venerdì 17 maggio 2013

UEFA EURO U17 SLOVACCHIA 2013 - Maledetti rigori. Azzurrini sfortunati, Russia campione.


Si infrange ad un passo dalla vittoria il sogno della Nazionale Under 17 di conquistare per la prima volta nella storia l'Europeo di categoria. Il torneo va alla Russia, più precisa e fredda nella fatale serie di rigori dopo lo 0-0 dei tempi regolamentari. Ancora una volta la roulette dei rigori è sfavorevole ai nostri colori: quando la serie è andata ad oltranza grazie alle parate di Scuffet che hanno ristabilito la parità, decisivo è stato l'errore di Palazzi. Le lacrime degli Azzurrini bagnano il verde prato dello stadio "MSK Zilina pod Dubnom" di Zilina e tanta è la delusione di aver solamente sfiorato un'impresa che mai a nessuno era riuscita. Non si può comunque non fare un grandissimo plauso ai ragazzi di Zoratto, protagonisti di un Europeo fantastico e di una splendida cavalcata carica di emozioni uniche. Finale non esaltante e poco spettacolare questa dell'edizione slovacca con l'Italia dimostratasi nettamente superiore per larga parte del match e la compagine russa rinchiusa spesso nella propria metà campo, incapace di rendersi pericolosa e di impensierire seriamente Scuffet. Il c.t. Zoratto ripropone la stessa formazione della gara vinta contro la Slovacchia con la ormai coppia d'attacco titolare formata da Cerri e Vido e la riconferma di Steffè in mediana. L'inizio è un monologo azzurro e già dopo due minuti Mitryushkin è costretto a superarsi prima su un'incursione proprio di Steffè e poi su un tiro dal limite di Cerri, mentre al 15' ci prova Capradossi che svetta in area su un corner calciato da Dimarco non inquadrando tuttavia la porta. La Russia è poca cosa, si limita ad abbassare il ritmo e a tenere strette le linee di difesa e centrocampo lasciando i malcapitati attaccanti solissimi e circondati da maglie avversarie e l'unico pericolo, se così si vuol chiamare, è qualche mischia in area di rigore azzurra. L'Italia invece conquista sempre più campo e anche senza essere brillante come al solito sfiora il vantaggio sul finire di frazione con Dimarco su punizione dalla destra e con una deviazione area di Cerri assistito sempre dal mancino dell'esterno nerazzurro. Nella ripresa le cose non cambiano e gli azzurini spingono sin da subito e bussano più volte nel giro di dieci minuti dalle parti di Mitryushkin con Vido e Tutino, ma l'estremo difensore russo si rivela attentissimo. Purtroppo le molte partite ravvicinate si fanno sentire e i ragazzi di Zoratto calano l'intensità e così la Russia esce alla distanza e si rende pericolosa con Sheydaev che ruba palla a Capradossi e si invola verso la porta di Scuffet venendo murato da una splendida diagonale di Dimarco. La formazione del c.t. Khomukha sembra averne di più e va ancora vicina al vantaggio con un'azione personale del neo entrato Gasilin ed ha un'altra clamorosa opportunità al 76' quando l'arbitro greco Sidiropoulos inventa una punizione dal limite per un presunto fallo di Calabria: il tiro di Buranov prende il palo esterno alla destra di Scuffet ed esce sul fondo. Per l'Italia l'ultimo a provarci allo scadere è Di Molfetta, all'esordio nella rassegna continentale, la cui girata termina di poco a lato. Ecco i rigori, terribili rigori. Proprio Di Molfetta si fa ipnotizzare da Mitryushkin, dopo sbaglia anche Sciacca, ma Scuffet neutralizza sia Parshikov che Gasilin e si va ad oltranza. Parigini ci porta avanti, Aleksandr Makarov segna prendensosi un rischio colossale. Poi va Palazzi, grande torneo il suo; parato. L'altro Makarov invece è di ghiacco. Titolo alla Russia, il secondo della sua storia. Grazie Azzurrini, ma no, non può finire così!  Il sogno deve continuare! Ora testa e cuore al Mondiale!


TABELLINO


UEFA EURO U17 SLOVACCHIA 2013 - LA FINALISSIMA:
* MARTEDI 14 MAGGIO *
20.30 FINALISSIMA - ITALIA 4:5 (dcr; 0:0) RUSSIA (Stadion MSK Zilina pod Dubnom, ZILINA)

ITALIA (4-4-2): 01 Simone SCUFFET; 02 Davide CALABRIA - 06 Giacomo SCIACCA - 05 Elio CAPRADOSSI - 03 Federico DIMARCO; 07 Gennaro TUTINO (67' 19 Davide DI MOLFETTA) - 08 Andrea PALAZZI - 04 Mario PUGLIESE - 15 Demetrio STEFFE' (81' 10 Vittorio PARIGINI); 09 Alberto CERRI (C) - 18 Luca VIDO (63' 11 Federico BONAZZOLI). In panchina: 12 Emil AUDERO - 13 Matteo Vito LOMOLINO - 16 Arturo CALABRESI - 14 Alberto TIBOLLA. ct: DANIELE ZORATTO (ITA)

RUSSIA (4-3-3): 01 Anton MITRYUSHKIN; 02 Vladislav PARSHIKOV - 03 Alexander LIKHACHEV - 04 Dzhamaldin KHODZHANIYAZOV - 05 Denis YAKUBA; 06 Sergei MAKAROV - 10 Aleksandr GOLOVIN (61' 08 Danila BURANOV) - 15 Dmitri BARINOV; 18 Rifat ZHEMALETDINOV (41' 07 Aleksandr MAKAROV) - 19 Ramil SHEYDAEV - 11 Aleksandr ZUEV (49' 09 Alex GASILIN). In panchina: 12 Alexei KUZNETSOV - 14 Anatol NIKOLAESH - 16 Alexander DOVBNYA - 17 Maksim MAYROVICH - 13 Egor RUDKOWSKI. ct: DMITRI KHOMUKHA (RUS)

Arbitro: ANASTASIOS SIDIROPOULOS (GRE)
Assistenti: DEJAN KOSTADINOV (MKD) - RICHARD STOREY (NIR)
Quarto Uomo: IVAYLO STOYANOV (BUL)
Ammoniti: Vladislav PARSHIKOV, Rifat ZHEMALETDINOV (RUS); Luca VIDO (ITA)
Espulsi: nessuno

- SEQUENZA RIGORI -
ITALIA:
19 Davide DI MOLFETTA: X
09 Alberto CERRI: OK
06 Giacomo SCIACCA: X
05 Elio CAPRADOSSI: OK
03 Federico DIMARCO: OK
10 Vittorio PARIGINI: OK
08 Andrea PALAZZI: X

RUSSIA:
19 Ramil SHEYDAEV: OK
04 Dzhamaldin KHODZHANIYAZOV: OK
02 Vladislav PARSHIKOV: X
08 Danila BURANOV: OK
07 Aleksandr MAKAROV: OK
09 Alex GASILIN: X
06 Sergei MAKAROV: OK

1o POSTO: RUSSIA
2o POSTO: ITALIA
3o POSTO: SLOVACCHIA - SVEZIA

ALBO D'ORO UEFA EURO U17 CHAMPIONSHIP
2001-02 SVIZZERA
2002-03 PORTOGALLO
2003-04 FRANCIA
2004-05 TURCHIA
2005-06 RUSSIA
2006-07 SPAGNA
2007-08 SPAGNA
2008-09 GERMANIA
2009-10 INGHILTERRA
2010-11 OLANDA
2011-12 OLANDA
2012-13 RUSSIA

giovedì 16 maggio 2013

Angel Correa: 1995- Argentina


 
foto san lorenzo sitio oficial
 
Nome: Angel
 
Cognome: Correa
 
Data di nascita: 9 marzo 1995
 
Luogo di nascita: Buenos Aires
 
Squadra: San Lorenzo
 
 
 
 
Jorge Mario Bergoglio e Angel Correa. Di questi due nomi solo il prima dirà qualcosa (si spera anche più di qualcosa) alla stra grande maggioranza delle persone, visto che stiamo parlando dell'attuale Papa Francesco; il secondo è invece il nome di uno dei giovani talenti in forza al San Lorenzo, squadra del quartiere Boedo di Buenos Aires di cui il papa è tifosissimo, nonchè tesserato dal marzo 2008. Anno, questo, che ha visto per la prima volta l'incontro tra Jorge e Angel, quando l'allora vescovo ausiliare di Buenos Aires si è recato alla cappella ufficiale del club rosso-blu per il centenario e lì, tra un ragazzino e l'altro, ha cresimato anche il piccolo Angel, classe 1995. Oggi 17enne, Correa è uno dei maggiori prospetti del calcio argentino, definito un vero e proprio fenomeno dal padre di Fabricio Coloccini, direttore delle giovanili del Ciclòn. Di professione trequartista, come ogni buon argentino che si rispetti, il ragazzo nato nella capitale cresce ovviamente tra le fila del San Lorenzo, con cui esordisce in prima squadra il 1 Aprile 2013 nella gara persa 0-1 contro il Newell's. Nonostante la giovane età viene impiegato con continuità dal CT Juan Antonio Pizzi, uno che evidentemente non ha paura a lasciare in panca senatori del calibro di Romagnoli e Stracqualursi per far giocare regolarmente giovani come Navarro, Veron e, appunto, Correa. Dopo l'emozionante ma sfortunato esordio nella massima serie il n.32, percepita la fiducia nei suoi confronti, comincia a dare prova di alta classe il 3 maggio, quando, nella partita contro il Quilmes, regala a Buffarini e Veron due stupendi assist per l' 1-2 finale. Settimana scorsa, poi, una delle gioie più grandi per un calciatore argentino che non milita nel Boca: esordio con gol alla Bombonera, dopo un perfetto uno-due con il solito Buffarini. Se non bastasse i giornali argentini hanno premiato Correa come il migliore di una gara finita 3-0 per gli ospiti, e in proposito i dubbi sono davvero pochi. Fonti attendibili rivelano inoltre che il sempre attentissimo Catania avrebbe provato a strappare Angel al club che l' ha lanciato, ancor prima del suo esordio; il tentativo fu vano allora, figuriamoci adesso.

Angel Correa è un potenziale fenomeno. O meglio, fenomeno lo è già, ora sta a lui dimostrare a tutti le proprie capacità in maniera convincente e continuativa, senza smarrirsi strada facendo come molti altri sudamericani, brasiliani e argentini su tutti. Eppure sembra quasi impossibile che un talento del genere non esploda, in quanto la maturità e il livello tecnico sono assolutamente fuori dalla norma. Perfettamente a suo agio anche tra i grandi, il giovane Correa si muove sulla trequarti come un numero 10 di quelli che non si vedevano da tempo. Tocco felpato con il suo destro fatato, visione di gioco e soprattutto capacità di fornire assist millimetrici. Tutto questo, insieme ad un baricentro basso che lo rende imprendibile per i difensori in velocità, fa di Correa il nuovo crack del calcio argentino. E se non fosse per il destro, la descrizione non calzerebbe a pennello anche per un certo argentino del Barcellona?


Bundesliga 33a: clamorosa sconfitta dello Schalke, Hoffenheim ormai spacciato, il Werder festeggia la salvezza


http://www.borussia.de/
Penultima giornata di Bundesliga spettacolare, con le 9 partite giocate in contemporanea, alle 15.30 di sabato, che regalano la bellezza di 35 gol: cominciamo dalle sfide che valevano per la conquista del quarto posto e, quindi, dal clamoroso scivolone dello Schalke 04 in casa contro uno Stoccarda senza obiettivi, che si impone grazie alla doppietta del bomber bosniaco Vedad Ibisevic (16 gol in stagione); ne approfitta il Friburgo che, con qualche affanno, rimonta l'iniziale svantaggio contro il Greuther Furth grazie ai gol dei due veri trascinatori della squadra, Schmid e Kruse. 
Adesso tutto si deciderà all'ultima giornata quando al Mage Solar Stadion, il Friburgo ospiterà lo Schalke, a cui basterà un punto per avere la certezza dell'accesso ai preliminari di Champions.
Per quanto riguarda l'Europa League, in questo momento sarebbero qualificate il Friburgo e l'Eintracht, che grazie al pareggio al Weser Stadion mantiene due punti di vantaggio sull'Amburgo e tre sul Borussia Moenchengladbach: nella giornata dell'addio di Schaaf sulla panchina dei neroverdi, al Werder bastava un punto per centrare l'aritmetica salvezza, ultimo tassello che effettivamente arriva grazie al pareggio per 1-1 contro la compagine di Francoforte, con vantaggio iniziale firmato De Bruyne e pareggio nella ripresa di Srdan Lakic; l'Amburgo strapazza invece un Hoffenheim a cui ormai serve un miracolo per evitare la retrocessione, grazie al gol in apertura del coreano Son e alle marcature successive di Aogo, Jiracek e Rudnevs che permettono alla squadra di Fink di rimanere ancora in corsa per il sesto posto, anche il Borussia Moenchengladbach ottiene i tre punti, espugnando Mainz grazie ad uno strepitoso Branimir Hrgota, attaccante svedese classe 1993, che delizia la platea della Coface Arena con una prestazione sontuosa impreziosita da una tripletta.
Passiamo al discorso salvezza con ormai tre squadre rimaste a giocarsela, anche se l'Hoffenheim, dopo la batosta subita in casa, ha bisogno obbligatoriamente dei tre punti ed è nella situazione più disperata, mentre diversa è la situazione delle altre due squadre, il Fortuna Dusseldorf e l'Augsburg, che si ritrovano appaiate entrambe a quota 30 punti al terzultimo posto e nell'ultima giornata si ritroveranno rispettivamente a sfidare l'Hannover e il Greuther, due squadre che hanno ormai poco da dire al campionato:il Fortuna, che ha fatto solo 9 punti nel girone di ritorno, perde ancora in casa sotto i colpi dei due giovanissimi centrocampisti del Norimberga Mak ('91) e Plattenhard ('92), dopo essere passato in vantaggio grazie ad un autogol fantozziano di Balitsch; l'Augsburg invece è l'ennesima vittima sacrificale del Bayern, che soffre però più del previsto la squadra di Weinzierl, alla ricerca di punti e spronata dal clima derby, e riesce a sbloccare la partita solo al 70' con Muller e a chiuderla pochi minuti dopo grazie a Shaquiri e Luis Gustavo (entrambi assistiti da Ribery).
Ultima gara da analizzare è il pirotecnico pareggio per 3-3 della Volkswagen Arena, con il Wolfsburg che sciupa il doppio vantaggio maturato ai danni del Borussia Dortmund grazie ai gol di Naldo, Diego e Perisic (ex della sfida), facendosi recuperare nei minuti finali da un eccezionale Marko Reus, che sigla una doppietta e raggiunge quota 14 in campionato. 

Bundesliga 33° giornata

Bayern Monaco-Augsburg 3-0
(70' Muller, 85' Shaqiri, 88' Luiz Gustavo)
Werder Brema-Eintracht Francoforte 1-1
(23' De Bruyne, 52' Lakic)
Fortuna Dusseldorf-Norimberga 1-2
(23' Aut. Balisch, 58' Mak, 65' Plattenhardt)
Greuther Furth-Friburgo 1-2
(5' Zimmermann, 70' Schmid, 79' Kruse)
Hoffenheim-Amburgo 1-4
(18' Son, 35' Aogo, 60' Jiracek, 61' Volland, 88' Rudnevs)
Bayer Leverkusen-Hannover 3-1
(7', 59' Hegeler, 29' Kiessling, 72' Aut. Carvajal)
Mainz-Borussia Monchengladbach 2-4
(12' Parker, 37' rig., 60', 80' Hrgota, 65' Hanke, 90' rig. Ivanschitz)
Schalke-Stoccarda 1-2
(26', 66' Ibisevic, 90' aut. Ulreich)
Wolfsburg-Borussia Dortmund 3-3
(6' Bender, 15', 25' Perisic, 27' Naldo, 85', 87' Reus)

La classifica: Bayern Monaco 88, Borussia Dortmund 66, Bayer Leverkusen 62, Schalke 04 52, Friburgo 51, Eintracht Francoforte 50, Amburgo 48, Borussia Monchegladbach 47, Hannover 42, Wolfsburg 42, Stoccarda 42, Mainz 41, Norimberga 41, Werder Brema 34, Fortuna Dusseldorf 30, Augsburg 30, Hoffenheim 28, Greuther Furth 21.

mercoledì 15 maggio 2013

Premier League: Ferguson e Lampard, una leggenda smette l'altra continua. Mancini esonerato, Arsenal e Tottenham all'ultima curva



Tantissima carne al fuoco nella penultima settimana di Premier League. Apertura doverosa per Sir Alex Ferguson, la leggenda che lascia dopo ventisette anni la panchina del Manchester United (rimarrà comunque in società con un ruolo più defilato). Uno dei più grandi allenatori non solo degli ultimi trent'anni, ma dell'intera storia del calcio, stimato da tutti i suoi calciatori e dagli addetti ai lavori. Lascia con un titolo Sir Alex, il tredicesimo della sua gestione. Ferguson è stato un manager straordinario, in grado di lanciare campioni quali Cristiano Ronaldo, Beckham, Giggs, Scholes, Rooney e di creare sempre cicli vincenti anche rinunciando a qualcuno tra questi.
In occasione della sua ultima all'Old Trafford contro lo Swansea (2-1 United con gol di Hernandez e Ferdinand) il doveroso tributo dei suoi tifosi e del suo stadio. Condizioni di salute non più eccezionali lo costringono al ritiro a settantuno anni. Il suo successore sarà David Moyes, altro scozzese.
Per una leggenda che smette, una che continua a scrivere la storia. Frank Lampard in quella del Chelsea c'era già, ma sabato è diventato il massimo cannoniere della storia del club con la doppietta sul campo dell'Aston Villa. A 203 gol supera Bobby Tambling e regala ai Blues la certezza almeno dei preliminari di Champions League (basterà un punto nell'ultima giornata per il terzo posto matematico). Inutile per i Villans la rete di Benteke, poi espulso per doppia ammonizione. Tornando a Lampard, nel suo ruolo forse è stato il miglior giocatore dell'ultimo decennio, giocatore straordinario.
Capitolo City. La sconfitta clamorosa nella finale di F.A. Cup contro il Wigan di Martinez è costata carissima a Roberto Mancini, esonerato poche ore dopo. La sensazione comunque è quella che il destino del tecnico fosse abbastanza segnato indipendentemente dall'esito della Coppa Nazionale. Troppo pesanti per la società l'eliminazione ai gironi di Champions League e il significativo distacco rimediato dallo United in campionato.
Mancini chiude la sua avventura di tre anni e mezzo al City con tre trofei (F.A. Cup, Premier e Community Shield), ma anche con due scottanti eliminazioni ai gironi in Champions League.
Pur aiutato dalla notevole quantità di liquidi riversati dallo sceicco sul mercato, Mancini ha comunque fatto un buon lavoro, stabilizzando il City ai massimi livelli della Premier e soprattutto vincendo trofei. L'accusa che ragionevolmente gli viene mossa è quella di non essere riuscito a incidere a livello europeo, carenza già palesata all'Inter.  Il City poteva e doveva fare di più in questi due anni a livello europeo. Per una valutazione più ampia sarebbe interessante sapere quanto ha inciso Mancini sull'acquisto di giocatori pagati valanghe di milioni e che a conti fatti non hanno reso tantissimo, per esempio Nasri, Dzeko e Kolarov. Per il nuovo tecnico il candidato principale sembra a oggi essere Manuel Pellegrini.
Parlando di campo, nel match contro il Reading i gol di Aguero e Dzeko hanno regalato al City la vittoria esterna.
L'Arsenal fa un bel regalo a se stessa e a tutte le squadre sopra il Wigan. Battendo 4-1 i Campioni dell'F.A.Cup i Gunners compiono un passo importante verso il quarto posto e spedissono in Championship proprio gli uomini di Roberto Martinez. Strano il calcio, a Wembley tre giorni prima l'apoteosi del Wigan con il trionfo 1-0 sul City grazie alla testata di Watson al 91'. Sempre a Londra, ma all'Emirates, la retrocessione dopo il 4-1 rimediato dall'Arsenal, in gol Podolski (doppietta), Walcott e Ramsey. Ai Gunners basterà battere il Newcastle per essere certa dei preliminari di Champions, in alternativa dovrà sperare che il Tottenham non batta in casa il Sunderland di Di Canio, già salvo, e che nell'ultimo weekend ha pareggiato 1-1 contro il Southampton.
Gli Spurs hanno ottenuto un successo preziosissimo in casa dello Stoke, un 2-1 in rimonta firmato Dempsey e Adebayor che tiene vive le speranze di quarto posto.
Vince l'Everton, 2-0 sul West Ham con doppietta di Mirallas, e anche il Liverpool, 3-1 a Fulham con la tripletta di Sturridge. Vincono anche Newcastle, 2-1 sul campo del Qpr, e il Norwich, 4-0 al Wba.


Aston Villa-Chelsea 1-2: 14' Benteke (A), 61' e 88' Lampard (C).
Stoke City-Tottenham 1-2: 3' Nzonzi (S), 20' Dempsey (T), 83' Adebayor (T).
Everton-West Ham 2-0: 6' e 60' Mirallas.
Fulham-Liverpool 1-3: 33' Berbatov (F), 36', 62' e 85' Sturridge (L).
Norwich City-Wba 4-0: 25' Snodgrass, 62' Holt, 65' aut. McAuley, 90' Howson.
Qpr-Newcastle 1-2: 11' Remy (Q), 18' Ben Arfa (N), 35' Gouffran (N).
Sunderland-Southampton 1-1: 68' Bardsley (Su), 76' Puncheon (So).
Manchester United-Swansea 2-1: 39' Hernandez (M), 49' Michu (S), 87' Ferdinand (M).
Arsenal-Wigan 4-1: 11' Podolski (A), 45' Maloney (W), 63' Walcott (A), 68' Podolski (A), 71' Ramsey (A).
Reading-Manchester City 0-2: 40' Aguero, 88' Dzeko.
Classifica: Manchester United 88, Manchester City 78, Chelsea 72, Arsenal 70, Tottenham 69, Everton 63, Liverpool 58, Wba 48, Swansea 46, West Ham 43, Stoke City 41, Newcastle 41, Southampton 40, Fulham 40, Aston Villa 40, Sunderland 39, Wigan 35, Reading 28, Qpr 25.
Alessandro Paparella



UEFA EURO U17 SLOVACCHIA 2013 - Storica finale per gli azzurrini, stesa la Slovacchia. Ora la Russia


Qui si scrive la storia. Un conto è essere considerato tra i favoriti, altro è poi rispettare il pronostico. La Nazionale Under 17 compie il proprio dovere e superando 2-0 i padroni di casa della Slovacchia conquista per la prima volta la finale europea. Mai infatti gli azzurrini si erano spinti così in alto, centrando due terzi posti nell 2005 e nel 2009, e sì, vincendo il titolo continentale nel 1982 e nel 1987, ma quando il torneo era riservato alla Under 16. Ora i ragazzi di Zoratto se la vedranno venerdì 17 (calcio d'inizio alle 18) contro la Russia, già affrontata durante il girone e capace di avere la meglio sulla Svezia dopo un'infinita serie di rigori. Per l'insidiosa gara alla Slovacchia il c.t. Zoratto ritorna al 4-4-2 facendo esordire dal primo minuto il centrocampista dell'Inter Steffè e riproponendo Vido in attacco assieme al rientrante Cerri.  Pronti via e l'Italia passa subito in vantaggio: al 3' Dimarco pesca il taglio di Vido sulla sinistra, palla dentro per l'inserimento con i tempi giusti di Pugliese che di piatto sigla il suo secondo gol nell'Europeo. La reazione della squadra di casa non si fa attendere e dopo due minuti troverebbe pure il pareggio, ma l'arbitro lituano Dunauskas annulla la rete per un sospetto fuorigioco di Spalek sulla punizione velenosa calciata da Lesniak. La decisione lascia non poco perplessi i calciatori e il pubblico slovacco, ma tant'è e il risultato resta sull'1-0. Scampato il pericolo gli azzurrini riprendono a costruire ottime trame di gioco e si fanno vedere con sempre maggiore insistenza dalle parti di Junas, come al 13' con Tutino e al 15' con Vido, ma l'attento portiere slovacco risponde presente. Altre occasioni sul finire di frazione capitano prima sui piedi di Cerri, che vince il duello con un difensore e anticipa il portiere con il destro ma si vede negare il gol da un miracoloso intervento di Otrisal sulla linea di porta, e poi su quelli di Vido, fermato nella circostanza da un altro ottimo intervento di Junas. Nel mezzo anche l'unico sussulto del primo tempo, rete annullata a parte, della formazione di Pecko con Spalek, il cui destro è bloccato dal sicurissimo Scuffet. La ripresa comincia con la Slovacchia che spinge sull'acceleratore, trascinata dal numeroso e rumorosissimo pubblico dello stadio "pod Dubnom" di Zilina, l'Italia arretra il suo baricentro ma si difende sempre con ordine non concedendo nulla di clamoroso ai padroni di casa, i quali vanno comunque vicini al pareggio con un tiro da fuori di Haraslín e un colpo di testa Vestenicky, che poco dopo ha un'altra ghiotta occcasione per riequilibrare le sorti del match, ma ancora Scuffet gli si oppone da campione. E nel momento migliore della Slovacchia, gli azzurrini colpiscono e chiudono i conti. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, il pallone arriva al limite dell'area a Palazzi che prova la conclusione ma strozza il tiro, sulla traiettoria si trova Capradossi che di piatto deposita nel sacco firmando il suo secondo gol consecutivo dopo quello alla Russia di sabato scorso. I padroni di casa accusano il colpo e rischiano il tracollo quando il neo entrato Bonazzoli sfiora il tris chiamando alla grande parata Junas. Gli ultimi minuti di partita scorrono veloci con la Slovacchia che prova disperatamente a riaprire i giochi trovando insuperabile però il solito portiere dell'Udinese, superbo anegare la gioia del gol a Vestenicky allo scadere e blindando così il definitivo 2-0. Italia meritatamente in finale, ad un solo passo dal sogno.


TABELLINO

16.00 SEMI01 - SLOVACCHIA 0:2 ITALIA [3' MARIO PUGLIESE, 65' ELIO CAPRADOSSI (ITA)] (Stadion pod Dubnom, ZILINA)

SLOVACCHIA (4-2-3-1): 01 Martin JUNAS; 05 Michal VODECKY - 14 Erik OTRISAL (41' 13 Lukas CMELIK) - 18 Attila VARGA - 15 Simon KUPEC; 08 Jakub GRIC - 11 Filip LESNIAK; 10 Nikolas SPALEK (52' 04 Martin SLANINKA) - 17 Lukas HARASLIN - 07 Miroslav KACER (69' 16 TOMAS ZAZRIVEC); 09 Tomas VESTENICKY. In panchina: 12 Juraj SEMANKO - 05 Michal VODECKY - 06 Martin VLCEK - 02 Andrej KADLEC (sq) - 03 Denis VAVRO (sq). ct: LADISLAV PECKO (SVK)

ITALIA (4-4-2): 01 Simone SCUFFET; 02 Davide CALABRIA - 06 Giacomo SCIACCA - 05 Elio CAPRADOSSI - 03 Federico DIMARCO; 07 Gennaro TUTINO (55' 10 Vittorio PARIGINI) - 08 Andrea PALAZZI (78' 14 Alberto TIBOLLA) - 04 Mario PUGLIESE - 15 Demetrio STEFFE'; 09 Alberto CERRI (C) - 18 Luca VIDO (65' 11 Federico BONAZZOLI). In panchina: 12 Emil AUDERO - 13 Matteo Vito LOMOLINO - 16 Arturo CALABRESI - 17 Davide DI MOLFETTA. ct: DANIELE ZORATTO (ITA)

Arbitro: NERIJUS DUNAUSKAS (LTU)
Assistenti: RICHARD STOREY (NIR) - DMITRI ZHUK (BLR)
Quarto Uomo: IVAYLO STOYANOV (BUL)
Ammoniti: A.PALAZZI, V.PARIGINI (ITA); T.ZAZRIVEC (SVK)
Espulsi: nessuno




20.30 SEMI02 - RUSSIA 10:9 [dcr; 0:0] SVEZIA (Stadion pod Dubnom, ZILINA)

RUSSIA (4-3-3): 01 Anton MITRYUSHKIN; 02 Vladislav PARSHIKOV - 03 Alexander LIKHACHEV - 04 Dzhamaldin KHODZHANIYAZOV - 05 Denis YAKUBA; 06 Sergei MAKAROV - 10 Aleksandr GOLOVIN (65' 13 Egor RUDKOWSKI) - 15 Dmitri BARINOV; 07 Aleksandr MAKAROV (62' 18 Rifat ZHEMALETDINOV) - 19 Ramil SHEYDAEV - 11 Aleksandr ZUEV (81' 09 Alex GASILIN). In panchina: 12 Alexei KUZNETSOV - 14 Anatol NIKOLAESH - 16 Alexander DOVBNYA - 17 Maksim MAYROVICH - 08 Danila BURANOV. ct: DMITRI KHOMUKHA (RUS)

SVEZIA (4-3-3): 01 Sixten MOHLIN; 03 Ali SULJIC - 06 Nohan Sonko SUNDBERG - 07 Linus WAHLQVIST - 04 Sebastian RAMHORN; 10 Erdal RAKIP - 14 Isak SSEWANKAMBO - 08 Elias ANDERSSON (76' 02 Jakob BERGMAN) - 11 Anton JONSSON SALETROS (67' 18 Christer LIPOVAC); 16 Gustav ENGVALL (67' 09 Valmir BERISHA) - 17 Mirza HALVADZIC . In panchina: 12 Hampus STROMGREN - 13 Viktor NORDIN - 05 Johan RAMHORN - 15 Gentrit CITAKU. ct: ROLAND LARSSON (SWE)

Arbitro: SLAVKO VINCIC (SVN)
Assistenti: DEJAN KOSTADINOV (MKD) - GREGORY CROTTEUX (BEL)
Quarto Uomo: ANASTASIOS SIDIROPOULOS (GRE)
Ammoniti: A.MITRYUSHKIN (RUS)
Espulsi: 48' RAKIP (SWE)

-  SEQUENZA RIGORI -
RUSSIA
13 Egor RUDKOWSKI: X
18 Rifat ZHEMALETDINOV: OK
04 Dzhamaldin KHODZHANIYAZOV: OK
19 Ramil SHEYDAEV: OK
09 Alex GASILIN: OK
02 Vladislav PARSHIKOV: OK
06 Sergei MAKAROV: OK
03 Alexander LIKHACHEV: OK
15 Dmitri BARINOV: OK
01 Anton MITRYUSHKIN: OK
19 Ramil SHEYDAEV: OK

SVEZIA
14 Isak SSEWANKAMBO: OK
07 Linus WAHLQVIST: OK
18 Christer LIPOVAC: OK
09 Valmir BERISHA: OK
17 Mirza HALVADZIC: X
02 Jakob BERGMAN: OK
06 Nohan Sonko SUNDBERG: OK
03 Ali SULJIC: OK
04 Sebastian RAMHORN: OK
01 Sixten MOHLIN: OK
14 Isak SSEWANKAMBO: X

* UEFA EURO U17 SLOVACCHIA 2013 *
- LA FINALISSIMA -
* VENERDI 17 MAGGIO *
18.00 ITALIA vs RUSSIA (Stadion pod Dubnom, ZILINA) - diretta Eurosport1

ALTRE NOTIZIE

Twitter Delicious Facebook Digg Stumbleupon Favorites More

 
Design by Free WordPress Themes | Bloggerized by Lasantha - Premium Blogger Themes | 100 Web Hosting