente e Culina si sacrifica in interdizione e quando può arriva al tiro verso la porta avversaria. Ancora trentenne, forse merita qualcosa in più dei modesti Gold Coast United. Ma la sua è stata una scelta dettata dalla voglia di tornare a casa. VOTO 6.
Vince Grella ( mediano, 1979, 1 presenza). Il simpatico soldatino di Ternana, Empoli, Parma e Torino, dal 2008 in forza al Blackburn si gioca un posto da titolare contro la Germania. Bocciato finisce in panchina e non fa più capolino in campo. Ha ancora un discreto valore di mercato (2-3 milioni di euro) ma non mancano le offerte di Genoa e Galatasaray evidentemente alla ricerca di usato sicuro. VOTO 5.
Carl Valeri ( mezzala, 1984, 3 presenze). Da Sassuolo a giocare titolare fisso un campionato del Mondo la strada è lunga. L’ex centrocampista del Grosseto la percorre senza paura limitandosi a fare da collante della mediana di Veerbek. Poca personalità, pochi spunti, in nazionale però non c’è troppo di meglio di lui. Riscattato alle buste dal Sassuolo, interessa al Parma. VOTO 6.
Tim Cahill ( centrocampista offensivo, 1979, 2 presenze). Dal 1998 gioca bene in Inghilterra, prima al Millwall, ora all’Everton di cui è un giocatore chiave da molti anni. Centrocampista propenso alla giocata offensiva, ama inserirsi senza palla ed è pericolosissimo in ogni calcio d’angolo offensivo. Segna di testa la rete che apre la partita contro la Serbia, delude nella prima contro la Germania quando viene espulso (ingiustamente). Rimane comunque il leader di una nazionale che ha guidato anche in Germania 4 anni fa, nel momento migliore della sua carriera quando diventò il primo giocatore oceanico a finire nella lista per il Pallone d’Oro. Ha rinnovato con l’Everton, probabile chiuderà li la sua carriera. VOTO 6+.
Brett Emerton ( centrocampista offensivo, 1979, 3 presenze). Assieme a Cahill, il giocatore del Blackburn con un passato felice al Feyenord avrebbe responsabilità di sostenere il reparto offensivo. Emerton ci mette fisico (185 cm), cuore e gambe, ma la tecnica è quella che è come dimostrano alcune sue aperture decisamente imbarazzanti. Pare anche lui un giocatore che subirà il necessario rinnovamento della carta d’identità dei Wallabes. VOTO 5.
Richard Garcia ( attaccante, 1981, 2 presenze). Origini spagnole, ha collezionato 78 presenze e 6 reti nell’Hull City, giocando come ala destra o seconda punta. Veerbek dimostra idee poco chiare convocandolo come centrocampista salvo poi schierarlo al debutto contro la Germania come unico riferimento offensivo. Suicidio tecnico che porta all’esclusione di Garcia dai due seguenti match, visti da spettatore non pagante, se non in occasione dei minuti finali contro la Serbia. Eppure non aveva demeritato, sue le uniche occasioni contro i tedeschi. VOTO 5,5.
Brett Holman ( attaccante, 1984, 3 presenze). Altro attaccante chiamato come centrocampista e poi schierato in un ruolo non ben precisato, gioca un mondiale all’onore delle cronache segnalandosi per le due reti segnate contro Ghana e Serbia. Titolare soltanto contro gli africani, gioca una partita eccelsa contro Stankovic e compagnia; l’AZ proprietaria del suo cartellino spera in una chiamata per fare cassa. Ma la sensazione è che, due gol a parte, Holman non sia nulla di più di un discreto centrocampista offensivo. VOTO 6,5.
Mark Bresciano ( mezzala, 1980, 2 presenze). Si conquista il posto strada facendo, durante la partita contro il Ghana. Non brilla mai, ma dà la sensazione di portare ai canguri una dose di tecnica e di fondamentali decisiva per ogni manovra offensiva. Non incide con nessun assist, ma spaventa in occasione di un paio di calci piazzati. Corvino sembra aver cambiato idea e la Fiorentina sembra un ipotesi ormai tramontata. L’impressione è che non resterà alla corte di Zamparini a Palermo. VOTO 5,5.
Mile Jedinak ( mezzala, 1984, 1 presenza). Scampoli di partita contro la Germania per questo semi-sconosciuto centrocampista protagonista del campionato turco con la maglia dell’Antalyaspor. Altissimo (191 cm), in campo di lui non c’è stata traccia. VOTO s.v.
Josh Kennedy ( attaccante, 1982, 2 presenze). Titolare come unica punta contro la Serbia; è risultato un altro dei tentativi falliti da Veerbek di trovare un degno sostituto in campo del rimpianto Viduka. Già presente a Germania 2006, paese in cui ha giocato a calcio con discreti risultati per tutta una carriera, girando diversi club. Ora in Giappone, nei Nagoya Grampus, è un attaccante modesto tecnicamente. VOTO 5.
Harry Kewell ( attaccante, 1978, 1 presenza). L’ex campione di Leeds e Liverpool era all’ultima competizione internazionale importante. Non al meglio fisicamente viene lanciato nella mischia da titolare contro il Ghana schierato come unica punta lui che ha incantato mezza Europa giocando da ala destra pura. Sfortunato nel momento dell’espulsione ha concluso quindi malinconicamente il suo secondo mondiale. Peccato. Il Galatasaray lo coccolerà anche il prossimo anno a meno che il Marsiglia non si convinca che possa risultare ancora utile. VOTO 5.
Nikita Rukavytsya ( attaccante, 1987, 2 presenze). Entra come sostituto durante le prime due sfide, prova a fornire fisicità all’attacco dei canguri oltre a una certa dose di freschezza lui che è il più giovane della spedizione. Tutto sommato non demerita, mi piacerebbe rivederlo in Eredivisie con la maglia del Twente che dopo averlo acquistato nel 2009 lo ha girato in prestito al Roeselare, club belga. VOTO 6-.

Mai utilizzati: Adam Federici (portiere), Brad Jones (portiere), Mark Miligan (difensore), Dario Vidosic (centrocampista).

Michele Celli

SALUTIAMO LA....SERBIA



SERBIA (4-4-2; 4-3-2-1);
Tantissimi esperti pronosticavano la Serbia di Antic come autentica rivelazione di questa rassegna mondiale. Tantissimi esperti sono rimasti delusi dalle prestazioni di una squadra ricca di giocatori interessanti che non hanno saputo creare l’amalgama giusto per diventare un gruppo vincente. L’unica partita vinta, quella con la Germania, è infatti fortemente influenzata dall’espulsione di Klose nel primo tempo che ha costretto i tedeschi a una partita tutta di nervi. Si sono salvate le due ali Krasic e Jovanovic, male la difesa che presentava nomi di tutto rispetto. Troppo imbrigliata in schemi rigidi, alla nazionale di Stankovic serviva fantasia.

Vladimir Stojkovic ( portiere, 1983, 3 presenze). Esce pulito dal mondiale il portiere dello Sporting Lisbona, prestato al Wigan a gennaio per rimpiazzare Kingson impegnato in Coppa d’ Africa. Nei club non ha mai convinto nessuno e l’ultima stagione da titolare indiscusso risale agli anni in cui ancora giocava in patria. Al Mondiale però vince la concorrenza tra i pali dei suoi connazionali e salva i tre punti contro la Germania parando un rigore a Podolski. Per il resto ordinaria amministrazione e poche colpe sui gol subiti. Possibile che il Wigan lo riscatti. VOTO 6,5.
Branislav Ivanovic ( terzino destro, 1984, 3 presenze). Ancelotti docet e Antic prende appunti. Il giocatore del Chelsea infatti disputa un mondiale da titolare della fascia destra difensiva, ruolo che ha coperto con profitto con la squadra dei Blues. Attento in difesa da bravo ex centrale quale è, si spinge in attacco più raramente di quanto ha fatto durante l’ultima Premier. Il timing però è ormai quello del terzino navigato e dai suoi piedi sono partiti diversi palloni interessanti. Pericolosissimo, come suo solito sui calci d’angolo offensivi, ha giocato un mondiale troppo essenziale in linea con quello della squadra. VOTO 6-.
Aleksandar Kolarov ( terzino sinistro, 1985, 2 presenze). La Serbia si è accorta di lui molto tardi, difatti il laterale della Lazio, sogno nemmeno tanto segreto di Inter e Real Madrid, conta solo 6 presenze con la maglia del suo paese. Lontano parente del giocatore della Lazio, si occupa stranamente più di difendere la propria zona che di proporre calcio con le consuete scorribande. Comunque pericoloso ogni volta che batte un calcio piazzato, lascia il posto ad Obradovic nell’ultima decisiva partita del girone. Sul fronte mercato è bagarre apertissima. VOTO 5,5.
Nemanja Vidic ( difensore centrale, 1981, 3 presenze). Sulla carta la difesa della Serbia era tra le più interessanti del torneo, nei fatti ha sofferto parecchio. E Vidic appare il più sottotono dei 4, regalando un rigore a Podolski e vedendosi sfilare Cahill nell’occasione del vantaggio australiano. Statico e distratto, soffre ogni avversario. Troppo brutto per essere il centrale insuperabile della Champions League 2007/2008, Ferguson potrebbe lasciarlo partire. In coda ci sono City, Juventus e Bayern Monaco. VOTO 5.
Aleksandar Lukovic ( difensore centrale, 1982, 2 presenze). Buona la prima contro il Ghana fino al momento dell’espulsione che compromette il suo mondiale, rientra contro l’Australia e come il compagno di reparto soffre l’intraprendenza e la rapidità dei canguri. Jolly difensivo, nell’Udinese ricopre con disinvoltura anche il ruolo di esterno di difesa. La sensazione è che Udine sia divenuta ormai la sua casa così come lo è stata per anni la Stella Rossa. VOTO 5.
Neven Subotic (difensore centrale, 1988, 2 presenze). Gioca da titolare la migliore tra le partite della Serbia grazie all’espulsione di Lukovic che gli cede la vetrina. E il ragazzo con passaporto statunitense gioca bene la carta risultando sicuro ed attento per tutti i 90 minuti della partita contro la Germania. Difensore molto giovane ma con già 40 presenze con la maglia del Dortmund, è logico aspettarsi tanto mercato attorno a lui. La Juventus monitora la situazione, ma la squadra più decisa ad oggi sembrerebbe l’Arsenal, destinazione molto gradita al giocatore. VOTO 6+.
Ivan Obradovic ( terzino sinistro, 1988, 1 presenza). Altro 1988 molto interessante, a differenza di Subotic quest’anno ha giocato poco con il proprio club collezionando solo 9 presenze nella Liga con la maglia del Saragozza. In patria però è considerato un gioiellino e con il Partizan ha giocato partite memorabili. Il suo mondiale comincia e finisce all’ultima partita, giocata da titolare della fascia di competenza contro l’Australia. Arriva diverse volte al cross, grazie ad una facilità di corsa da atleta e a una irriverenza tipica del giocatore giovane alla prima rassegna mondiale. Piace non poco al Totthenam che lo vede come perfetto sostituto di Bale qualora il gallese lasciasse il club. VOTO 6,5.
Dejan Stankovic ( regista, 1978, 3 presenze). Arriva al Mondiale fresco di triplete con l’Inter di Mourinho indossando con orgoglio la fascia di capitano della nazionale di Antic. La sua voglia di spaccare il mondo però termina con la prima opaca partita contro il Ghana. Meglio con la Germania, pare comunque sempre estraneo alla manovra lui che da regista designato avrebbe dovuto giostrare ogni pallone innescando Krasic o le punte. Male, l’aria della Pinetina lo rinfrancherà. VOTO 5,5.
Nenad Milijas ( centrocampista centrale, 1983, 1 presenza). Arrivato la scorsa estate in Premier League dalla Stella Rossa, Milijas non ha disputato una stagione esaltante (19 presenze, 2 reti) con la maglia arancio dei Wolves. Titolare a sorpresa all’esordio contro il Ghana, gioca una partita impalpabile e perde il posto a vantaggio di Ninkovic. Sul mercato già da prima dell’inizio di Sudafrica 2010, ha sfruttato male la fiducia concessagli da Antic. VOTO 5.
Milos Ninkovic ( centrocampista centrale, 1984, 2 presenze). Più intraprendente rispetto a Milijas, pare formare una coppia meglio assortita con Stankovic. Scippato il posto da titolare al centrocampista dei Wolves, contro l’Australia gioca praticamente da spalla a Zigic lasciando il posto in mezzo al campo a Kuzmanovic. Attualmente in forza alla Dinamo Kiev con cui ha rinnovato il proprio contratto, ha dimostrato di poter restare a lungo con il gruppo della nazionale di cui era un “novellino”. VOTO 6+.
Milos Krasic ( ala destra, 1984, 3 presenze). Ricercatissimo da Juventus e Manchester City, osservato speciale di questo mondiale, pare abbondantemente distratto dai rumors di mercato durante il debutto contro il Ghana, steccato clamorosamente. Prestazione troppo brutta per essere vera, l’ala del CSKA Mosca che fa gola a Del Neri e perfettamente si sposa in un 4-4-2 ben equilibrato cresce di livello e finisce il suo mondiale con due prestazioni un po’ discontinue ma ricche di spunti e contenuti da vero campione. Micidiale nel saltare l’uomo, creativo, una vera e propria spina nel fianco per i terzini avversari. VOTO 6,5.
Milan Jovanovic ( ala sinistra/seconda punta, 1981, 3 presenze). Pareva già destinato al Liverpool questo esterno d’attacco dal gol facile (52 reti nei suoi anni allo Standard Liegi) e ben strutturato fisicamente ma l’addio di Benitez ha cambiato ogni scenario. Ora è infatti proprio l’Inter la favorita numero 1 con il Birmingham che tenta lo scherzo ai danni del club campione d’Europa. Spettacolare nelle prime due partite, quando spinge con continuità sulla mancina, arriva spesso al tiro e decide la partita della Germania con rete e palo all’attivo; stecca invece l’ultima contro l’Australia pur dimostrando di essere uno dei pochi a poter accendere la luce della Serbia. Inter o chi per esso, sarebbe bello vederlo in serie A. VOTO 7-.
Zdravko Kuzmanovic ( mezzala, 1987, 3 presenze). Debutta come riserva, entra in campo contro il Ghana e rovina tutto con un colpo di mano imperdonabile che regala rigore e vittoria agli africani. Antic ridisegna la sua Serbia con un 4-3-2-1 e grazia il “Kuz” promosso a titolare nelle due partire seguenti nonostante il “fattaccio”. Il centrocampista dello Stoccarda gioca due partite di discreto livello, prendendosi a cuore la manovra della sua nazionale lasciando così libero Stankovic di avanzare di qualche metro la propria posizione in campo. Sedotto e abbandonato da Corvino che lo ha ceduto l’estate scorsa per 8 milioni di euro, ha macchiato il suo discreto mondiale con una stupidaggine. VOTO 5.
Zoran Tosic ( centrocampista offensivo, 1987, 1 presenza). Finito al Manchester United dopo le ottime stagioni al Partizan (14 reti in 49 presenze), non ha convinto a pieno Sir Alex che quest’anno lo ha prima lasciato partire in prestito (destinazione Colonia) e ora ne ha ceduto definitivamente il cartellino al CSKA Mosca dove di fatto sarà l’erede di Krasic ma sulla fascia opposta. Tosic infatti ama partire dalla fascia sinistra e anch’egli ha caratteristiche simile a quelle di Krasic di cui prende il posto durante la ripresa del match contro l’Australia partecipando attivamente all’azione che porta alla rete di Pantelic. Troppo poco in campo, è sicuramente un prospetto interessante che proprio a Mosca potrebbe trovare la piazza ideale per rilanciarsi in ottica internazionale. VOTO 6+.
Gojko Kacar ( centrocampista centrale, 1987, 1 presenza). A lungo corteggiato dall’Inter in inverno, ora che è retrocesso con l’Herta Berlino, è caccia aperta per avere questo interno di centrocampo dai piedi buoni e dotato di buona confidenza con la porta avversaria. Al Mondiale è apparso soltanto per qualche manciata di minuti nel match contro la Germania. Un peccato non aver visto all’opera con continuità questo giovane calciatore, spesso paragonato a Mihjailovic, proprio perché come l’attuale allenatore della Fiorentina sa giocare sia da centrocampista centrale che da difensore. Proprio la Fiorentina, al pari di Sampdoria, Amburgo e Getafe sono le favorite numero 1 per centrare un colpo di mercato che ha tutto per rivelarsi estremamente interessante. VOTO s.v.
Nikola Zigic ( centravanti, 1980, 3 presenze). Non più giovanissimo, da anni gioca in Spagna facendo il pendolare tra Valencia e Santader. Famoso per i suoi 2 metri di altezza, purtroppo la sua tecnica è davvero mediocre. Comunque sempre pericoloso grazie alla sua mole, pare però essere il punto debole di una Serbia a caccia di un centravanti capace di sostituirlo. Gioca un mondiale in chiaroscuro, risultando troppo spesso lento e sprecone . Il Birmingham ha di recente comprato per 6-7 milioni di euro il suo cartellino dal Valenica; la Premier League in una piazza non eccessivamente esigente come Birmingham potrebbe essere l’esperienza ideale per tornare a segnare con continuità come ai tempi della Stella Rossa o delle prime stagioni al Racing. VOTO 5,5.
Marko Pantelic ( attaccante, 1978, 2 presenze). Un passato da bomber assoluto con le maglie di Stella Rossa ed Herta Berlino, l’ultima stagione ha segnato ben 16 volte in 25 partite con la maglia dell’Ajax garantendosi un posto ai Mondiali. Titolare contro il Ghana, paga una partita incolore con la panchina nella gara vinta contro la Germania. Lo si rivede in campo contro l’Australia come sostituto di Zigic, segna appena entrato il gol della bandiera dimostrando che il suo dinamismo poteva sicuramente essere più utile rispetto alla stazza di Zigic contro i lenti difensori australiani. Lasciato libero dall’Ajax (che gratitudine!) pensa al ritorno in Bundesliga, dove probabilmente chiuderà la carriera. VOTO 6.
Danko Lazovic ( attaccante, 1983, 2 presenze). Soltanto scampoli di partita (peraltro giocati bene con grande intraprendenza) per il neo attaccante di Spalletti allo Zenit durante questo mondiale. Curioso che l’ex goleador del PSV Eindhoven sia stato utilizzato così poco in una squadra molto tecnica ma anche altrettanto imbrigliata in schemi rigidi, dai quali Lazovic sa uscire sempre con grande classe. VOTO s.v.

Mai utilizzati: Bojan Isailovic (portiere), Andjelko Djuricic (portiere), Antonio Rukavina (difensore), Radosav Petrovic (centrocampista), Dragan Mrdja (attaccante).

Michele Celli

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