venerdì 27 gennaio 2012

ESCLUSIVA GT – Intervista con Emanuele Rovini : “Voglio la Serie A!”



Generazione di talenti. Com continua il suo viaggio in Italia, alla scoperta dei giovani talenti che abitano la nostra splendida penisola. Oggi facciamo tappa a Marina di Cecina, in provincia di Livorno, dove il 20 Febbraio 1995 nasce l’attaccante dell’Empoli, Emanuele Rovini. Questa la sua intervista:

-Ciao Emanuele! A che età hai iniziato a giocare a calcio? Hai sostenuto alcuni provini prima di passare a Empoli?

A 4 anni, nella Polisportiva Palazzaccio di Cecina, paese in cui sono nato e dove vivo tutt’ora. All’età di 12 anni è poi arrivata la chiamata dell’Empoli, che ho accettato molto volentieri. Prima di questo grande passo avevo sostenuto, all’età di 11 anni, un provino con la Fiorentina. Nonostante fosse andato abbastanza bene, purtroppo non mi ritennero all’altezza e così non mi presero.

-Empoli è da sempre considerata una piazza ottima per i giovani, qual è stato il tuo impatto con questa nuova realtà e con i tuoi compagni?

Come hai già detto tu, Empoli è un ambiente ideale per la crescita di noi giovani. Qui non cresci solo come calciatore, ma anche come uomo. La società opera in modo serio e crede molto in noi giovani. Pur non conoscendomi, i miei compagni e la mia dirigenza mi han dato subito fiducia, facendomi sentire a mio agio e questo mi ha permesso di ambientarmi subito .

-Dunque, sei a Empoli dall’età di 12 anni. Negli ultimi due anni , tu e il tuo compagno di reparto, Diego Frugoli, state dimostrando il vostro valore. Com’è Diego come partner offensivo?

Diego è un gran giocatore! Ha forza, velocità, tecnica. Ha seriamente tutto per diventare un grande! Secondo il mio parere è l’attaccante più forte e completo d’Italia. Un giocatore moderno!

-Anche tu non scherzi però! Quali sono le tue principali caratteristiche? E invece in cosa devi migliorare?

Il cambio di passo, la velocità di pensiero e il fiuto del goal. Devo migliorare con il piede debole, il destro e nel lavoro in fase difensiva.

-Che posizione occupi nello scacchiere di Mister Cecchi? Dove puoi giocare?

Con Mister Cecchi partiamo con il 4-3-3. Io inizio partendo largo a destra, ma posso giocare anche a sinistra e al centro.

-Emanuele, ora entriamo un po’ più nella sfera personale. Chi è il tuo idolo e per quale squadra fai il tifo?

Il mio idolo è Del Piero! Mi piace molto anche Cavani, è troppo forte. Mi fa Impazzire!

Quando gioco mi ispiro a Messi, in cui, nel mio piccolo, mi rivedo; per quanto riguarda il cambio di passo invece credo di somigliare a Pato. La squadra per cui faccio il tifo è il Milan, di cui sono un tifoso sfegatato!

-Arrivi a Empoli nel 2007. L’anno dopo, regali ai tuoi la “Coppa Ciclamino”, realizzando un goal nella finale contro il Livorno. Derby sentitissimo per voi azzurri! Che emozione hai provato a segnare in questo incontro?

Eh, il derby è sempre il derby. Inoltre ho segnato a Cecina, dove abito sin da piccolo. È stata una grande emozione, anche perché il goal è arrivato in una finale e ci ha permesso di portare in bacheca questo trofeo!

-Con i Giovanissimi Nazionali, Mister Cecchi ti ha spesso affidato la fascia da capitano. Deve essere sintomo di grande responsabilità e carattere. Che ci dici a riguardo?

Sì, hai ragione: quando si è capitani c’è bisogno di gran carattere e responsabilità. Però è un qualcosa di veramente bello, anche se io preferisco non essere il capitano ma essere un leader.

-Soffermiamoci sulla stagione del 2010. Il vostro è un ruolino di marcia impressionante: 25 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta in quel di Parma. Al termine del campionato arrivate dietro alla Viola, a causa di un punto di penalizzazione. È comunque un’annata piena di soddisfazioni, condita da risultati tennistici, come le vittorie con Giacomense, Prato, Modena e Sassuolo e , soprattutto, rimonte emozionanti, come quella con la Cavese (dove al ritorno realizzi una doppietta) e quella con l’Atalanta, dove realizzi il goal del momentaneo 2-0. Purtroppo in questa partita ti infortuni e sei costretto a saltare le fasi finali, dove i tuoi compagni vengono eliminati da Inter e Milan (poi futuro campione nazionale). Voi credevate all’impresa?

Sì, ci credevamo, soprattutto dopo aver visto come erano andate le partite con Cavese e Atalanta! Purtroppo con i Bergamaschi mi sono rotto il piatto tibiale, altrimenti avremmo potuto giocarcela veramente a tutti gli effetti, ma questo è il calcio. Il gruppo era veramente compatto e solido, come d’altronde è tutt’ora!

-Ti sei ripreso dall’infortunio?

Sì grazie, ora sto meglio.

-Capitolo Nazionale, prima convocazione maggio 2009: raduno a Coverciano agli ordini di Mister Rocca. Esperienza naturalmente stupenda e sogno di ogni ragazzo della nostra età che si avvera. Com’è andata? C’erano anche tuoi compagni di squadra?

Si è avverato un sogno con questa convocazione e speriamo che continui! Sì, dell’Empoli eravamo in quattro: oltre a me

-E in effetti la tua avventura in azzurro continua, convocazione per il torneo giovanile di natale e poi per la manifestazione Torneio da Federação Holandesa, disputatasi ad Algarve nel febbraio dell'anno scorso. Ne metti dentro 3 in 3 incontri , mentre indossi la fascia di capitano. Presentazione mica male con la Nazionale!

Eh no! Ho iniziato bene, questo è vero, ma spero di continuare a fare sempre meglio , sia per me che per la nazionale!

-Come tutti i ragazzi della nostra età, hai un sogno nel cassetto. Qual è?

Ovviamente il mio sogno, come quello di molti giovani , è la Serie A. Ma la strada è ancora lunga e io sono a metà cammino, ne ho ancora di strada davanti a me da percorrere.

-Parliamo di questa stagione. Quest’anno sei stato aggregato al gruppo degli Allievi Nazionali, qual è il vostro obbiettivo ?

l’obbiettivo è arrivare alle fasi finali. Guardando il girone di andata abbiamo buone possibilità, ma sappiamo che non dobbiamo mollare, perché sono tutte partite dure. Appena molli la presa è un attimo perdere punti!

-Chi ti ha impressionato dei ragazzi incontrati quest’anno?

Non mi ha impressionato nessuno. Mi sento il più forte e questa mia convinzione mi fa sentir un leader nella squadra, inoltre i miei compagni mi aiutano molto e credono in me.

-Insomma, fiducia nelle tue capacità!

Sempre fiducioso. Penso che ognuno debba riconoscere sempre le sue possibilità di arrivare più in alto possibile. Se io non giocassi con questa convinzione non riuscirei a giocare al 100%, anche se non sono un ragazzo che se la tira, perché finchè non arrivi lassù non sei nessuno!

-Voci di mercato hanno parlato di un interessamento di qualche club d’oltre manica, precisamente della Premier League Inglese. Cosa ci dici a riguardo?

Le voci che arrivano dall’Inghilterra sono vere, anche se, di proposte concrete, non ne sono mai arrivate. Io ora penso solo all’Empoli e arrivare il prima possibile in Prima Squadra!

-Cosa ci dici di te fuori dal campo?

Sono un ragazzo a cui piace stare con gli amici, non riesco a stare senza di loro. Mi deprimerei altrimenti! Inoltre mi piace molto andare a ballare la sera!

-Grazie Mille Emanuele per il tempo che ci hai concesso. Vuoi lasciare un messaggio?

Sì, vi lascio con le mie frasi preferite, che porto sempre dentro di me : "Voi parlate, io gioco!" e "Non arrabbiarti mai se ti fanno un fallo:è l'unico modo che hanno per fermarti". Inoltre ringrazio voi di Gt per quest'intervista, Ciao a tutti!


Soma Novothny : 1994 – Ungheria


Non solo Edu Vargas: in questa finestra di calciomercato il Napoli ha pensato presente e futuro. Se infatti si assicurato le prestazioni dell'attaccante cileno registrando il trasferimento (per ora) più costoso di gennaio, ha intanto pensato anche a rafforzare la Primavera. L'ultimo acquisto targato De Laurentiis è infatti un giovane centravanti classe '94, Soma Novothny.
Chievo, Sunderland, Colonia e Napoli: erano in quattro ormai in forte pressing sul giovane talento ungherese e anche questa volta ne sono usciti vincitori i partenopei. Dopo il super-colpo Vargas messo a segno nei primi giorni del mese, il presidente azzurro si aggiudica un altro gioiellino che va a rinforzare una squadra Primavera che già prima vantava talenti come Insigne e Tutino. 6 mesi di contratto per il ragazzo magiaro e, nell'eventualità che entrambe le parti (società e calciatore) siano d'accordo, alla fine dell'anno verrà firmato un contratto che legherà Soma al club campano per altri 5 anni. Ma conosciamo meglio il neo-acquisto: Novothny è nato il 16/06/1994 a Veszprém, città ungherese di circa 60.000 abitanti, e ha realizzato il suo sogno di divenire un giocatore professionista proprio con la squadra del luogo, l'FC Vezsprém. La scorsa stagione militava ancora nell'Under 19 ma le sue abilità erano già note nel suo Paese e, all'età di 16 anni, il 28 maggio del 2011, ha fatto il suo esordio con la casacca della prima squadra nella terz'ultima giornata di campionato. Viene schierato anche nelle due successive uscite dei rossoblù e realizza anche la prima rete (al tredicesimo minuto della partita col Kaposvolgye, ventinovesima giornata). In questa stagione Soma, a soli 17 anni, si è guadagnato il posto fisso nella formazione titolare, e ha ripagato la fiducia del mister a suo di goal: 9 le marcature nei 13 match disputati dall'Ungherese, e dati i numeri non sorprende che questo fantastico giovane fosse ormai nelle mire di molti importanti club europei.
Novothny ha dato sfoggio delle proprie capacità anche con la maglia della nazionale: 2 presenze in Under 16, 2 in Under 17 (1 goal), 4 in Under 18 (2 goal) e 2 in Under 19 (1 goal). Ditemi voi se non è un bel curriculum questo!
Soma è un attaccante con un'ottima struttufa fisica (185 cm) e molto potente, sa smarcarsi benissimo ed è abile sia a buttarsi negli spazi senza palla sia nella progressione palla al piede. La giovane età poi lascia intendere che ci sono enormi margini di miglioramento. Greatti lo paragona a Matri della Juve ma forse è ancora presto per dirlo, però a breve avremo l'occasione di giudicare quanto questa affermazione sia azzeccata: la Viareggio Cup è alle porte e l'attaccante magiaro sarà sicuramente presente, così avremo modo di giudicare se anche questa volta De Laurentiis c'ha visto lungo.



Riccardo Cimboli

Luuk de Jong: 1990 - Olanda


Duttilità e freddezza: queste le migliori doti che un attaccante possa desiderare; queste le principali caratteristiche di Luuk de Jong, nuovo talento olandese che sta segnando goal a grappoli in Eredivisie.

Nome: Luuk de Jong
Fisico: 188 cm x 80 kg
Data di nascita: 27/08/1990
Luogo di nascita: Svizzera
Nazionalità: Olandese
Squadra: Twente


Luuk de Jong nasce ad Aigle, in Svizzera, il 27 agosto 1990. Insieme a suo fratello Siem comincia la carriera nella squadra dilattentistica del DZC'68. I due entrano insieme ad undici anni nel settore giovanile del De Graafschap, ma in seguito le loro strade si dividono. Siem, classe ’89, passa all’Ajax, mentre Luuk rimane al De Graafschap, con cui esordisce nel 2009 nella massima serie olandese. A fine stagione collezionerà 3 goal in 15 apparizioni, che non basteranno alla sua squadra ad evitare la retrocessione. Il suo talento, però, viene notato dal Twente, che gli fa firmare un triennale con opzione per il quarto anno. Con i Reds de Jong junior mette in mostra tutto il suo potenziale: nella stagione 2009/10 segna 2 goal in 12 partite; lo scorso anno mette a segno 12 goal in 32 partite, in questa prima parte di campionato segna 12 goal in 18 partite.

Caratteristiche fisiche - Alto 188 centimetri, de Jong è un attaccante molto forte fisicamente che non trova difficoltà contro i giganti delle difese avversarie. Esempio lampante è il suo goal di testa in un match di Europa League contro il Werder Brema, squadra che annoverava nella sua retroguardia due colossi come Naldo e Mertesacker. Dotato di una buona progressione, deve migliorare nel breve. E’ molto forte nel gioco aereo.


Caratteristiche tecniche - Pur essendo un attaccante moderno, capace di attaccare gli spazi come pochi, Luuk non è un portento quando si tratta di fraseggiare coi compagni. Preferisce essere servito con cross o palloni in profondità che puntualmente mette in rete con una notevole spietatezza. La cinicità è la sua migliore dote, la duttilità viene appena dopo. De Jong può infatti giocare, oltre che da prima punta, come trequartista in un 4-2-3-1 e ala in un 4-3-3. Sotto porta, come detto, non ci pensa due volte a metterla dentro, ma quando si tratta di servire i compagni non scherza per niente, come dimostrano i suoi 12 assist nella stagione passata e i 7 nel campionato attualmente in corso.


L’esplosione dello scorso anno ha portato il nome di de Jong sui taccuini di parecchie big europee. Tempo fa la Fiorentina era pronto a portarlo in Italia ma lui rifiutò. Probabilmente sarà l’ennesimo calciatore che andrà a fare fortuna in Inghilterra. Per adesso si diverte a segnare in Olanda: è, con 12 reti, il primo marcatore under 21 in Europa, appena prima di John Guidetti e Mario Balotelli. Chapeau, Luuk!

Jannik Vestergaard : 1992 - Danimarca


Nome: Jannik Vestergaard
Data di nascita: 3 - Agosto - 1992
Altezza: 1,97 m
Ruolo: Difensore centrale

L'Hoffenheim è una squadra piccola, tra le varie tedesche ma proprio dalle Big teutoniche il lavoro di scouting dei suoi dirigenti è molto apprezzato, tanto da riuscire a fatturare ogni anno cifre interessanti, da Demba Ba allo sfortunato Carlos Eduardo. Ed è diventato indispensabile dare uno sguardo alla rosa guidata nella stagione 2011/2012 da Holger Stanislawski per intuire quali saranno i prossimi calciatori a fare il grande salto (negli ultimi giorni è partito anche Vedad Ibisevic, direzione Stoccarda). Vestergaard è tra i giovani che si è distinto nelle ultime giornate della Bundesliga con la maglia dell'Hoffenheim: nasce a Copenhagen da padre danese e madre tedesca ed è proprio nella capitale della Danimarca che compie il suo percorso calcistico, partendo da piccole realtà capitoline come Vestia Kopenhagen, BK Frem e Kjøbenhavns Boldklub. Il passaggio successivo al Brøndby IF è il passo più importante nella sua crescita, raggiungendo finalmente un club professionistico. Nel 2010 viene notato dall'Hoffenheim che lo acquista per inserirlo nella Squadra B dove crescere con calma ed abituarsi ai nuovi standard richiesti. Esordisce in Bundesliga il 16 Aprile 2011 subentrando a Ryan Babel nella partita contro l'Eintracht Francoforte. Attualmente è convocato regolarmente con l'U21 Danese e in precedenza ha vestito la maglia di tutte le formazioni giovanili del suo paese a conferma di una crescita costante e regolare. Difensore centrale, mancino, è ovviamente (vista la stazza notevole) un dominatore del aria, svettando con i suoi colpi di testa sia nella propria area di rigore che in quella avversaria: a referto, con la seconda squadra dell'Hoffenheim, ha messo a segno 4 reti in 22 incontri della Regionalliga Süd in due stagioni mentre è ancora a secco con la Prima squadra.

AFRICAN CUP OF NATIONS: Gruppo B: Costa d'Avorio qualificata, Manucho stavolta non basta all'Angola



La Costa d'Avorio stacca il biglietto per i quarti di finale della Coppa d'Africa 2012 in disinvoltura, superando 2-0 il Burkina Faso. Verdetto opposto invece per la nazionale di Duarte, alla quale ormai resta solo il premio di consolazione di chiudere almeno davanti al Sudan. Partita praticamente mai in discussione a Malabo, con Kalou che sblocca il risultato al 16' approfittando di uno svarione grave della difesa burkinabè, che non riesce a liberare l'area e permette all'attaccante del Chelsea di calciare verso la porta. Il Burkina Faso tenta una reazione per evitare ko ed eliminazione, ma gli elefanti controllano senza troppi affanni la situazione, con Barry comunque attento sulle conclusioni di Pitroipa e Traorè. Il match prosegue su questa falsariga anche per tutto il secondo tempo, con la gara che viene definitivamente archiviata all'82', quando un campanile da centrocampo di Boka viene goffamente deviato nella propria porta da Bakari Kone con un colpo di testa all'indietro. Disastrosa la Coppa d'Africa del centrale del Lione, che dopo aver di fatto ispirato il primo gol angolano qualche giorno fa, con l'autorete di ieri chiude ogni velleità di qualificazione per i suoi. Minimo sindacale per la seconda partita di fila invece per gli ivoriani, ma passaggio del turno ottenuto. Per il primo posto basterà un pareggio nell'ultima sfida contro l'Angola, un risultato che data la classifica accontenterebbe tutti. Guardando alla possibile avversaria nei quarti di finale, con il Senegal clamorosamente eliminato il gruppo A non sembra offrire sulla carta ostacoli insormontabili per la marcia degli elefanti verso la semifinale.
L'Angola invece rimanda il passaggio del turno all'ultima giornata, dove le basterà non perdere contro la Costa d'Avorio per qualificarsi ai quarti di finale. In caso di sconfitta dovrà sperare che il Burkina Faso onori fino alla fine la competizione, placando la sete di vittoria del Sudan. Proprio il Sudan ha fermato le antilopi nere sul pareggio nella seconda giornata, un 2-2 arrivato dopo una gara gradevole, in cui ancora una volta è brillata la stella di Manucho. Doppietta per l'attaccante del Valladolid, che sblocca prima il risultato con un bel destro all'angolino e poi, dopo il pari di testa di Bashir al 33', in avvio di ripresa trasforma un rigore concesso per fallo su Djalma. I gol del suo giocatore più rappresentativo, presentatosi per la terza volta di fila in condizioni di forma spaventose al torneo, non bastano però alla formazione di Vidigal per ipotecare la qualificazione, in quanto al 72' un pasticcio clamoroso di Vunguidica spalanca a Bashir le porte del 2-2, che regala al Sudan la speranza di potersi ancora qualificare per i quarti di finale, un risultato che avrebbe del clamoroso.
Da segnalare purtroppo ancora una scarsissima affluenza di pubblico, soprattutto nel match pomeridiano tra Angola e Sudan. Chissà se almeno nel big match tra Angola e Costa d'Avorio sarà possibile vedere pieno lo stadio di Malabo, mentre per quanto riguarda Sudan-Burkina Faso il destino degli spalti sembra essere già segnato.

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