
ITALIA ( 4-2-3-1; 4-4-2; 4-3-3).
Non penso di parlare da tifoso deluso nel descrivere come tragica la spedizione azzurra in Sudafrica. Da campioni del mondo in carica, non siamo riusciti a difendere il nostro titolo uscendo nel girone, a detta di tutti, più agevole del mondiale. In difficoltà contro squadre chiuse come Paraguay e Nuova Zelanda, a sorpresa la prestazione peggiore l’abbiamo offerta contro la Slovacchia che ha tenuto il pallino del gioco. Incomprensibili alcune scelte tattiche, il livello del calcio italiano evidentemente è calato significativamente. Urge ripartire da Prandelli, ma quali giocatori sono da salvare?
Federico Marchetti (
portiere, 1983, 3 presenze). Il suo Mondiale comincia a sorpresa durante l’intervallo del debutto contro il Paraguay causa i problemi di Buffon. Funge da spettatore non pagante contro Paraguay e Nuova Zelanda (pur subendo una rete), appare timoroso e insicuro contro la Slovacchia. Al Cagliari, con cui si è messo in mostra negli ultimi due campionati, aveva concluso male il suo campionato, ma Lippi non ha avuto dubbi scegliendolo come vice-Buffon. Ha mercato, anche fuori dall’Italia, ma la rassegna mondiale non aiuterà certo Cellino a chiedere cifre esagerate per il suo cartellino. VOTO 5.
Gianluigi Buffon (
portiere, 1978, 1 presenza). La maledetta schiena ci porta via il portiere della Juventus campione del mondo nel 2006 con 102 presenze tra i pali della nostra nazionale. Giusto un tempo contro il Paraguay e una rete su cui non può nulla al passivo. Resta fondamentale per Juve e Italia. In casa bianconera si è pensato di cederlo per fare cassa, ma l’ipotesi al momento sembra scongiurata. VOTO s.v.
Gianluca Zambrotta (
terzino destro, 1977, 3 presenze). La sua convocazione al Mondiale ha destato qualche perplessità semplicemente in virtù della pessima stagione al Milan. Ma il terzino destro ex Juventus e Barcellona tra le altre, è risultato tra i più positivi della spedizione. Contro Paraguay e Nuova Zelanda si è occupato benissimo di entrambe le fasi fino a che le gambe lo hanno retto, calando nel finale. Stanco e impresentabile invece contro la Slovacchia. VOTO 6-.
Domenico Criscito (
terzino sinistro, 1986, 3 presenze). L’ingombrante ricordo del Grosso- versione Germania 2006 pesa sulle spalle del soldatino del Genoa giunto alla sua decima presenza in azzurro. Attento in copertura ( ci mancherebbe visto la pochezza degli avversari diretti), spinge pochissimo e male offrendo cross impresentabili. Non c’è traccia dell’esterno a tutto campo dello scacchiere di Gasperini. Resterà al Genoa, ma purtroppo in Italia ci manca un esterno mancino moderno. Nuovi Fabio Coentrao cercasi. VOTO 4,5.
Giorgio Chiellini (
difensore centrale, 1984, 3 presenze). Arriva in Sudafrica in condizioni non ottimali, per un attimo Lippi ha pensato di impiegarlo nel suo vecchio ruolo di esterno sinistro basso. A posteriori avrebbe fatto bene a rischiare la mossa date le prestazioni traballanti fornite dal centrale della Juventus, lusingato dalle sirene inglesi, contro Nuova Zelanda e Slovacchia. Anticipato e colpevole in un paio di reti subite, naufraga con tutta la squadra. VOTO 4,5.
Fabio Cannavaro (
difensore centrale, 1973, 3 presenze). 37 anni e sentirli. Eroe di Germania 2006, da quando è passato al Real Madrid prima e alla Juventus (atto secondo) poi ha iniziato un triste e lungo declino che lo ha condotto fino alla firma per l’Al- Ahli con cui giocherà la prossima stagione. La grinta e l’orgoglio, soprattutto contro il Paraguay sembrano quelli di un tempo, ma ha almeno un paio di reti subite sulla coscienza. Troppo per un ex Pallone d’Oro, come il nostro ormai ex capitano. VOTO 5.
Christian Maggio (
terzino destro, 1982, 1 presenza). Quando ti porti tra i 23 un fluidificante completo come il terzino del Napoli di Mazzarri, capace di cambiare tatticamente una partita senza dover gioco forza cambiare il modulo è assolutamente uno spreco vederlo in campo soltanto per un tempo, nella disperata rimonta alla Slovacchia. Maggio, da cui Prandelli, dovrebbe a mio parere ripartire per l’immediato, gioca una partita vigorosa, a volte confusa ma perlomeno presentabile. Farebbe comodo per il gioco di Del Neri alla Juventus ma De Laurentiis non ha intenzione di privarsene. VOTO 5,5.
Daniele De Rossi (
centrocampista centrale, 1983, 3 presenze). Capitan futuro ci salva regalando un punto positivo con la sua rete al Paraguay, poi contro la Nuova Zelanda si procura il rigore del pareggio, trasformato da Iaquinta. Nelle prime due partite gioca da incontrista puro, recuperando palloni e mettendoci la solita grinta. Contro la Slovacchia va in campo il gemello scarso, senza idee, senza voglia, quasi impaurito. Insostituibile per la nostra nazionale, ha fallito la partita decisiva. VOTO 5,5.
Riccardo Montolivo (
regista, 1985, 3 presenze). L’infortunio di Pirlo lancia il neo capitano della Fiorentina come titolare in nazionale, con compiti di regia nel 4-2-3-1 scelto da Lippi. E Riccardo risponde offrendo finalmente due prove di personalità in mezzo al campo con tanti palloni giocati e alcune splendide e sfortunate conclusioni verso la porta avversaria. Dico due partite, perché la terza, al pari di De Rossi, la gioca il gemello che milita nei dilettanti. Prandelli ripartirà da lui. VOTO 5,5.
Andrea Pirlo (
regista, 1979, 1 presenza). 267 presenze, 31 reti nel Milan; 67 presenze, 8 reti nell’Italia per un giocatore senza simili e sostituti. A volte lezioso, resta un fuoriclasse nell’organizzare la manovra e il suo infortunio pesa tantissimo sulle spalle di Lippi. Rischiato nella ripresa contro la Slovacchia apporta personalità, lanci precisi e accende la luce della nazionale di cui resterà leader indiscusso a patto che si trovi una soluzione per impiegare assieme lui e Montolivo. VOTO 6 +.
Claudio Marchisio (
mezzala, 1986, 2 presenze). Novità dell’era Lippi-bis, la mezzala della Juventus che tanto spesso è stata paragonata a Tardelli gioca un mondiale pessimo. Colpa sua o colpa di Lippi che lo impiega in due ruoli differenti ed entrambi a lui semi- sconosciuti? Trequartista senza rifiniture contro il Paraguay, ala sinistra e destra senza gamba ed uno contro uno contro la Nuova Zelanda; viene fatto fuori nel match decisivo quando nel centrocampo a 3 avrebbe potuto interpretare benissimo il ruolo di mezzala, il ruolo in cui ha giocato con profitto con Empoli e Juventus. Da rivedere. VOTO 5.
Gennaro Gattuso (
mediano, 1978, 1 presenza). Dopo 73 presenze con la maglia azzurra “Rino” dice addio alla nazionale in concomitanza di un mondiale giocato soltanto nella partita contro la Slovacchia. Indispensabile in Germania 4 anni fa, è desolante vederlo sempre in panchina ma l’età si fa sentire anche per lui. Non ha ritmo e “audite audite” perde parecchi contrasti. Al capolinea anche la sua storia d’amore con il Milan dopo 298 battaglie. VOTO 5.
Mauro German Camoranesi (
mezzala, 1976, 2 presenze). La sua stagione alla Juventus, tra l’altro costellata da tanti guai fisici, non giustifica affatto la presenza in Sudafrica del nostro oriundo, campione in Germania 4 anni fa. Esterno di fascia destra con piedi capaci di esprimere qualità, Lippi lo manda in campo nei secondi tempi delle partite contro Paraguay e Nuova Zelanda in un ruolo da semi-trequartista. Il giocatore, in uscita dalla Juventus ( interessa alla Samp), semina palloni persi e caos anche se prova perlomeno a effettuare giocate di qualità, merce rara in questa nazionale. VOTO 5,5.
Simone Pepe (
ala destra/ sinistra, 1983, 3 presenze). Pedina fondamentale nel pensiero di Lippi, il neo acquisto della Juventus targata Del Neri agisce da esterno d’attacco sia nel 4-2-3-1 che nel 4-4-2 e infine nel 4-3-3. In tutte e 3 le situazioni offre partite di commovente generosità, condite da un dinamismo che farà felice il suo nuovo allenatore, ma la qualità è troppo scadente per un esterno d’attacco della nazionale 4 volte campione del mondo. VOTO 5,5.
Alberto Gilardino (
centravanti, 1982, 2 presenze). Il centravanti della Fiorentina parte da titolare come unico punto di riferimento offensivo nel 4-2-3-1 “lippiano” sia contro il Paraguay che contro la Nuova Zelanda ( per l’occasione in compagnia di Iaquinta). Conto i sudamericani svolge una partita tutta cuore e muscoli ma viene criticato ferocemente per non essere risultato mai pericoloso in una squadra che non sapeva come servirlo. Davvero male invece contro la Nuova Zelanda finisce il suo mondiale con una prova opaca come poche ne ha disputate in carriera. La Fiorentina non vuole privarsene ma Lione, Napoli e Juventus sperano ancora di averlo. VOTO 4,5.
Vincenzo Iaquinta (
attaccante, 1979, 3 presenze). Gioca da attaccante esterno, da seconda punta e infine da riferimento centrale nell’ultima uscita del suo sfortunato mondiale. Sempre poco pericoloso, più “piantato” del solito e poco lucido nei pressi dell’area avversaria, ha il merito di aver realizzato il rigore dell’ 1-1 salva faccia contro i neozelandesi e di avere dato il là alla rete illusoria di Di Natale contro gli slovacchi. Attenzione perché potrebbe essere il grande sacrificato della Juve di Marotta/ Paratici. VOTO 5.
Antonio Di Natale (
attaccante, 1977, 3 presenze). Arriva in Sudafrica da capocannoniere della serie A, grazie al ruolo cucito per lui da Marino nell’Udinese nel cuore dell’area avversaria. Lippi lo utilizza part time nelle prime due partite in cui Totò, relegato sugli esterni sbaglia tutto e di più intestardendosi a cambiare sempre gioco senza cercare l’uno contro uno e il tiro da fuori, vere specialità della casa. Contro la Slovacchia da titolare, ha solo il merito di segnare la rete del provvisorio 1-2, rete che peraltro non si poteva sbagliare. Giocatore di qualità cristallina, evidentemente soffre davvero il palcoscenico della nazionale lui che ha sempre giocato nelle cosiddette provinciali. VOTO 5.
Fabio Quagliarella (
attaccante, 1983, 1 presenza). Fino al 46° della partita contro la Slovacchia, tutti ci eravamo scordati della presenza dell’attaccante partenopeo, lusingato e tentato dalle offerte che provengono dalla ricchissima Russia. Mandato in campo nello sbilanciato 4-2-4 della ripresa contro Hamsik e compagnia, si preoccupa perlomeno di tentare con successo di saltare l’uomo, disciplina calcistica quasi dimenticata dagli attaccanti italiani. Impreziosisce la sua partita con uno splendido “cucchiaio” da fuori area che fissa il punteggio sul 2-3 finale e non fa altro che aumentare i rimpianti dei tifosi . VOTO 7.
Giampaolo Pazzini (
centravanti, 1984, 1 presenza). Il “Pazzo” vince il ballottaggio con Borriello come vice-Gila e strappa un ambito posto per il Mondiale. L’attaccante che in 56 partite con la Samp ha segnato ben 30 gol, molti ispirati dal rimpianto Cassano ha soltanto una mezzora contro la Nuova Zelanda per mettersi in luce ma non sfiora la palla esattamente contro Gilardino, mettendo in luce tutti i limiti dell’azione offensiva della nazionale italiana. Rimane un attaccante tra i più interessanti in Europa, lo sa bene la Juventus che si è vista chiudere la porta in faccia da Garrone: la Samp ripartirà dal suo centravanti. VOTO 5.
Mai utilizzati: Morgan De Sanctis (portiere), Leonardo Bonucci (difensore), Salvatore Bocchetti (difensore), Angelo Palombo (regista).
Michele Celli