
Generazione di talenti. Com continua il suo viaggio in Italia, alla scoperta dei giovani talenti che abitano la nostra splendida penisola. Oggi facciamo tappa a Marina di Cecina, in provincia di Livorno, dove il 20 Febbraio 1995 nasce l’attaccante dell’Empoli, Emanuele Rovini. Questa la sua intervista:
-Ciao Emanuele! A che età hai iniziato a giocare a calcio? Hai sostenuto alcuni provini prima di passare a Empoli?
A 4 anni, nella Polisportiva Palazzaccio di Cecina, paese in cui sono nato e dove vivo tutt’ora. All’età di 12 anni è poi arrivata la chiamata dell’Empoli, che ho accettato molto volentieri. Prima di questo grande passo avevo sostenuto, all’età di 11 anni, un provino con la Fiorentina. Nonostante fosse andato abbastanza bene, purtroppo non mi ritennero all’altezza e così non mi presero.
-Empoli è da sempre considerata una piazza ottima per i giovani, qual è stato il tuo impatto con questa nuova realtà e con i tuoi compagni?
Come hai già detto tu, Empoli è un ambiente ideale per la crescita di noi giovani. Qui non cresci solo come calciatore, ma anche come uomo. La società opera in modo serio e crede molto in noi giovani. Pur non conoscendomi, i miei compagni e la mia dirigenza mi han dato subito fiducia, facendomi sentire a mio agio e questo mi ha permesso di ambientarmi subito .
-Dunque, sei a Empoli dall’età di 12 anni. Negli ultimi due anni , tu e il tuo compagno di reparto, Diego Frugoli, state dimostrando il vostro valore. Com’è Diego come partner offensivo?
Diego è un gran giocatore! Ha forza, velocità, tecnica. Ha seriamente tutto per diventare un grande! Secondo il mio parere è l’attaccante più forte e completo d’Italia. Un giocatore moderno!
-Anche tu non scherzi però! Quali sono le tue principali caratteristiche? E invece in cosa devi migliorare?
Il cambio di passo, la velocità di pensiero e il fiuto del goal. Devo migliorare con il piede debole, il destro e nel lavoro in fase difensiva.
-Che posizione occupi nello scacchiere di Mister Cecchi? Dove puoi giocare?
Con Mister Cecchi partiamo con il 4-3-3. Io inizio partendo largo a destra, ma posso giocare anche a sinistra e al centro.
-Emanuele, ora entriamo un po’ più nella sfera personale. Chi è il tuo idolo e per quale squadra fai il tifo?
Il mio idolo è Del Piero! Mi piace molto anche Cavani, è troppo forte. Mi fa Impazzire!
Quando gioco mi ispiro a Messi, in cui, nel mio piccolo, mi rivedo; per quanto riguarda il cambio di passo invece credo di somigliare a Pato. La squadra per cui faccio il tifo è il Milan, di cui sono un tifoso sfegatato!
-Arrivi a Empoli nel 2007. L’anno dopo, regali ai tuoi la “Coppa Ciclamino”, realizzando un goal nella finale contro il Livorno. Derby sentitissimo per voi azzurri! Che emozione hai provato a segnare in questo incontro?
Eh, il derby è sempre il derby. Inoltre ho segnato a Cecina, dove abito sin da piccolo. È stata una grande emozione, anche perché il goal è arrivato in una finale e ci ha permesso di portare in bacheca questo trofeo!
-Con i Giovanissimi Nazionali, Mister Cecchi ti ha spesso affidato la fascia da capitano. Deve essere sintomo di grande responsabilità e carattere. Che ci dici a riguardo?
Sì, hai ragione: quando si è capitani c’è bisogno di gran carattere e responsabilità. Però è un qualcosa di veramente bello, anche se io preferisco non essere il capitano ma essere un leader.
-Soffermiamoci sulla stagione del 2010. Il vostro è un ruolino di marcia impressionante: 25 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta in quel di Parma. Al termine del campionato arrivate dietro alla Viola, a causa di un punto di penalizzazione. È comunque un’annata piena di soddisfazioni, condita da risultati tennistici, come le vittorie con Giacomense, Prato, Modena e Sassuolo e , soprattutto, rimonte emozionanti, come quella con la Cavese (dove al ritorno realizzi una doppietta) e quella con l’Atalanta, dove realizzi il goal del momentaneo 2-0. Purtroppo in questa partita ti infortuni e sei costretto a saltare le fasi finali, dove i tuoi compagni vengono eliminati da Inter e Milan (poi futuro campione nazionale). Voi credevate all’impresa?
Sì, ci credevamo, soprattutto dopo aver visto come erano andate le partite con Cavese e Atalanta! Purtroppo con i Bergamaschi mi sono rotto il piatto tibiale, altrimenti avremmo potuto giocarcela veramente a tutti gli effetti, ma questo è il calcio. Il gruppo era veramente compatto e solido, come d’altronde è tutt’ora!
-Ti sei ripreso dall’infortunio?
Sì grazie, ora sto meglio.
-Capitolo Nazionale, prima convocazione maggio 2009: raduno a Coverciano agli ordini di Mister Rocca. Esperienza naturalmente stupenda e sogno di ogni ragazzo della nostra età che si avvera. Com’è andata? C’erano anche tuoi compagni di squadra?
Si è avverato un sogno con questa convocazione e speriamo che continui! Sì, dell’Empoli eravamo in quattro: oltre a me
-E in effetti la tua avventura in azzurro continua, convocazione per il torneo giovanile di natale e poi per la manifestazione Torneio da Federação Holandesa, disputatasi ad Algarve nel febbraio dell'anno scorso. Ne metti dentro 3 in 3 incontri , mentre indossi la fascia di capitano. Presentazione mica male con la Nazionale!
Eh no! Ho iniziato bene, questo è vero, ma spero di continuare a fare sempre meglio , sia per me che per la nazionale!
-Come tutti i ragazzi della nostra età, hai un sogno nel cassetto. Qual è?
Ovviamente il mio sogno, come quello di molti giovani , è la Serie A. Ma la strada è ancora lunga e io sono a metà cammino, ne ho ancora di strada davanti a me da percorrere.
-Parliamo di questa stagione. Quest’anno sei stato aggregato al gruppo degli Allievi Nazionali, qual è il vostro obbiettivo ?
l’obbiettivo è arrivare alle fasi finali. Guardando il girone di andata abbiamo buone possibilità, ma sappiamo che non dobbiamo mollare, perché sono tutte partite dure. Appena molli la presa è un attimo perdere punti!
-Chi ti ha impressionato dei ragazzi incontrati quest’anno?
Non mi ha impressionato nessuno. Mi sento il più forte e questa mia convinzione mi fa sentir un leader nella squadra, inoltre i miei compagni mi aiutano molto e credono in me.
-Insomma, fiducia nelle tue capacità!
Sempre fiducioso. Penso che ognuno debba riconoscere sempre le sue possibilità di arrivare più in alto possibile. Se io non giocassi con questa convinzione non riuscirei a giocare al 100%, anche se non sono un ragazzo che se la tira, perché finchè non arrivi lassù non sei nessuno!
-Voci di mercato hanno parlato di un interessamento di qualche club d’oltre manica, precisamente della Premier League Inglese. Cosa ci dici a riguardo?
Le voci che arrivano dall’Inghilterra sono vere, anche se, di proposte concrete, non ne sono mai arrivate. Io ora penso solo all’Empoli e arrivare il prima possibile in Prima Squadra!
-Cosa ci dici di te fuori dal campo?
Sono un ragazzo a cui piace stare con gli amici, non riesco a stare senza di loro. Mi deprimerei altrimenti! Inoltre mi piace molto andare a ballare la sera!
-Grazie Mille Emanuele per il tempo che ci hai concesso. Vuoi lasciare un messaggio?
Sì, vi lascio con le mie frasi preferite, che porto sempre dentro di me : "Voi parlate, io gioco!" e "Non arrabbiarti mai se ti fanno un fallo:è l'unico modo che hanno per fermarti". Inoltre ringrazio voi di Gt per quest'intervista, Ciao a tutti!
Iker17
















