Il protagonista ai nostri microfoni oggi è un vero e proprio "modello" per molti di noi di Generazioneditalenti.com . Il giornalista Stefano Cantalupi, infatti, cura per la Gazzetta dello Sport (con Valerio Clari) la rubrica "Next generation", vero e proprio mondo d'ispirazione per il nostro progetto.
Ecco a voi l'intervista e prossimamente andrà on line anche quella del collega Clari:
The Next Generation così come Generazione di Talenti ed altri blog e forum nazionali e non, hanno un buon seguito sulla rete: l'impressione è che la caccia al talento, al "baby", sia quasi diventato uno sport nazionale. Secondo te a cosa dobbiamo questa evoluzione?
Credo che, negli ultimi anni, la massiccia invasione e disponibilità di partite in tv (Sky e quant’altro) abbia aumentato la competenza calcistica del tifoso medio. Mi spiego: una volta, ad esempio, il calcio estero era pressoché invisibile, bisognava andarselo a cercare sulla tv svizzera o chissà dove. Oggi tutti conoscono Messi, Cristiano Ronaldo e Rooney… ma molti sanno benissimo anche chi sono Aguero, Benzema e perfino altri giovanotti meno famosi come Walcott, Salvio, Badstuber… Insomma, credo che la sete di “saperne di più” spinga l’appassionato di calcio necessariamente nella direzione dei giovani talenti. Perché è lì che c’è ancora qualcosa da scoprire, no?
Ti è mai capitato di saltare dalla sedia e correre a scrivere l'articolo dopo aver visto all'opera un talento? Con chi?
Mi è capitato varie volte, anche se poi ho impiegato alcune ore per convincere i miei capi a lasciarmi scrivere qualcosa su nomi ancora sconosciuti. L’ultimo in ordine di tempo a “fulminarmi” è stato Dzagoev, un paio d’anni fa… Ma era stato così anche per Agbonlahor e Zarate, solo per citare i primi che mi vengono in mente.
Cosa deve avere un giocatore per entrare nella vosta "Next Generation"?
Deve avere talento, ma soprattutto personalità: a me piace vedere ragazzi che, fregandosene della carta d’identità, prendono subito la squadra sulle spalle e non temono di assumersi le proprie responsabilità in campo. Sì, possedere un talento comporta la responsabilità di valorizzarlo. E’ quasi un dovere, altrimenti quello spreco diventa un peccato mortale (penso ai vari Montiel, Giovani dos Santos e altri spariti nel nulla). Ah, l’ingresso nella Next Generation richiede un’altra qualità: avere una chance per sfondare. Spesso inseriamo giocatori magari meno forti di altri in senso assoluto, ma con più possibilità di mettersi in mostra ad alto livello.
A parte rare eccezioni in questo campionato i giovani emergenti sono collocati tra i nati nel 1986 e 1988 mentre in altri campionati, anche di pari livello, i coetanei dei vari Bonucci e Ranocchia sono titolari nelle proprie squadre già da qualche anno. In base alla vostra esperienza è una cosa che hai notato anche tu? Se sì da cosa dipende secondo te?
Dipende dal fatto che in Italia si vuole tutto e subito. Criscito? Sbaglia una partita e viene cacciato dalla Juve. Darmian? Sono anni che se ne parla come del “nuovo Maldini”, ma mezza chance in prima squadra non l’ha mai avuta… e via dicendo. Da noi non c’è modo di prendere un ragazzo, provarlo per 15 partite di fila e poi farsi un giudizio su di lui. Gente come Santon è un’eccezione. All’estero, invece, si punta più forte sui ragazzi, c’è più pazienza e c’è più fiducia in loro. Vogliamo parlare di Mueller e di Busquets? Non giocano proprio nell’Alemannia Aachen o nell’Albacete… eppure hanno avuto spazio con continuità e hanno decuplicato il loro valore di mercato in pochi mesi
In Italia quale squadra ti ha maggiormente colpito per il lavoro ed utilizzo del settore giovanile?
Ai tempi di Moggi, direi la Juventus. Però su quell’epoca ci sono tante ombre… Di sicuro, comunque, quella società sapeva scegliere i migliori talenti in circolazione e farli maturare, mandandoli in prestito in club “fidati”. In generale, credo che l’Atalanta sia il miglior esempio di valorizzazione dei giovani. Ne parlavo, qualche mese fa, proprio con il loro responsabile del vivaio, il mitico Mino Favini. E mi spiegava dei problemi legati al saccheggio dei giovani da parte dei club esteri, con pochissima protezione derivante dalle regole di Fifa e Uefa… Ma questa è un’altra storia.
A livello internazionale quali talenti ti hanno colpito recentemente?
Gli ultimi in ordine di tempo? Beh, parlare di Pato, Balotelli o Jovetic mi sembra superfluo. Andrei con gente meno affermata: Khrin, Muniain, Pjanic, Koman, Necid… Ma se devo pensare a una futura super-stella, allora direi ancora il mio “cavallo” Dzagoev.
Ti propongo un giochino: compilare una formazione, utilizzando un classico 4-4-2, con i migliori talenti dal 1987 in su
Se mi passate Higuain esterno destro e l’assetto un bel po’ sbilanciato in avanti…
Hart; Rafael, Piqué, Evans, Insua; Higuain, Fabregas, Dzagoev, Di Maria; Messi, Benzema.
Ti capita di consultare "Generazione di Talenti"? Cosa ne pensate del progetto?
Direi che è davvero il paradiso dei talent-scout… Un progetto ambizioso ma assolutamente godibile e credibile nella sua realizzazione. Spero in un futuro in cui addetti ai lavori che lavorano in media “ufficiali” come noi di Gazzetta possano collaborare con addetti ai lavori altrettanto preparati come voi, in maniera utile e piacevole per gli appassionati. Forse i tempi non sono ancora maturi, ma chissà più avanti…
Interfutura
Tanzillo Massimo

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