domenica 19 maggio 2013

Siebe Schrijvers: 1996 - Belgio


Nome e Cognome: Siebe Schrijvers
Data di nascita: Lommel, 18.Luglio.1996
Nazionalità: belga
Altezza: 181 cm
Peso forma: 77 kg
Ruolo: attaccante
Piede: destro
Squadra di appartenenza: KRC Genk
Numero di maglia: 38
Convocazioni nazionali: Belgio Under 15, 17


19/05/2013. - Un abile scrittore di calcio nasconde una certa dose di masochismo e mette in bella mostra tutto il proprio narcisismo. Trattare di calcio in Italia equivale al mettersi quotidianamente al giudizio di una moltitudine di piccoli Robespierre, sempre vogliosi e pronti a mandare l’esperto di turno alla ghigliottina, non appena il primo rigo dell’articolo vada in contrasto con le loro idee. La ghigliottina nel 2013 è rappresentata dallo sciame dei vari commenti sparsi nei social network, un peso notevole per chi mette a disposizione la propria penna per la sete di conoscenza degli appassionati, sempre più esigenti e informati. Il Narciso ama profondamente esser oggetto di discussione, nel bene e nel male, ed è per questo che i più abili, a mio modesto avviso, lo sono e non lo nascondono affatto. Dopo questa mia breve riflessione e a proposito di narcisi e di squadre che si piacciono molto per il calcio espresso in campo, prendo la palla al balzo per presentare il talento di quest’oggi. Il ragazzo in questione è l’ennesimo elemento interessante delle giovanili del Belgio e per la precisione della rappresentativa Nazionale under 17. Nel recente passato ho presentato diversi componenti di questa meravigliosa formazione e quest’oggi la mia matita disegnerà per voi il profilo del generoso numero nove di questo meraviglioso undici Europeo, molto invidiato per forza e classe. Siebe Schrijvers è il terminale offensivo della macchina perfetta del Belgio under 17, l’ideale compagno di reparto che Zakaria Bakkali potesse avere e futura stella della formazione belga del Genk che ne detiene il cartellino. Siebe è l’erede disegnato dell’attuale centravanti del Genk: “Jelle Vossen”, ormai pronto per lasciare la Jupiler Pro League per campionati decisamente più competitivi, e l’ennesimo buon prodotto del settore giovanile del club che negli ultimi anni ha sfornato talenti dal calibro di De Bruyne, Courtois e Defour. Il ragazzo è un classe 1996 che ha mostrato di già grandi potenzialità e fatto intravedere ulteriori margini di miglioramento che fanno ben sperare. Ha ricevuto diverse offerte da parte di diversi top club Europei ma per il momento il ragazzo preferisce crescere in un ambiente più tranquillo ma ugualmente competitivo come quello del Genk. Ha una corporatura slanciata ancora in fase di maturazione in verità, soprattutto dal punto di vista muscolare, rispetto ai suoi coetanei spicca per altezza e resistenza.
 E’ un atleta interessante dal punto di vista atletico per elevazione, rapidità e coordinazione. In campo riesce a mantenere da solo tutto il peso dell’attacco e ad attirare su di sé le attenzione dei difensori centrali non appena transita nell'aria di rigore, non è per queste ragioni un centravanti statico, tutt'altro in verità. Ama partecipare alla manovra d’attacco e inserirsi negli spazi senza palla ma allo stesso tempo dimostra di essere consapevole della propria forza e abilità, sfruttando in maniera intelligente le sue doti da “centro boa”, per offrire ai propri compagni d’attacco assist e spazi. Il suo gioco in campo è condizionato dal suo incredibile fiuto per il gol e il suo istinto da killer che lo fa muovere in area da autentico opportunista che sa farsi trovare al posto giusto e al momento giusto. Gioca in maniera semplice, senza strafare, e nonostante la sua innata predisposizione nella ricerca della marcatura personale, gioca per la squadra mettendosi a disposizione. E’ un attaccante generoso pronto a lottare su ogni pallone da autentico leone.  Dal punto di vista tecnico è dotato di un bagaglio tecnico personale interessante, sufficiente per la sua età ma che può migliorare con il tempo. E’ un destro naturale e cerca spesso la conclusione personale, anche dalla lunga distanza con il suo piede forte, difende la palla con maestria non solo aiutandosi con il corpo ma anche con i piedi ed eccelle nello stacco di testa. Il colpo di testa è un po’ il suo marchio di fabbrica e lo esegue con molta naturalezza, sfruttando la sua buona elevazione e muovendosi sempre in anticipo rispetto al suo diretto avversario. A livello giovanile è un attaccante superiore alla media dei propri compagni e trova la rete con continuità sia entro i confini del proprio Paese che con la Nazionale. La scelta di rimanere ancora in Belgio non è stata affatto sbagliata, molti dei suoi compagni hanno preferito continuare il proprio percorso di crescita nei maggiori club inglesi ma c’è da ammettere che il club del Genk ha di già dimostrato nel recentissimo passato di saper preparare le proprie giovani leve, sia dal punto di vista tattico che tecnico. Siebe Schrijvers mi ha colpito molto per la sua completezza nel interpretare il proprio ruolo da centravanti e sono dell’idea che nei prossimi anni possa ancora far parlare di sé. La Nazionale del Belgio del futuro sembra proprio aver tutte le risorse per poter competere con le migliori di Europa.

Gianluca Castagna



fonti foto
: http://sphinx.skynet.be/

CONVOCAZIONI - Amichevole in Estonia per la Nazionale Under 16


Dopo un mese dal buon secondo posto ottenuto nell’UEFA Tournament Development dietro la Spagna, la Nazionale Under 16 volerà alla volta del Baltico e più precisamente in Estonia  per un'amichevole internazionale contro i padroni di casa mercoledì 22 (calcio d'inizio ore 18). Novità  particolare in panchina, con il tecnico della Under 20 Gigi Di Biagio che sosituirà mister Zoratto impegnato nell'Europeo U17 in Slovacchia, mentre nell'elenco dei 18 convocati spiccano le prime chiamate in assoluto per il portiere del Genoa Prisco, il difensore Giuliano del Palermo e  per gli attaccanti Sabbioni (Torino) e Lancia (Reggina).


Elenco dei convocati:

Portieri : Meret (Udinese), Prisco (Genoa);
Difensori: Bordi (Roma), Coppolaro (Regina), De Santis (Milan), Giuliano (Città di Palermo), Palumbo (Napoli), Vitturini (Pescara);
Centrocampisti: Barella (Cagliari), Bifulco (Napoli), Brambilla (Inter), Felicioli (Milan), Taufer (Inter), Zappa (Albinoleffe);
Attaccanti: Casiraghi (Milan), Lancia (Reggina), Sabbioni (Torino), Trani (Roma).



fonte: www.figc.it

BORN TO DREAM - Te Qui(nt)ero


Foto tratta da beinsport.tv

Nome: Juan Fernando
Cognome: Quintero
Nato il: 18/01/1993
Nato a: Medellìn
Posizione: trequartista

Cos'è l'amore? Ve lo siete mai chiesto? Avete mai sentito il bisogno di mettere in rima sentimenti e teorie, emozioni e parole, battiti del cuore e pensieri? Storie di amori non corrisposti, fiabe col lieto fine, amori platonici. John Paul Young, nel '78, cantava "Love is in the air", soffio leggero che fa il solletico al cuore, una leggenda raccontata ovunque, e, quando arriva, puoi solo restargli in scia e vedere dove ti porta. Bisogna avere il coraggio di amare, ma anche l'incoscienza di viversi il momento: attimo con una data di scadenza o genesi verso l'infinito? E se le domande vi sembrano un pò troppe, mettiamoci un punto e via. Via, verso le risposte, quelle da trovare da soli, eppure sempre accompagnati dai punti di vista degli altri. Un pò come il calcio, no? Te ne fai una tua idea: sfaccettata, personale e inevitabilmente incline a portare con sè anche le opinioni altrui. Linee parallele che sembrano non incontrarsi mai, salvo raggiungersi all'infinito. Aspettarsi lì e provare a vedere che effetto fa rendere possibile l'impossibile. Restare in equilibrio sul filo dei pensieri mentre dai la mano a chi cammina al tuo fianco. Rendere possibile l'impossibile sembra il mestiere preferito del Quinterito, piccolo grande gigante della trequarti. Inizia a regalare schizzi d'autore nel 2007, l'Envigado gli apre le porte del suo settore giovanile;  47 presenze, sei reti e una frattura a tibia e perone, segnano la cronologia dei suoi primi battiti tra i professionisti. Sei mesi all'Atletico Nacional, poi lo sbarco in Europa: il Pescara si gioca un jolly da due milioni di euro e non sbaglia. L'esordio in Pescara - Inter, la prima, e unica, rete italiana un mese dopo nel match esterno del Dall'Ara. Juan si fa scoprire a poco a poco, ma è al Sub-20 che cala gli assi e fa innamorare la gente. Si porta a casa il titolo, viene inserito nella top 11 del torneo e insignito del premio di miglior giocatore della competizione. Solo applausi, insomma. Proprio come per la sua visione di gioco, per le sue grandi proprietà di palleggio e per la capacità di dare respiro alla manovra con i suoi cambi di gioco. Gioca molti palloni, ha estro e personalità, il baricentro basso non è un limite ma un punto di partenza. Si muove molto, calcia bene sui piazzati e può giocare anche da regista. Deve limare la propensione alla giocata in più e imparare ad essere più incisivo in zona gol. La personalità non gli manca, la voglia di emergere neanche. Può e deve essere l'uomo dell'ultimo passaggio, quello che regala giocate decisive. Talent is in the air.

TEA TIME, L'addio di Ferguson: E' morto il re, evviva il re!


E' morto il re, evviva il re!

Tutto il mondo sapeva che, a 72 anni di età e 26 di Manchester United, prima o poi avrebbe deciso di smettere. Tutto il mondo sapeva come il titolo stravinto quest'anno rappresentasse Ferguson l'occasione per farsi da parte vincendo.
Eppure l'ufficialità del ritiro ha lasciato tutto il mondo del calcio di stucco, come se nessuno, dopo 26 anni e 38 trofei, si aspettasse di vedere il Manchester United e Ferguson divisi.

Sir Alex Ferguson è diventato l'allenatore più vincente della storia del calcio senza inventare modi balzani ed innovativi di intendere a calcio, nè spendere capitali astronomici tutti gli anni: è bastato un "semplice" 4-4-2 ben applicato, ma soprattutto la capacità di costruire una squadra da un manipolo di ragazzi.
Alla stagione 1995-96 il Manchester United si presenta con una formazione con soli 24 anni di età media, in cui Cantona veniva affiancato da giovani talenti emergenti come i 20enni Beckham e Gary Neville ed i 21enni Giggs e Scholes.
In onda sulla BBC, nel post-partita della prima gara (persa 3-1 contro l'Aston Villa), l'ex-bandiera del Liverpool Alan Hansen rivolge a Ferguson una storica frase: "Non vincerai mai niente con i ragazzini". Quell'anno il Manchester United mette in bacheca Premier League, FA Cup e Supercoppa.
Inutile ricordare il prosieguo della carriera di quei 4 ragazzini: se oggi ne parliamo come di fenomeni, gran parte del merito va al lavoro dell'Istituto Ferguson di Formazione Umana e Calcistica.


IL SUCCESSORE: David Moyes

"Ho avuto contatti con Moyes già nel 1998, quando gli ho offerto il ruolo di assistente. Quando si discuteva dei candidati, abbiamo deciso all'unanimità per lui" (Ferguson)

Il Manchester United ha scelto di affidarsi per i prossimi sei anni al successore naturale di Ferguson: scozzese, di notevole spessore morale, reduce da 11 anni di fedeltà all'Everton, capace di rischiare esperimenti in campo ed abile a scovare talenti nelle serie minori...ma soprattutto uno dei più bravi in circolazione: sono tutti campioni a schierare figurine sul campo con un proprietario dal portafogli aperto, mentre davvero pochi sono capaci di arrivare in alto con la pianificazione ed un budget ristretto.
Dopo aver dimostrato di essere il miglior guidatore di Fiat Panda di tutta l'Inghilterra, Moyes è chiamato a confermarsi vincente alla guida di una Ferrari: a Manchester avrà una squadra piena zeppa di stelle e gli occhi di tutto il mondo addosso, in una piazza che non si accontenta di essere la "più bella tra le perdenti", ma coltiva la legittima ambizione fare incetta di trofei in campo nazionale ed europeo fin da subito.
E' proprio qui che viene a galla il punto debole del nuovo allenatore dello United, l'esperienza: David Moyes saprà reggere alle pressioni e tenere compatto un gruppo orfano del suo punto di riferimento?

Evviva il re Moyes...ma che vada bene o male, da oggi per il Manchester United si è chiuso un ciclo: non sarà più la stessa cosa senza Sir Alex.


sabato 18 maggio 2013

Nilson David Castrillon: 1996 - Colombia


 - (fonte foto: futbolred.com) -
 cafeteros', da Muriel a Cuadrado, passando per Zuniga e Ibarbo: i colombiani spopolano in serie A e l'attenzione degli operatori di mercato si fa vivissima soprattutto sui giocatori a chiara propensione offensiva.
E' il momento dei '
Quindi, al Trofeo Rocco, sui taccuini quasi tutti hanno cerchiato Nilson David Castrillon, fluidificante destro del Deportivo Calì. 

Dalla redazione di footballscout24.it - La relazione completa dello scout Andrea Corsini
Schierato in campo nel ruolo di difensore esterno destro nel sistema tattico 4-3-3 (4-1-2-3). È dotato di una muscolatura generale molto buona in relazione all’età. Arti inferiori (quadricipiti e gemelli) trofici, arti superiori con buona muscolatura nelle braccia e spalle. Il giocatore è dotato di buona forza muscolare superiore alla media per l’età, in particolare gli arti inferiori sono dotati di forza esplosiva che esprime negli scatti brevi e negli stacchi aerei. Possiede buoni tempi nell’uno contro uno difensivo contrapponendosi all’avversario con la giusta postura;  in particolare è bravo a non scappare con l’avversario, ma esce e lo accorcia. Partecipa alla costruzione della manovra proponendosi a ricevere con sicurezza ed evidenziando abilità tecniche nella gestione del possesso palla ed ha evidenziato buoni tempi di inserimento con e senza palla lungo la corsia laterale. Va affinato tatticamente, ma è un grande prospetto ed assomiglia a Pablo Armero, che pero' gioca sulla fascia opposta

Nilson David Castrillon
Società di appartenenza : Deportivo Cali’
Nato 28 gennaio 1996
Altezza 1,81 mt baricentro leggermente basso
Piede di calcio: destro

fonte profilo:  footballscout24.it

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